Dal "Sole 24 ore" del 24 settembre 2004
Grandi opere, il Cipe sblocca i finanziamenti

ROMA • Si sblocca il Cipe sulle grandi opere. Ieri sera il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, ha confermato l'imminente convocazione del comitato interministeriale che avrà all'esame opere già esaminate dal pre-Cipe per un importo totale a carico dello Stato di 2.563 milioni (e un investimento totale di 4.687 milioni). Una convocazione in extremis per evitare la cancellazione dei fondi della legge obiettivo inseriti nella Finanziaria 2004 (in tutto 4,7 miliardi per il 2004) che sarebbe scattata di fatto dopo il 30 settembre. Il lungo braccio di ferro che ha opposto nei mesi scorsi Economia e Infrastrutture sembra concludersi ora con la vittoria di Lunardi, sempre che nella riunione di mercoledì prossimo non ci saranno altri rinvii. Gran parte delle opere che andrà all'esame del comitato era in attesa del via libera dall'inizio dell' anno: se si fa eccezione per il Cipe del 27 maggio, che aveva varato quattro opere della legge obiettivo (raccordo A4-Val Trompia, un maxilotto della Salerno-Reggio, il quadrilatero stradale Marche-Umbria e le piastre logistiche in Umbria), era infatti dallo scorso dicembre che il Cipe non approvava progetti di grandi opere. Anche le delibere del 27 maggio, per altro, non sono mai state pubblicate in Gazzetta ufficiale. Tra le opere già passate al pre-Cipe ci sono la seconda franche per il Mose (709 milioni), l'interramento della stazione ferroviaria di Catania (507 milioni), la tratta Garibaldi-Bignami della nuova metropolitana MM5 di Milano (495 milioni), una tranche della ferrovia Bari-Taranto (200 milioni) e l'altra linea della metropolitana milanese, la MM1, da Sesto Fs a Monza Bettola (174,9 milioni).Il Cipe del 29 settembre non esaminerà, invece, le nuove opere e gli aggiornamenti che il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, aveva proposto di inserire nel programma della legge obiettivo, in aggiornamento alla delibera del 23 dicembre 2001. Ieri, al termine dell'incontro fra Governo e Regioni sulla Finanziaria, è stata l'Agenzia Radiocor a darne notizia, raccogliendo le dichiarazioni del ministro delle Regioni, Enrico La Loggia, e del presidente della Conferenza dei presidenti delle Regioni, Enzo Ghigo, sul probabile slittamento della decisione al Cipe. Il rinvio nasce dalla “mancata intesa” fra Governo e Regioni che dovrebbe essere formalizzata oggi dalla Conferenza. “Sono stati protocollati i progetti — ha detto Ghigo — ma manca condivisione sul metodo”. L'elenco delle nuove opere e degli aggiornamenti, per un totale di 5.387 milioni, è contenuto nell'allegato al Dpef sulle infrastrutture: tra queste, il piano per la messa in sicurezza delle scuole, finanziato per 200 milioni dalla legge obiettivo, che potrebbe però essere stralciato oggi dal parere negativo della Conferenza Stato-Regioni e avere così una corsia preferenziale al Cipe. Altre opere inserite nell'elenco che subiranno lo stop sono la metropolitana lagunare di Venezia (290 milioni), le "complanari" della Roma-Fiumicino (150 milioni), fondi per Villa San Giovanni e Messina collegati alla realizzazione del Ponte (300 milioni), l'asse tangenziale di Cortina d'Ampezzo (330 milioni).

GIORGIO SANTILLI