30 marzo 2004
LA POSIZIONE DI LEGAMBIENTE PIEMONTE SULLA QUESTIONE TERZO VALICO

Legambiente Piemonte, con il WWF, Italia Nostra e Pro Natura, affianca i Comitati di cittadini che si oppongono al Progetto del Terzo Valico - TAV Milano-Genova deliberato dal C.i.p.e.

Venerdì 19 marzo 2004 è stato presentato al TAR del Lazio e a dodici altri Enti, fra i quali le Regioni Piemonte e Liguria, il ricorso contro la delibera Cipe relativa al Terzo valico, ossia al tratto di nuova ferrovia fra Genova e Tortona comprendente 39 chilometri di galleria.
Elaborato dall'avvocato alessandrino Andrea Ferrari, è stato firmato da Fulco Pratesi per il WWF, da Antonietta Pasolini Dell'Onda per Italia Nostra, da Wanda Bonardo per Legambiente Piemonte, da Pier Luigi Cavalchini per Pro Natura Piemonte e da Renato Milano presidente della Associazione che raggruppa tutti i Comitati spontanei di opposizione, ossia l'AFA (Associazione Amici delle Ferrovie e dell'Ambiente).
Questo ricorso di oltre cento pagine segue di un mese la Diffida, inviata dagli stessi firmatari del ricorso, relativa all'avvio anticipato, e prima ancora che sia redatto il progetto definitivo, delle attività elencate nell'Allegato B della delibera Cipe del 29 settembre 2003 riguardante appunto il "Terzo Valico dei Giovi - linea AV/AC Milano/Genova".
La vicenda è vecchia di ben 13 anni essendo nata nel giugno del 1991 con l'inserimento della Milano-Genova nel progetto complessivo dell'A.V. ferroviaria.
-Ha visto la redazione di ben tre progetti, tutti bocciati o rinviati al mittente dal V.I.A.;
-ha visto l'avvio nel 1998 l'avvio di un procedimento giudiziario nei confronti di Enti e singoli (tra questi Luigi Grillo, Mario Nicolini, Ercole Incalza, Marcellino Gavio) con l'accusa di "Truffa aggravata nei confronti dello Stato", procedimento ancora in corso;
-ha visto la notifica all'Italia di una procedura d'infrazione per aver assegnato al Cociv progettazione, esecuzione e controllo senza alcuna gara di appalto;
-ha visto il susseguirsi di assemblee, consigli comunali aperti, manifestazioni, faldoni colmi di osservazioni contrarie e la pubblicazione di ben tre libri a cura dei Comitati spontanei che hanno come slogan "TAV Mi-GE : un utile per alcuni, un lusso per pochi, un danno per molti, A SPESE DI TUTTI".
I motivi di opposizione, dando per scontato che tutti i firmatari del Ricorso sono favorevolissimi a un rilancio vero ed efficace delle Ferrovie, sono parecchi, ma ci limitiamo a una analisi generale da cui si evince l'inutilità di questa Grande Opera.
La situazione attuale
Secondo i dati forniti da CIPRA Italia, i 5 principali assi ferroviari di attraversamento dell'arco alpino (Moncenisio/Frejus, Sempione/Loetschberg, Gottardo, Brennero e Tarvisio) sono sfruttati solo per il 30% circa delle loro potenzialità complessive. Piu precisamente: il Frejus sarebbe sfruttato solo per il 37% della sua reale capacità, il Sempione per il 14%, il Gottardo per il 60%, Il Brennero per il 33%, il Tarvisio per il 18%.
Se si prendono in esame le potenzialità complessive di impegno dei valichi ferroviari (come è stato fatto nel documento di osservazioni di Debernardi e Daho sul progetto di Alpetunnel Torino-Lione - 2001) si arriva alla conclusione che, sfruttando appieno le potenzialità attuali delle linee transalpine (Ventimiglia, Modane, Domodossola, Luino, Chiasso, Brennero, Tarvisio, Villa Opicina) a doppio binario e adottando, quindi, un valore pari a 220 treni/giorno - che comprenda anche la linea Genova-Ventimiglia in via di adeguamento - si ottiene una potenzialità complessiva di 1410 treni/giorno, con una disponibilità residua di 746 treni/giorno per le merci, che, sommati ai 255 treni/giorno prodotti nel 1996, danno un livello
di 1001 treni merci/giorno, sufficiente a conseguire l'ambizioso obiettivo di 180 milioni di t/anno di traffico merci via ferrovia, indicato dai progettisti dell'Alpetunnel come ipotetico traguardo al 2015
Gli investimenti strategici del Governo
In questa situazione di sottoutilizzazione delle linee ordinarie esistenti il Governo promuove investimenti per nuove opere cosiddette strategiche ad Alta Velocità inserite nel Primo Programma (Delibera CIPE n. 121/2001), voluto dalla Legge Obiettivo - l. n. 443/2001 - pari a 15.500 milioni di euro, volendo tener per buoni i costi più che prudenziali da questo stimati.
Gli investimenti previsti sono per:
1- la realizzazione della Linea ad Alta Velocità "Corridoio 5 Lione-Kiev", tratta italiana". Dalla Delibera 121/2001 costerebbe allo Stato 7.901 milioni di euro;
2- per l'asse ferroviario ad "AV Bologna-Verona-Brennero". Nella Delibera CIPE n. 121/2001 vengono stanziati 1.466 euro, cui si devono aggiungere gli stanziamenti per l'asse ferroviario Brennero-Verona-Parma-La Spezia con altri 1.510 milioni di euro;
3- il Terzo Valico dei Giovi ad AV, inserito nell'asse ferroviario Ventimiglia-Genova-Novara-Milano (Sempione) viene a costare 4.700 milioni di euro (secondo la Delibera CIPE 78/2003 che approva il progetto preliminare dell'opera), 400 in più di quelli previsti nella Delibera CIPE n. 121/2001, per realizzare meno della metà 54 chilometri contro i 126 chilometri della Genova Principe-Milano Rogoredo ad AV a suo tempo prevista per il costo, al 1991, di 3 mila miliardi di lire.
Questi ingentissimi investimenti in linee completamente nuove, che andrebbero ad inserirsi in un territorio ampiamente già infrastrutturato e urbanizzato, sottraggono risorse al potenziamento, adeguamento e ammodernamento delle linee ordinarie di adduzione e di valico, alle linee
complementari, ai parchi merci e agli interporti.
Le proposte dei Comitati
In estrema sintesi il Comitato di riferimento in questa zona ligure-piemontese propone di riprendere le fila del percorso sulla revisione del progetto dell'AV in Alta Capacità avviato nei gruppi di lavoro tecnici del Ministero dell'Ambiente e dei Trasporti del 1997-1999 e chiede di abbandonare il disegno di rilancio dell'AV puntando invece a:
- utilizzare l'ampia capacità residua delle linee ferroviarie transalpine, procedendo al loro ammodernamento e potenziamento in alternativa all'attuazione del progetto della Trasversale ad AV insostenibile dal punto di vista trasportistico, economico, sociale e ambientale;
- predisporre subito il trasferimento obbligatorio dalla strada alla ferrovia delle merci pericolose e infiammabili;
- intervenire sulle linee ferroviarie complementari della Pianura Padana quali la Medio Padana per garantire corsie preferenziali al trasporto merci;
- promuovere lo sviluppo del traffico intermodale, adeguando le tecnologie degli interporti esistenti nel Nord Italia;
- onorare gli impegni bilaterali assunti con la Svizzera per i collegamenti ferroviari in territorio italiano con le gallerie di base del Loetschberg (pronta nel 2007) e del Gottardo (pronta nel 2012);
- ammodernare e potenziare, per quanto riguarda la questione del Terzo Valico, i sei valichi già esistenti fra le coste liguri e la Pianura Padana, in particolare la Pontremolese e la Voltri-Alessandria decisamente sottoutilizzate.