I Ricorsi di Arquata e della Provincia di Alessandria
contro la delibera Cipe relativa al Terzo Valico

Comune di Arquata e Acos
"Abbiamo chiesto al tribunale Amministrativo regionale del Lazio l'annullamento della delibera del Cipe sul Terzo Valico". Questo dichiara il sindaco di Arquata, Maria Grazia Morando. La motivazione riguarda unicamente la tutela delle risorse idriche, sia pure nel contesto dei problemi derivanti dai cantieri, dalla realizzazione delle finestre, dall'attivazione di cave e depositi.
"Il Comune di Arquata - dichiara il sindaco - trae molta parte delle proprie risorse idriche da nove sorgenti in località Borlasca e Rigoroso. Poiché tali fonti sono localizzate in corrispondenza dei chilometri 22-24 del tracciato in galleria dell'opera Terzo Valico dei Giovi, le possibili interferenze con le fonti vengono classificate con probabilità di impatto media e irreversibile. Per questo motivo il comune di Arquata impugna la delibera Cipe per violazione della legge Galli sulla tutela delle fonti, per violazione della direttiva CEE sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, per eccesso di potere, per contraddittorietà ed ingiustizia manifesta. La prescrizione relativa ad un eventuale acquedotto alternativo è nebulosa e indeterminata sull'effettiva adozione di misure atte anche solo ad attenuare la certezza di un grave rischio per la risorsa acqua. Secondo noi la realizzazione degli acquedotti alternativi deve precedere l'inizio della escavazione delle gallerie, per non correre il rischio di rimanere senz'acqua, in attesa della realizzazione dell'acquedotto alternativo".
Il Ricorso di Arquata e Acos conclude con: "Si chiede pertanto l'annullamento della Delibera Cipe n.78/2003, fatta salva la facoltà di includere tra gli interventi da avviarsi in via anticipata la programmazione e la realizzazione di un nuovo acquedotto atto a soddisfare le esigenze idriche attualmente coperte dall'esistente acquedotto di Arquata".

Provincia di Alessandria
Non conosciamo nel dettaglio il Ricorso della Provincia di Alessandria che si è sempre dichiarata a favore dell'opera. A quanto afferma Alberto Vella, l'avvocato della Provincia, "la Provincia vuole rivendicare il suo ruolo sacrificato dal sistema della Legge Obiettivo: Inoltre chiediamo che venga valutata la costituzionalità di tale legge che sotto questo aspetto lascia aperti molti dubbi". Se è così ci pare un ricorso estremamente generico e, a dar retta a quanto scritto sui giornali, parrebbe che si faccia riferimento al ricorso contro il ponte sullo stretto di Messina senza porre in risalto che questo Ricorso è già stato respinto tre settimane fa dal Tar del Lazio.