TERZO VALICO: PROBLEMI FINANZIARI E TANTA CONFUSIONE
LA REGIONE PIEMONTE HA FRETTA SULLE GALLERIE DI SERVIZIO
Martedì 3 agosto a Fraconalto la minoranza, costituita da Massimo Gozzoli, Adriano Bavastro, Mauro Repetto e Marida Boccardo, ha presentato un documento sull'annosa questione del Terzo Valico. Per la prima volta in dodici anni, questo Comune chiave per i lavori dell'Alta velocità MI-GE non assume più una posizione supina di fronte alle richieste del COCIV e vengono contestati i cunicoli esplorativi rimarcando che in realtà sono vere e proprie gallerie.
Il 12 agosto la Giunta regionale del Piemonte ha votato il via libera alla riapertura dei cantieri con richieste che non sono previste nei progetti preliminari e dando per scontato che sia operativo un progetto definitivo di cui non esiste traccia.
Per di più non è stato preso alcun accordo con la Regione Liguria. Infine il Comune di Ronco Scrivia, dove dovrebbero transitare centinaia di camion per lo smarino, non sa nulla della delibera Ghigo.
Tanta confusione con una sola certezza: la fretta del Cociv di incassare quei 319 milioni di euro stanziati dal Cipe nel settembre 2003 senza un progetto definitivo.
LE FS: POCHE CERTEZZE SULLA NECESSITÀ DELL'OPERA
Il presidente delle FS Elio Catania vuole "la revisione critica degli investimenti basata sulla ricerca di una maggiore redditività".
Per il piano finanziario della Mi-GE -dice- non ci siamo ancora. Occorrono una verifica attenta della redditività in termine di volume di traffici e di costo dell'opera e collocare questa opera dentro le priorità complessive.
Le dichiarazioni del presidente delle FS confermano quello che più volte è stato sostenuto dagli ambientalisti: per la linea Genova-Milano non c'è la giustificazione economica in termini di traffico.
IL RICORSO DEL COMUNE DI ARQUATA
Intanto sono state rese note le motivazioni per cui il TAR LAZIO ha respinto i ricorsi contro il TERZO VALICO presentati dallo studio legale dell'avvocato Andrea Ferrari per conto del Comune di Arquata Scrivia e dell'ACOS di Novi..
Sostiene il TAR: "in base all'articolo 143 del Testo Unico delle disposizioni di legge sulle acque pubbliche appartengono alla cognizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche i ricorsi per incompetenza, per eccesso di potere e per violazione della legge avverso i provvedimenti presi dall'Amministrazione di acque pubbliche"
Il sindaco di Arquata, Maria Grazia Morando ha così commentato :"La motivazione mi lascia sorpresa. Il TAR non entra nel merito delle problematiche da noi denunciate, bensì dichiara solamente la sua non competenza sul fatto specifico".
Si presume che ora, seguendo le indicazioni del TAR, il RICORSO venga ripresentato e inviato al Tribunale delle acque.