Pervenuta il 3 gennaio 2004
SINTESI DELLA DELIBERA REGIONE PIEMONTE PER TERZO VALICO
DELIBERA N. 56-9903 08 luglio 2003
Oggetto:
Procedura Regionale ai sensi della L.443/01 - Legge Obiettivo. Espressione delle valutazioni di competenza regionale ex art. 3 dal Dlgs.190/02 al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e parere ex art. 6 della L.349/86 al Ministero dell'Ambiente sul Progetto Preliminare con procedura di VIA di competenza statale relativo al progetto "Tratta A.C. Milano Genova - Terzo Valico" presentato da ITALFERR SpA.
La Società ITALFERR S.p.A. con sede legale in Roma, via Marsala 53/67,
che agisce in qualità di soggetto tecnico di T.A.V. S.p.A., Concessionaria
di R.F.I. S.p.A. per la progettazione, costruzione e sfruttamento economico
del Sistema Alta Velocità ha presentato alla Regione Piemonte in data
10.03.2003 richiesta di approvazione del progetto preliminare denominato “Tratta
AV/AC Milano-Genova Terzo Valico dei Giovi”, corredato degli elaborati
di progetto preliminare e dello Studio di Impatto Ambientale, ai fini dell'avvio
della procedura ex L. 443/2001 e s.m.i., secondo quanto previsto dall’art.
3 del D.lgs. 190/2002, comprensiva della procedura ex art. 6 della L. 349/86,
essendo un’opera ricadente nelle tipologie sottoposte alla procedura di
valutazione d’impatto ambientale di competenza statale.
L’attuale progetto è relativo alla tratta di linea ferroviaria A.C. che con la realizzazione di una nuova galleria di valico attraverso l’Appennino, collega Genova al Piemonte e prosegue in territorio piemontese fino all’innesto con l’esistente linea ferroviaria per Voghera- Milano in comune di Tortona.
I comuni Piemontesi interessati dalla realizzazione della linea sono:
- VOLTAGGIO: interessato da un tratto di linea di 4,20 Km tutto in galleria naturale, oltreché 1 Finestra, 1 Deposito, 1 Cantiere Logistico, 1 Cantiere di Servizio
- FRACONALTO: interessato da un tratto di linea di 5,50 Km. Tutto in galleria naturale oltre che da 1 Finestra, 1 area Depositi, 1 Cantiere Operativo, 1 Cantiere Logistico, 1 Cantiere di Servizio
- GAVI: interessato da un tratto di linea di 2,90 Km in galleria naturale
- SERRAVALLE SCRIVIA: interessato da 4,50 Km di linea di cui 4,00 Km in galleria naturale e 0,50 in superficie, oltre che 1 Deposito, 1 Cantiere Operativo, 1 Cantiere Logistico
- ARQUATA SCRIVIA: interessato da 4,40 Km di linea di cui 3,60 in galleria e 0,80 all’aperto oltre che da 1 Finestra, 1 Cava, 2 Depositi, 2 Cantieri Operativi, 1 Cantiere Logistico
- NOVI LIGURE: interessato da 6,10 Km di linea di cui 2,90 in galleria naturale e 3,20 Km in superficie, 7 Km di interconnessione con la Linea Storica oltre che 1 Cava, 1 Deposito, 2 Cantieri Operativi, 2 Cantieri Logistici
- POZZOLO FORMIGARO: interessato da 5,70 Km di linea di cui 2,80 in galleria artificiale e 2,90 in linea esterna oltre a 2,80 Km di interconnessione, oltre che 3 Depositi, 1 Cantiere operativo, 1 Cantiere armamento e tecnico
- TORTONA: interessato da 8,60 Km di linea di cui 1,60 in galleria artificiale e 7,00 Km in linea esterna oltre che 2 Cave, 3 Depositi, 1 Cantiere Operativo, 1 Cantiere Logistico, 1 Cantiere Armamento e Tecnico.
- CARROSIO: interessato solo da viabilità di cantiere.
Complessivamente la linea in progetto da Genova a Tortona ha una lunghezza di
53,90 Km di cui 36,6 in galleria naturale 4,4 Km in galleria artificiale, 14,9
Km in linea esterna; 6 Finestre, 6 Cave, 14 Depositi, 13 Cantieri operativi,
12 Cantieri logici, 5 Cantieri di servizio e 3 Cantieri per armamenti e tecnici.
Per la sola tratta piemontese: la lunghezza è di 41,9 Km di cui 23,1
in galleria naturale, 4,4 in galleria artificiale e 14,4 Km all’aperto.
Le opere accessorie interessanti il territorio piemontese sono:
3 Finestre, 8 interconnessioni, 4 Cave, 12 Depositi, 9 Cantieri operativi, 7
Cantieri Logistici, 2 Cantieri di servizio, 2 Cantieri armamento e tecnici.
Preliminarmente si ritiene di fondamentale importanza un preliminare escursus sulla storia del progetto ai fini di pervenire ad una più esaustiva conoscenza di tutto quanto ha contribuito alla sua evoluzione e ha portato alla definizione delle soluzioni progettuali contenute nell’ odierna stesura.
Nel 1992 il Consorzio COCIV, quale General Contractor richiese al Ministero dell’Ambiente la pronuncia di compatibilità ambientale relativa al progetto della tratta ferroviaria ad A.V. Milano-Genova, conclusasi nel 1994 con giudizio interlocutorio negativo da parte dello stesso Ministero.
In data 11 febbraio 1993 con il protocollo di accordo sottoscritto da Ministero dei Trasporti, Regione Piemonte ed Ente FF.SS. erano state concordate le premesse per la realizzazione delle nuove linee AC e la definizione di un nuovo assetto ferroviario in Piemonte.
Circa tre anni dopo in data 6 maggio 1996 è stato sottoscritto il protocollo di accordo tra il Ministero dei Trasporti, la Regione Liguria, la Provincia di Genova, le Ferrovie dello Stato S.p.A. e la TAV S.p.A. per la definizione del nuovo assetto dei trasporti ferroviari nel nodo di Genova, in cui è stato ritenuto fondamentale il quadruplicamento della linea ferroviaria Genova - Milano.
Del 1996 è anche la Legge n. 662 che ha disposto che il Governo procedesse
ad una verifica e riferisca alle competenti Commissioni Parlamentari sullo stato
di attuazione del "Progetto Alta Velocità". Per dare concreta
attuazione al disposto legislativo, i Ministeri dei Trasporti e dell'Ambiente
hanno istituito un "Gruppo di Lavoro" per la valutazione tecnica del
"Progetto Alta Velocità" sulle linee Torino - Milano - Venezia
e Milano - Genova che a conclusione dei propri lavori ha espresso l'avviso che
in una moderna visione strategica del sistema dei trasporti, è necessario
passare ad una soluzione di "Alta Capacità" ferroviaria per
l'uso della linea, che veda il trasporto merci come elemento non residuale di
un servizio di trasporto integrato ed intermodale con conseguente piena integrazione
tra le linee storiche e la nuova linea AC. In particolare per la linea Genova
- Milano è emersa la necessità che il progetto della linea AC,
venissero definite tutte le alternative possibili per la realizzazione della
tratta Genova - Novi Ligure denominata "III Valico", comprendente
l'interconnessione con le linee storiche ad Arquata Scrivia, nonché gli
scenari di collegamento dei nodi di Genova e di Novi Ligure alla rete ferroviaria
ligure piemontese e lombarda, in un’ottica di decongestionamento e fluidificazione
del sistema ferroviario e di valorizzazione del trasporto intermodale, confermando
la validità della metodologia già scelta per l'indagine geologica
profonda tramite i cunicoli esplorativi parzialmente già realizzati.
Sempre nel 1996 il COCIV ha presentato una seconda richiesta di pronuncia di
compatibilità ambientale, conclusasi nel luglio del 1998 con giudizio
negativo da parte del succitato Ministero dell’Ambiente che già
nel febbraio 1998 aveva bloccato i cantieri delle gallerie esplorative della
galleria Flavia
Nel 1998 a seguito del blocco dei cantieri è stato istituito un gruppo
di lavoro interministeriale a cui ha partecipato anche la Regione Piemonte per
approfondire argomenti e criticità relativi alla progettazione del III
valico ferroviario tra Liguria e Piemonte. Nel gruppo è stata riaffermata
la validità trasportistica di una nuova linea di attraversamento dell’Appennino
da innestare nel nodo genovese in modo da ottenere la massima funzionalità
e capacità dell’opera. I lavori si conclusero a fine ’98
con l’indicazione di approfondire le soluzioni progettuali del corridoio
Genova-Novi Ligure al fine di consentire un’alta capacità di trasporto,
in particolare delle merci, sul collegamento da Genova verso Piemonte e Lombardia
e le direttrici dei valichi internazionali tra Italia e Paesi Comunitari, in
coerenza con le conclusioni emerse dalla verifica governativa dei due ministeri
(trasporti e ambiente) nel corso del 1997.
Successivamente nel luglio ’99 la IX Commissione Trasporti della Camera
dei Deputati ha impegnato il Governo a promuovere la realizzazione del III valico
e definendo un idoneo inserimento del tracciato della nuova linea ferroviaria
nel territorio piemontese e con il nodo di Genova.
Nello stesso anno, in data 22 ottobre 1999, è stato sottoscritto un protocollo
di intesa tra la Regione Liguria, la Provincia di Genova e le Ferrovie dello
Stato S.p.A. per la definizione delle priorità e degli indirizzi della
progettazione del riassetto complessivo del nodo ferroviario di Genova, comprensivo
dell'innesto del "III Valico Ferroviario", in considerazione degli
scenari previsionali del traffico merci comunicati dall'Autorità Portuale
di Genova.
A seguito delle risultanze della verifica parlamentare è stato elaborato
un nuovo progetto che è stato presentato per la procedura di VIA all’inizio
del 2000 e in merito il Ministero dell’Ambiente ha interrotto la procedura
richiedendo integrazioni nel settembre del 2000.
Nel dicembre 2000 il Ministro dei Trasporti ha indetto una Conferenza di servizi
preliminare ai sensi della L. 340/2000, conclusasi il 30.09.2002 con l’approvazione
del tracciato da parte di tutti i soggetti pubblici interessati e la formulazione
di una serie di prescrizioni per la definizione del progetto e la previsione
della sottoscrizione di Protocolli d’Intesa relativi alla cosiddetta “Permeabilità
urbana” ed alla “logistica”, finalizzati rispettivamente a
garantire una serie di interventi attinenti agli attraversamenti urbani della
linea storica e la valorizzazione dell’area logistica connessa al porto
di Genova del Basso alessandrino.
Tutto ciò, premesso, per quanto concerne il quadro di riferimento Programmatico va innanzitutto evidenziato che la legge 21.12.2001 n° 443 ha delegato il Governo ad individuare le infrastrutture pubbliche e private di preminente interesse nazionale da realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese.
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell’ambito delle proprie attribuzioni, ha avviato la preparazione di detto Programma raccogliendo le proposte dei Ministeri competenti e delle Regioni.
Relativamente al quadro di riferimento settoriale dei trasporti il progetto
risponde alle numerose significative criticità dell’attuale sistema
ferroviario dell’area interessata dalla linea che possono essere riassunte
nei seguenti punti:
- prossima saturazione delle linee di valico dell’Appennino ligure-piemontese
sulle tratte prossime al porto di Genova sia sulla linea succursale dei Giovi
- saturazione della linea arquata Scrivia-Voghera
- bassa velocità commerciale delle relazioni viaggiatori Torino-Genova,
a causa delle caratteristiche tecniche e della saturazione delle linee attuali
nel tratto di valico appenninico ed in prossimità di Genova.
L'insieme di queste problematiche appare risolvibile solo attraverso la realizzazione
di una nuova infrastruttura, quale la galleria di valico, oggetto della attuale
valutazione di impatto ambientale.
Dalle verifiche trasportistiche effettuate è stata evidenziata la necessità di sviluppare un’area logistica in grado di svolgere funzioni di retroporto di Genova. In particolare dovranno essere integrate al sistema ferroviario e viario esistente ed alla prevista linea AC le aree smistamento e trattamento delle merci esistenti nel territorio del Basso Alessandrino (Novi S.Bovo, Rivalta Scrivia, Arquata Scrivia, Alessandria). In questo contesto è stato previsto nella DGR 11-7332 del 14 ottobre 2002 la predisposizione di un apposito Protocollo d’Intesa sottoscritto in data 2 luglio 2003, ad eccezione del Comune di Arquata Scrivia.
Nel Piano Territoriale Regionale, all'art. 21 delle Norme di Attuazione si
prevede per l'area piemontese, interessata dal progetto presentato (ovvero quello
ritenuto migliore dal proponente e quindi sottoposto a valutazione), l'attraversamento
di aree definite del "sistema del verde" e con "strutture
colturali di forte dominanza paesistica".
E' da sottolineare, però che, poiché la soluzione progettuale
presentata è quasi tutta in galleria, le interferenze con le caratteristiche
ambientali e paesaggistiche dell'area interessata sono soprattutto riferite
alla realizzazione dei cantieri e delle finestre.
Gli strumenti di pianificazione territoriale del Piemonte considerano il progetto,
proprio per quanto esso rappresenta per il sistema delle comunicazioni regionali,
come “strategico” per l’interconnessione con il sistema
ligure.
Il Piano Territoriale della Provincia di Alessandria, adottato nel 1999 e approvato nel 2002, individua la necessità della realizzazione del terzo valico ferroviario come opera fondamentale per lo sviluppo della piattaforma logistica integrata del sistema portuale ligure. Ampia risulta comunque la fascia di oscillazione nella quale localizzare l‘infrastruttura.
Per quanto attiene la Pianificazione urbanistica la linea non è inserita nei Piani Regolatori Generali Comunali, ma in base a quanto sopra espresso, la conformità dell’opera in generale con i due Piani Territoriali, regionale e provinciale è da ritenersi pertanto fuori discussione e risulta compatibile. Si rileva comunque che la localizzazione dei numerosi “campi base”, in pratica i villaggi che ospiteranno i lavoratori del cantiere, è spesso tale da interessare aree prive dì infrastrutture primarie. Trattandosi di insediamenti destinati a qualche centinaio di abitanti per quasi un decennio è del tutto evidente che dovranno essere allacciati ai pubblici servizi, si dovrà provvedere alla costruzione di strade di accesso mancanti o insufficienti.
Per quanto attiene i vincoli l’infrastruttura interessa aree soggette a vincolo idrogeologico e paesistico ambientale. La realizzazione prevista interferisce direttamente con il Sito d’Importanza Comunitaria “Capanne di Marcarolo” (codice 111180026) e con la Zona di Protezione Speciale “Greto del Torrente Scrivia tra Cassano e Villalvernia” (codice 111180004), individuati ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) e della Direttiva 79/409/CEE (Direttiva Uccelli) per la costituzione della Rete Natura 2000. Pertanto come previsto dalla vigente normativa in materia, deve essere sviluppata la Valutazione d’Incidenza ai sensi dell’art. 6 della Direttiva Habitat e dei suoi recepimenti nazionali (D.P.R. 357/97) e regionali (regolamento 16 novembre 2001, n. 16/R) per la quale deve essere richiesta la specifica procedura. La procedura infatti non viene “assorbita” dalla VIA, così come erroneamente affermato dal proponente nella documentazione presentata, ma costituisce uno degli elementi per la valutazione dell’opera, specificamente riferito alle valenze naturalistiche dei Siti della Rete Natura 2000.
In ottemperanza alle prescrizioni definite specificamente richieste dalla Regione Piemonte e recepite nelle conclusioni della succitata Conferenza di servizi, nel nuovo progetto:
- è stata eliminata la finestra di Borlasca e l’interconnessione di Rigoroso;
- sono state abbassate le livellette della linea in località Barbellotta. nel comune di Serravalle Scriva portando la linea in galleria naturale;
- è stata abbassata la linea in località Moriassi (Arquata Scrivia) di 3 metri circa con conseguente riduzione del rilevato;
- sono stati ridotti i depositi sul Rio Traversa da 1,5 milioni di mcubi a 0,5 milioni di mcubi ;
- è stato ricollocato il deposito La Costa che interferiva con l’area
dei cosiddetti Calanchi;
- è stata prevista la “circonvallazione” ferroviaria di Novi
e Pozzolo Formigaro prevalentemente in galleria e l’innesto sulla linea
all’ingresso di Tortona;
- sono stati definiti nuovi siti di reperimento degli inerti.
Sono state, altresì, svolte ulteriori campagne geognostiche nel 2001-2002 sia per la galleria di valico che per la parte esterna, tuttavia i sondaggi geognostici e piezometrici, realizzati e in corso, non consentono di escludere a priori interferenze con eventuali acquiferi sotterranei già sfruttati oppure riserve d’acqua attualmente sconosciute.
Si rileva inoltre che gli elaborati riferiti alle opere connesse presentano una progettazione molto superficiale , carente è anche la definizione dei tipi di convogli che si intende utilizzare per la linea e la ripartizione giornaliera dei treni, informazioni fondamentali per poter commisurare la progettazione di alcuni interventi di mitigazione.
Nel S.I.A. la descrizione degli interventi di disalveo dello Scrivia è delineata in modo non esaustivo, sia rispetto alle modalità operative, sia rispetto alle cubature di prelievo degli inerti, previste lungo l’intera fascia d’alveo. In particolare non viene descritto il decorso fluviale post-operam, considerando essenzialmente le problematiche di carattere idraulico.
Nell’attuale soluzione non vengono esaustivamente approfondite le modalità di realizzazione delle gallerie artificiali nella tratta di pianura tra Novi Ligure e Pozzolo Formigaro, per cui si fa solo cenno alla realizzazione di by-pass monte e valle per la circolazione idrica sotterranea. Per i depositi definitivi Castagnola e la Costa-Rigoroso, nonché l’inalveazione dei rii Lavandaia e Traversa le previste attività di regimazione e sistemazione idraulico-strutturale comportano un’eccessiva modificazione morfologica delle incisioni vallive e degli alvei interessati dagli interventi.
Per quanto attiene il progetto dell’elettrodotto a 132 kV, per il quale peraltro non è stata attivata la specifica procedura di VIA, manca una valutazione delle possibili alternative di tracciato.
Per quanto riguarda le attività di cantiere la mancata individuazione di tutta una serie di importanti elementi e quantificazioni dei fabbisogni porta a una progettazione a livello di fattibilità e solo in qualche caso di massima. Non vengono infatti quantificati i fabbisogni elettrici ed idrici, non vengono individuati i corpi idrici ricettori degli scarichi qualora non potessero essere realizzati gli allacciamenti alla rete fognaria esistente, non vengono individuate le tipologie dei rifiuti prodotti.
Per quanto concerne il Quadro di Riferimento ambientale manca un vero e proprio
inquadramento di area vasta, comprensiva dell’opera principale e di tutte
le opere connesse funzionali e indispensabili alla realizzazione dell’opera
stessa.
In specifico sono superficialmente indicati ed in ogni caso sottostimati gli
impatti riconducibili alle opere connesse che, essenzialmente realizzate in
superficie c sono quelle che costituiscono la maggiore fonte di impatto ambientale
per una zona che, per larghi tratti conserva ancora caratteristiche naturali
buone o, addirittura di pregio (zona appenninica).
Va rilevato che il complesso delle opere per la realizzazione della linea ferroviaria
AC interessa numerose aree di pregio naturalistico per le quali si ritiene che
non siano state sufficientemente indagate tutte le sensibilità e vulnerabilità
e pertanto non siano state di conseguenza progettate tutte le necessarie misure
di mitigazioni per non comprometterne la valenza ambientale e garantirne l’effettiva
tutela, anzi in alcuni casi si ritiene che la fase di costruzione possa comprometterne
irrimediabilmente la qualità.
Le problematiche ambientali connesse con il traffico indotto prevedibile nella
zona interessata dai lavori di costruzione nonché le criticità
dei siti di cava, di discarica temporanea e di cantiere individuati in progetto,
erano già state chiaramente delineate nella DGR 30-5-2000 n° 1-126,
ma nei nuovi elaborati presentati in alcuni casi non è stato tenuto in
conto quanto già rilevato in precedenza in merito all’impatto ambientale
su siti per i quali erano già state richieste approfondite verifiche
di fattibilità o addirittura era stata richiesta l’esclusione e
lo studio di soluzioni alternative (ad esempio per il ritombamento dello smarino
in impluvi naturali in vallette chiuse, o in zone di dissesto, o lungo corsi
d’acqua, come ad esempio lungo il Rio delle Lavandaie). Molti di questi
siti “a rischio” vengono ripresentati nella stessa configurazione
o con modestissime, insignificanti modifiche.
Nella individuazione dei siti di cantiere, di quelli di cava per il reperimento inerti o di discarica temporanea degli smarini di galleria, la scelta localizzativa è, in parecchi casi, caduta su aree il cui utilizzo è quantomeno sconsigliabile se non a “rischio” (aree vulnerabili, siti di pregio naturalistico, area parco ).
In definitiva, allo stato attuale della normativa e regolamentazione, tenuto conto di tutta la documentazione presentata, di quanto emerso nel corso dell'istruttoria regionale a cui ha fornito supporto tecnico - scientifico l’ARPA, delle osservazioni pervenute dal pubblico a seguito del deposito del progetto, di quelle formulate nelle sedute della Conferenza di Servizi e dei contributi scritti pervenuti nel corso dell’intero iter regionale si evidenzia, quanto segue:
la linea ferroviaria AC Genova- Torino/Milano Terzo valico dei Giovi risulta
strategica al fine del riassetto dei trasporti e della mobilità piemontese,
ed in particolare come opera indispensabile per:
- il riequilibrio del trasporto delle merci dalla gomma al ferro;
- adeguare la potenzialità del collegamento ferroviario lungo la direttrice
europea Nord-Sud che colleghi efficacemente i porti Liguri ed in particolare
il porto Genova con il Nord Europa
- consenta lo sviluppo di un’ampia area logistica nel basso Alessandrino
con funzioni di retroporto.
- consentire alla Regione Piemonte di svolgere il ruolo di cerniera delle comunicazioni
nel quadrante nord-ovest italiano rispetto ai nuovi assetti internazionali.
- il tracciato della linea così come proposto nel progetto è quello per il quale la Regione Piemonte e gli Enti Locali interessati avevano già espresso parere favorevole con prescrizioni a conclusione della Conferenza dei servizi istruttoria del Ministero dei Trasporti;
- non tutte le prescrizioni a suo tempo espresse hanno ricevuto adeguata ottemperanza e pertanto ai fini di pervenire alla compatibilità ambientale dell’infrastruttura in oggetto si ritiene necessario che in sede di progettazione definitiva debbano essere recepite insieme a quelle ulteriormente definite nel corso dell’istruttoria regionale appena conclusa.
Le prescrizioni di seguito dettagliate devono essere considerate quali indefettibili condizioni per la realizzazione del complesso delle opere in progetto.
Approfondimenti ed adeguamenti progettuali:
- dovrà essere adeguatamente sviluppata la documentazione relativa alla valutazione d’incidenza per i siti di importanza comunitaria interessati dal progetto e dovrà essere attivata la specifica procedura secondo la normativa vigente. E inoltre:
- ai fini della valutazione di incidenza dovranno essere presi in considerazione tutti gli elementi naturali che sono interferiti dal progetto, al fine di evitare di sottostimare l’entità degli impatti prodotti, in particolare sulle componenti faunistiche, ma anche su quelle vegetazionali;
- per quanto riguarda la Zona di Protezione Speciale “Greto dello Scrivia”, si sottolinea il fatto che lo studio del proponente riporta ancora la vecchia perimetrazione e pertanto dovrà essere aggiornata con quella approvata nel mese di luglio 2002;
- dovranno essere chiarite se e quali interferenze potranno avere gli adeguamenti della S.P. 160, previsti a confine del SIC Capanne di Marcarolo;
- dovrà essere svolto lo studio di incidenza ecologica approfondito sugli impatti del Cantiere base CBP1 ricadente all’interno del biotopo “Capanne di Marcarolo con particolare riferimento alla presenza della colonia di chirotteri (specie incluse nella Direttiva habitat) e degli effetti di inquinamento acustico, termico, atmosferico e luminoso sulla fauna terrestre; di inquinamento idrico e di alterazione degli scambi ecologici sull’ecosistema ripariale e acquatico del Lemme. Lo studio dovrà considerare anche ipotesi alternative di localizzazione e di mitigazione, approfondendo in particolare l’ipotesi di utilizzo delle aree e delle strutture esistenti dell’ex-cartiera ubicata immediatamente a nord del campo base, provvedendo al recupero finale di questo sito degradato;
- dovranno essere stabilite ulteriori azioni di compensazione, specifiche per gli habitat e le specie animali oggetto di alterazione e di disturbo, poiché le compensazioni proposte nello studio, ripristini e monitoraggi ambientali, sono attività già obbligatorie per legge, nel caso della presente opera;
- dovranno essere studiate alternative di localizzazione ai siti di cava e di deposito in aree naturali (Val Lemme), boscate e interessate da formazioni geomorfologiche peculiari (calanchi) la cui genesi è legata alla presenza di un substrato marnoso facilmente erodibile, in particolare:
- dovrà essere eliminato il progetto della Cava denominata Imperatore e del cantiere base, interferenti sul SIC e area protetta Capanne di Marcarolo
- dovrà essere verificata la possibilità di conferire nel sito dell’ex-cava Cementir l’intera cubatura di circa 3 milioni di metri cubi considerata come capacità massima di stoccaggio, considerando l’ipotesi di evitare o limitare il ricorso al riempimento dei depositi definitivi Castagnola e La Costa e di utilizzare mezzi di trasporto alternativi a quelli su strada, es. mediante teleferiche provvisorie;
- il deposito La Costa così come progettato, sconvolgerebbe permanentemente
le peculiari caratteristiche geomorfologiche della valle, i calanchi, per cui,
nel caso venisse riproposto il progetto attuale di deviazione del Rio Traversa
e deviazione dei suoi affluenti, il progetto dovrà essere supportato
da uno studio di dettaglio del fenomeno franoso (con realizzazione di indagini
geognostiche) e del bacino del Rio Lavandaia e da una valutazione
delle possibile interferenze (nel breve e nel lungo termine) delle opere in
progetto con l’attività del fenomeno franoso e la dinamica torrentizia;
- per il DDP1. Deposito definitivo Castagnola, dovrà essere considerata
come ipotesi alternativa di depositare gli inerti in una zona già manomessa
collocata in sinistra idrografica del rio Traversa a valle dell’area individuata
in progetto, provvedendo ad un addossamento degli inerti sul versante sinistro
in modo da evitare modificazioni al corso del rio Traversa ed al versante destro
interessato da fenomeni di instabilità. Tale soluzione consentirebbe
di non alterare la conformazione ed il reticolo idrico della valle e comporterebbe
un minor disturbo alla popolazione (allontanamento da insediamenti di Castagnola),
al paesaggio (posizione più defilata), all’ecosistema (conservazione
dell’assetto naturale del rio Traversa e interferenza con formazioni arboreo-arbustive
di minor pregio). Si dovrà considerare altresì l’ipotesi
di utilizzare quest’area manomessa in funzione esclusivamente di stoccaggio
temporaneo o di stoccaggio definitivo di un volume di inerti inferiore a quello
dichiarato in progetto, mediante il conferimento nel sito dell’ex-cava
Cementir di una quota maggiore di inerti;
- il dimensionamento delle opere di sistemazione previste in corrispondenza della frana della Carbonasca dovrà essere effettuato sulla base di uno studio del fenomeno franoso stesso, che raccolga ed interpreti le risultanze delle indagini geognostiche previste dal progetto;
- dovrà essere svolta un’attenta analisi sulle possibilità di interferenza dell’opera, all’interno delle Argilliti a Palombini, con “inclusi ofiolitici” ad elevato contenuto di minerali asbestiformi e dovranno essere definite le modalità operative da attuare qualora venga rilevata la presenza di fibre asbestiformi nello scavo e qualora lo smarino sia da considerare un rifiuto a seguito del rilevamento di sostanze in concentrazione superiore a quelle ammissibili;
- dovrà essere redatto, ai sensi della L.R. 30/1999, un organico Piano di reperimento degli inerti, così come previsto per le grandi infrastrutture d interesse pubblico che dovrà contenere:
- previsione del bilancio dei materiali, comprensivo delle quantità da mettere in opera, di provenienza interna ai cantieri ed esterna nonché dei volumi di smarino da mettere in discarica mineraria;
- ottimizzazione del riutilizzo dello smarino, in quanto l’attuale previsione di reimpiego pare insufficiente; né chiaramente individuata la localizzazione di impiego;
- la previsione di scavo in alveo deve essere avvalorata da una tempistica di intervento compatibile con le necessità dei cantieri;
- indicazione dei quantitativi da alveo che evidenzi se sono alternativi o integrativi rispetto ai volumi individuati per le cave di prestito proposte;
- per quanto riguarda il reperimento di materiale per il ballast dovrà essere previsto il riempimento fino a piano campagna originario delle 3 cave di prestito utilizzando materiali da smarino non inquinati; nei confronti dei siti di ex-cava, proposti per il conferimento dei materiali di smarino, dovrà essere operato un approfondimento circa la posizione amministrativa degli stessi;
- per quanto riguarda la riqualificazione ambientale della ex Cava Cementir dovrà essere realizzato un piccolo bacino di biofiltrazione avente funzione di vasca di decantazione, nonché di parziale trattamento delle acque di scolo;
- con riferimento ai previsti stoccaggi di materiali in fascia A e B del P.A.I. dovranno essere svolti studi che dimostrino che l’intervento non modifica l’assetto morfologico e idraulico, secondo quanto previsto dagli artt. 29 e 30 delle Norme di attuazione del P.A.I. ;
- per quanto riguarda il cantiere in prossimità delle fasce fluviali dello Scrivia, dovranno essere effettuate le opportune verifiche idrauliche per accertare le condizioni di rischio ed eventualmente valutare l’opportunità di modificare l’ubicazione del cantiere stesso.
- relativamente alle caratteristiche di sismicità dell’area si
fa presente che le successive fasi progettuali dovranno far riferimento all’Ordinanza
della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3274/2003;
dovranno essere se possibile individuate alternative alla viabilità di
accesso al cantiere CBP e alla zona di risagomatura del Torrente Scrivia (a
monte ponte Vocemola), in quanto risulta interamente in alveo e transiterebbe
su una banca arginale in concessione a privati, seriamente compromessa dalle
recenti alluvioni. In zona esiste già una variante stradale (temporanea)
in sponda destra del Torrente Scrivia, con guado a valle del ponte Varicella,
che si ritiene che possa essere riutilizzata;
- per l’adeguamento della S.P. 161, l’infrastruttura viaria dovrà essere messa in condizioni di sicurezza indipendentemente dallo stato manutentivo dei corsi d’acqua. Pertanto le verifiche idrauliche dovranno essere riformulate in assenza della risagomatura proposta, della quale tra l’altro non è stata trovata individuazione in progetto. Dovranno in specifico essere rivisti i calcoli di portata dei rii minori, riportati in relazione e dovrà essere riformulato il dimensionamento degli attraversamenti in funzione della reale condizione di corrente (lenta –veloce);
- dovranno essere fornite indicazioni in merito al rio in fregio alla SP 160 che verrebbe interessato dai lavori di allargamento della sede viaria e dovrà essere analizzata l’interferenza delle opere di sistemazione al piede della frana “Carbonasca” con il Torrente Carbonasca;
- per gli adeguamenti e rifacimenti degli attraversamenti (T. Lemme, T Neirone), le verifiche idrauliche, dovranno essere condotte in allineamento alla direttiva 4 del PAI richiamata in precedenza, analizzando i dissesti areali individuati dal PAI stesso, i Piani Regolatori Comunali (se i relativi quadri del dissesto risultano già condivisi dalla Regione);
- dovrà essere predisposto un Piano di approvvigionamento idrico alternativo, per poter essere in grado di intervenire tempestivamente qualora i lavori comportassero un depauperamento delle risorse a danno delle popolazioni locali;
- dovrà essere predisposta una tavola con individuazione del reticolo idrico interessato dalle opere (sia di tracciato sia correlate), utile al fine verificare le proprietà degli stessi (pubblici - demaniali / privati);
- per venute d’acqua significative e persistenti che dovessero essere intercettate in corso d’opera, dovranno essere previsti sistemi di captazione e convogliamento, mediante idonee opere di collettamento all’esterno e, in seguito ai necessari ed opportuni controlli qualitativi, vengano destinate al riuso;
- dovrà essere effettuato un esame particolareggiato delle infrastrutture afferenti al servizio idrico integrato;
- dovrà essere progettata la nuova struttura viaria di collegamento del CBP1 con CSP3;
- le modifiche previste alla viabilità di via del Vapore (comune di Arquata Scrivia) in accesso al Campo Base C.B.P.3, dovranno escludere l’interessamento dell’acquifero contaminato, già oggetto di interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale ai sensi dell'art. 17 del D.lgs. 22/97 e del D.M. 471/99 del sito denominato “rio Campora”. le lavorazioni stradali previste non dovranno provocare alcuna modifica della superficie piezometrica e in fase di esercizio dovrà essere prevista un’impermeabilizzazione della piattaforma stradale tale da impedire ad inquinanti oleosi sversati accidentalmente di incrementare i livelli di inquinamento del terreno in profondità. I piezometri già presenti e la posizione dei tratti filtranti forniscono sufficienti garanzie per impostare uno studio di dettaglio;
- dovrà essere valutato l’impatto del nuovo elettrodotto 132 kV di allacciamento della Sottostazione elettrica di Castagnola che attraversa un versante montano boscato al confine con la Liguria sulle formazioni boscate.
- si richiede di verificare coi singoli Comuni l’opportunità o meno di mantenere i siti di cantiere ormai urbanizzati, riportando quindi la eventuale prosecuzione del loro utilizzo al termine del cantiere nella normale programmazione urbanistica comunale, che potrà valutare liberamente la possibilità di utilizzare tali aree ormai “di completamento”, secondo la definizione corrente, per la previsione di future destinazioni, nel rispetto ovviamente sia dei vincoli e delle limitazioni eventualmente presenti sia degli indirizzi, ormai pienamente vigenti, del Piano Territoriale Provinciale;.
- al fine di ottenere la disponibilità ed il mutamento di destinazione d’uso di terreni comunali gravati dal vincolo di uso civico eventualmente interessati dall’intervento, è necessario espletare gli accertamenti previsti nonché produrre la documentazione come di seguito analiticamente specificato:
- verifica dello stato possessorio attuale dei beni civici interessati dalle opere
- elenco dei fogli di mappa e delle particelle interessate dagli interventi con la specificazione della superficie di occupazione permanente e/o temporanea;
- cartografia su base catastale delle aree oggetto dell’intervento con evidenziato il tracciato di progetto ed i mappali gravati da uso civico interessati dallo stesso;
Ulteriori interventi di mitigazione:
- per quanto attiene alle attività di cantiere, dovrà essere completato il quadro degli impatti indotti riconducibili alla fase di realizzazione e conseguentemente dovranno essere individuate e progettate tutte le misure di mitigazione necessarie a contenere in particolare gli effetti negativi. Relativamente a cantieri operativi, cantieri di servizio e campi base :
- dovranno essere verificati il numero e l’ubicazione dei cantieri e dei campi base valutando tra diverse alternative e verificandone l’ubicazione anche in funzione degli strumenti urbanistici;
- dovranno essere specificate la tipologia e le possibili fonti di approvvigionamento idrico e le relative quantità presunte;
- dovrà essere previsto un Piano degli interventi e dei provvedimenti da adottarsi in caso di contaminazione delle acque superficiali o sotterranee per sversamento accidentale di oli e idrocarburi in genere, nonché aree appositamente dedicate per lo stoccaggio di materiali potenzialmente inquinanti, redigendo il dovuto Piano di Sicurezza;
- dovrà essere valutato e quantificato, per ogni singolo cantiere, il traffico indotto e le eventuali sinergie tra cantieri e con il contesto circostante e dovranno essere predisposte tutte le opportune misure di contenimento dell’impatto dovuto ai percorsi utilizzati e alla loro lunghezza, ma anche in termini di polveri e di rumore;
- dovrà essere posta maggiore attenzione agli effetti dei rilevati, delle trincee e delle dune antirumore sull’andamento morfologico del reticolo drenante e irriguo e di come tale reticolo viene interessato dalle acque di scarico della piattaforma, al fine di mitigarne gli impatti;
- dovranno essere valutati gli effetti di riduzione delle aree di laminazione delle piene, indotti dalle aree di cantiere, in considerazione dei dissesti PAI, dei dissesti riportati dai piani regolatori comunali (se condivisi dalla Regione) e della pericolosità dei siti;.
- dovranno essere poste in opera tutte le misure necessarie a contenere l’impatto esercitato dall’insieme trincee-galleria artificiale, per prevenire criticità legate a rigurgiti a monte delle opere, limitazioni o diversioni del flusso idrico sotterraneo;
- l’individuazione planimetrica di tutti cantieri dovrà consentire di evidenziare l’esatta posizione degli stessi nei confronti dei corsi d’acqua presenti;
- dovranno essere definiti la natura e l’entità del rischio di impoverimento delle portate del rio Barca, affluente di destra Lemme nei pressi di Voltaggio, derivante dai lavori di scavo del tunnel principale;
- dovranno essere previste misure di salvaguardia per evitare che le attività
del cantiere e il fronte avanzamento lavori interferiscano o degradino i corsi
d’acqua esistenti nell’area interessata ed in particolare è
richiesta attenzione rispetto a:
- possibile degrado del Fosso Pradella derivante da attività del cantiere
operativo Moriassi e del fronte di avanzamento lavori sul rilevato della linea;
- interferenze del tracciato e dei cantieri Pernigotti e San Bovo con il rio
Gazzo;
- interferenze della linea con la rete irrigua della piana di Novi Ligure;
- dovranno essere valutate le possibili interferenze della cava apri e chiudi San Guglielmo 2 con la fascia A del torrente Scrivia;
- dovranno essere previste misure per impedire, in fase di cantiere e di approntamento della strada a servizio della cava San Guglielmo 2, il danneggiamento dell’esistente monumentale filare di pioppi;
- dovranno essere previste le misure per garantire la permeabilità faunistica e ridurre la recisione del corridoio ecologico 75 in comune di Arquata Scrivia (località Libarna);
- dovranno esse previste misure di contenimento degli impatti sull’ecosistema del torrente Lemme in corrispondenza dei lavori di costruzione del nuovo ponte sulla SP160 in località Maddalena di Gavi. quali la riduzione allo stretto indispensabile della fascia di ingombro in fase di cantiere utilizzando la stessa per le piste di cantiere, l’esecuzione dei tagli alla vegetazione strettamente necessari all’apertura del varco, la realizzazione dei lavori in periodi di magra, la deviazione dei filoni principali della corrente per impedire intorbidamenti e contaminazioni delle acque, la conservazione della morfologia naturale dell’alveo e delle sponde, il recupero con tecniche di ingegneria naturalistica delle aree interferite dal cantiere;
- dovranno essere definite misure per conservare la continuità ecologica del piccolo rio collinare interferito nella costruzione della strada di accesso alla finestra Rigoroso che collega i soprastanti boschi collinari con il fondovalle Scrivia.
Monitoraggi
A corredo del progetto definitivo dovrà essere redatto un dettagliato
Piano di monitoraggio che dovrà prevedere tre fasi distinte:stato ante-operam,
controllo in corso d’opera e controlli post operam in fase di esercizio.
Analogamente a quanto già effettuato per la realizzazione di altre grandi
infrastrutture, i progetti di monitoraggio ambientale, le metodiche analitiche
che si prevede di utilizzare, nonché le modalità attuative e le
tempistiche delle attività di monitoraggio, dovranno essere concordati
nel dettaglio con i Settori Regionali e Provinciali competenti per materia e
con ARPA Piemonte.
Le attività di monitoraggio dovranno essere definite in modo tale da
consentire:
- la verifica delle previsioni di impatto del progetto esecutivo per le fasi
di costruzione ed esercizio della linea ferroviaria.
. la verifica sull’efficacia delle misure di mitigazione adottate al fine
di poter intervenire per la risoluzione di impatti residui.
- il controllo dello stato dell’ambiente e delle pressioni ambientali
prodotte dalla realizzazione dell’opera al fine di rilevare tempestivamente
eventuali situazioni non previste e predisporre le necessarie azioni correttive.
Il progetto di monitoraggio ambientale dovrà rispondere ai seguenti requisiti:
- le attività devono essere programmate e gli strumenti e le metodiche
adottate devono essere condivisi.
- utilizzo di metodologie validate e di comprovato rigore tecnico-scientifico.
- restituzione delle informazioni in maniera strutturata e georiferita, di facile
utilizzo e con possibilità di correlazione con eventuali elaborazioni
modellistiche concordate.
- utilizzo di indicatori che siano facilmente misurabili ed affidabili, nonché
rappresentativi delle varie situazioni ambientali.
- tempestività nella segnalazione di anomalie e criticità.
Il sistema di monitoraggio dovrà essere comunque orientato alla valutazione degli impatti specifici e prevedibili per ogni attività, fase di lavorazione o tipologia di cantiere o insediamento. Dovrà inoltre dare conto dell’impatto complessivo per ambiti territoriali significativi o omogenei.
In riferimento ai presupposti per l'intesa sulla localizzazione dell'opera
nel suo complesso, comprensiva di tutte le opere connesse di cui all'art. 3
comma 5 del D.lgs. 190/02, a seguito di quanto emerso negli incontri svoltisi
nel corso dell’istruttoria regionale nell’ambito della quale sono
stati sentiti i Comuni interessati, si rileva che la linea non è inserita
nei Piani Regolatori Generali Comunali, ma risulta conforme alle specifiche
indicazioni contenute nei due Piani Territoriali, regionale e provinciale, pertanto
l’opera nel suo complesso può ritenersi sostanzialmente compatibile.
In merito alla realizzazione dell’opera la Regione Piemonte in data 2
luglio 2003 ha firmato con gli Enti locali quattro Protocolli d’intesa,
dei quali resta comunque autentica interprete dei contenuti, i cui testi sono
allegati alla presente delibera relativi a:
- Valorizzazione dell’area logistica della valle Scrivia;
- Interventi sulla permeabilità urbana con i comuni di Novi Ligure e
Serravalle Scrivia;
- Interventi correlati allo studio del nuovo tracciato a Tortona
Si dà atto che con il Comune di Pozzolo Formigaro è stato concordato
il contenuto del Protocollo d’Intesa che verrà successivamente
sottoscritto dalle parti.
Quanto sopra premesso, i relatori propongono alla Giunta Regionale di inviare le considerazioni e le valutazioni sopra espresse al Ministero dell'Ambiente ed al Ministero delle Infrastrutture per il seguito di competenza.
La Giunta Regionale, condividendo le argomentazioni del Relatore;
con votazione espressa nei termini di legge, unanime,
d e l i b e r a
- di esprimere ai sensi e per gli effetti dell’art. 6 della L. 349/86, nell’ambito della procedura normata dalla L. 443/2001 e dal d.lgs 190/2002, parere favorevole sul progetto preliminare di “Tratta A.C. Milano Genova - Terzo Valico” da localizzarsi nei comuni di Voltaggio, Fraconalto, Gavi, Serravalle Scrivia, Arquata Scrivia, Novi Ligure, Pozzolo Formigaro, Tortona e Carrosio, presentato da ITALFERR S.p.A.. con sede legale a Roma via Marsala 53/67, anche a fronte della strategicità della linea ferroviaria, richiedendo al contempo ai fini della compatibilità ambientale per la realizzabilità dell’opera che vengano recepiti tutti gli approfondimenti e i conseguenti adeguamenti per le successive fasi progettuali, nonché le ulteriori mitigazioni e venga redatto un idoneo piano di monitoraggio, concordato con questa Regione e con ARPA così come evidenziato in premessa;
- di ritenere, ai sensi dell'art. 3, comma 5 del D.lgs 190/02 che sussistano i presupposti per l’intesa sulla localizzazione per la quale si dà mandato al Presidente, così come previsto dalla normativa;
- di approvare le considerazioni e le valutazioni espresse nelle premesse della
presente deliberazione ed in particolare:
di richiedere la soppressione della cava Imperatore,
di riperimetrare il cantiere base interferente il SIC “Capanne di Marcarolo”,
di predisporre un progetto di acquedotto alternativo da realizzare prontamente
qualora venissero accertate possibili interferenze con gli acquiferi afferenti
la rete idrica esistente;
di provvedere all’adeguamento o alla realizzazione della viabilità
di cantiere ex-ante inizio attività;
- di richiedere di destinare il 5% dell’importo complessivo dell’opera da destinarsi a misure di compensazione attraverso interventi mirati in funzione degli impatti prodotti sia in fase di cantierizzazione che di esercizio della nuova linea AC;
- di allegare, come parte integrante del presente atto il Protocollo d’intesa
e gli Accordi di programma di seguito elencati: dando atto che i contenuti degli
stessi costituiscano prescrizioni inderogabili e condizionanti il parere regionale.
Protocollo d’intesa per la valorizzazione dell’area logistica della
Valle Scrivia e dell’alessandrino;
Accordo tra la Regione Piemonte, la Provincia di Alessandria, il comune di Novi
Ligure per la realizzazione degli interventi necessari per consentire il miglioramento
della permeabilità della linea storica Torino-Genova e Novi Ligure- Tortona
nel comune di Novi Ligure
Accordo tra la Regione Piemonte, la Provincia di Alessandria, il comune di Serravalle
Scrivia per la realizzazione degli interventi necessari per consentire il miglioramento
della permeabilità della linea storica Torino - Genova e Novi Ligure-
Tortona nel comune di Serravalle Scrivia;
Accordo tra Regione Piemonte e il Comune di Tortona per la definizione degli
interventi correlati allo studio del nuovo tracciato del quadruplicamento della
tratta Tortona - Voghera nel territorio del Comune di Tortona.