Mi rendo conto che il periodo estivo non è propizio, ma è opportuno ritrovarci (convocazione tramite questa e-mail e il passaparola)
GIOVEDÌ 22 LUGLIO, ore 21,15, presso l'ex-scuola di RIGOROSO (g.c.),
per discutere il seguente ordine del giorno:
- Particolari sulla bocciatura del Ricorso al TAR LAZIO
- Azioni da intraprendere
- La vicenda della ROQUETTE di Cassano Spinola e le voci sull'eventuale inceneritore
- La Comunità europea contro la cava Cementir e l'acquedotto all'amianto
- Arresti e sequestri di impianti smaltimento rifiuti, comprese ditte genovesi, pavesi e alessandrine (tra le quali spicca la Elciter di Boscomarengo che aveva denunciato varie persone e il nostro amico Giulio Armano).
Tra gli altri sarà presente Stefano Lenzi che ha seguito a Roma la vicenda Ricorso.
CERCATE DI ESSERE PRESENTI

Per l'Associazione AFA (visto che Renato è in Calabria) Antonello Brunetti

Comunicato stampa Associazione Amici delle Ferrovie e dell'Ambiente

IL TAR BOCCIA IL RICORSO AMBIENTALISTA CONTRO
IL TERZO VALICO DELL'ALTA VELOCITÀ MI-GE
SI PROFILA L'ENNESIMO SCEMPIO SULL'APPENNINO

Ieri, giovedì 15 luglio, il nostro avvocato, Andrea Ferrari, ci ha comunicato che sul sito del TAR - LAZIO appariva la notizia della bocciatura del ricorso contro il Terzo Valico. Presumibilmente le motivazioni della sentenza verranno rese pubbliche fra un paio di mesi.
In attesa di conoscere le motivazioni, giudichiamo comunque inspiegabile questa sentenza, per un progetto che fa acqua da tutte le parti, e ci riserviamo di presentare ricorso al Consiglio di Stato.

Il WWF Italia, con Italia Nostra, Legambiente, Pro Natura e l'Associazione di cittadini liguri e piemontesi "Amici delle ferrovie e dell'Ambiente", ha impugnato il 17 marzo scorso di fronte al TAR del Lazio la Delibera CIPE n. 78/2003 del 29 settembre 2003 che approva il progetto preliminare per il Terzo Valico dei Giovi (Linea AV/AC Milano-Genova) sollevando nove punti di contrasto con le normative che disciplinano la valutazione di impatto ambientale e quella sui lavori pubblici. Nonostante forti dubbi sulla validità attuale della concessioni a Co.Civ., general contractor per la realizzazione del terzo valico dei Giovi, come prima tratta funzionale della linea ad AV Milano-Genova (ormai tramontata), il Governo ha infatti approvato un progetto che fa acqua da tutte le parti (gli studi sull'impatto ambientale sono lacunosi e non è stato nemmeno
acquisito il parere obbligatorio del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici) e che addirittura prevede, contro la legge, di aprire i cantieri ancor prima di avere l'Ok sul progetto definitivo, a carico non del soggetto realizzatore ma dello Stato.

Da sempre ambientalisti e comitati di cittadini si oppongono all'ennesimo scempio dell'Appennino, già evitato tre volte dalla Commissione VIA (nel 1994, nel 1998 e nel 2000), forti delle stime prodotte dai loro esperti che valutano come con interventi alternativi di potenziamento delle linee ordinarie a servizio dei porti commerciali liguri (le due linee di valico
dei Giovi esistenti; la Genova Voltri-Ovada-Alessandria-Sempione; la Savona-Torino e la La Spezia-Parma) si possa raggiungere l'obiettivo della movimentazione di 9 milioni di contenitori (teus), quando il porto di Genova oggi movimenta solo 1.500.000 contenitori, quello di La Spezia circa un milione e quello di Savona non più di 500 mila.

In particolare, nel ricorso al TAR ambientalisti e cittadini, oltre a una serie di violazioni della normativa VIA, date le numerose lacune dello Studio di Impatto Ambientale prodotto da Co.Civ., segnalavano:
- la violazione delle normative sulle infrastrutture strategiche, nonché delle norme che regolano i lavori pubblici, per quanto riguarda il cambiamento dell'oggetto delle concessioni con riflessi sulle modalità di progettazione, aggiudicazione e finanziamento dell'opera. Infatti, nel tempo l'oggetto delle concessioni è mutato, rendendole di fatto nulle, si sostiene nel ricorso, visto che non si sta realizzando più una tratta funzionale alla linea ad AV Milano-Genova (oggetto della Convenzione tra FS e TAV SpA del 16/11/1992 e della Sub-concessione tra TAV e Cociv SpA) ma una linea veloce Alessandria-Novara-Domodossola-Sempione-Anversa-Rotterdam, inserita nel nuovo elenco delle reti transeuropee, approvato lo scorso 20 giugno dal Parlamento europeo;
- la violazione delle norma relative alla progettazione preliminare e definitiva contenute nel decreto attuativo della Legge Obiettivo perché nell'Allegato B della Delibera n.78/2003 viene presentato un elenco di interventi (tra cui è ricompresa la realizzazione di vere e proprie finestre di servizio definitive alla galleria di valico, strade, cave e depositi) che le nuove norme per le
infrastrutture strategiche rimandano a dopo l'approvazione del progetto definitivo. Su questo punto le associazioni ambientaliste avevano mandato una diffida legale il 10 febbraio 2004 in cui si rilevava che le uniche attività consentite sono quelle utili all'approfondimento progettuale
(indagini archeologiche e geognostiche e bonifica bellica);
- la violazione dell'art. 9 del D.Lgs. n. 190/2002, che definisce la nuova figura del Contraente generale (GC) e stabilisce quali siano gli oneri a suo carico, per il mancato accollo dei costi proprio delle opere da avviare prima del progetto definitivo, quantificate in 319 milioni di euro che avrebbero dovuto essere coperti da RFI SpA;
- la violazione delle norme procedurali per la redazione del progetto preliminare per la mancata
acquisizione del parere obbligatorio del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici;
- la violazione delle Direttive Comunitarie in materia di VIA per non aver considerato l'impatto complessivo dell'intervento, comprensivo dalle opere connesse e funzionali al terzo valico dei Giovi (ben dodici interventi inerenti la viabilità