Cosa è emerso all'Assemblea di Arquata Scrivia del 13 novembre
Al TERZO VALICO manca il VIA dell'Europa,
è svanito il parere favorevole della Commissione V.I.A.
e non si trovano i 319 milioni promessi per la progettazione

L'assemblea tenutasi giovedì 13 novembre alla SOMS di Arquata sul tema del Terzo Valico ha fatto chiarezza su aspetti fondamentali relativi alla ipotetica realizzazione di quest'opera.
1°- Anzitutto non è affatto inclusa nella lista delle opere prioritarie europee e, come stiamo cercando di far capire da un paio di mesi, nell'elenco delle 37 opere trasportistiche che l'Europa sta esaminando si accenna, sì, alla Genova - San Gottardo, ma non c'è alcun riferimento esplicito al TERZO VALICO nei documenti presentati dalla De Palacio. Di conseguenza l'eventuale interesse della Unione europea può essere rivolto al valico del San Gottardo o all'ammodernamento della Voltri - Alessandria - Novara - SanGottardo, come ci ha dichiarato un funzionario europeo.
2°- Nessun Comune coinvolto, nessuna Associazione ambientalista, le Regioni Piemonte e Liguria hanno avuto il piacere di ricevere la relazione della Valutazione di impatto ambientale positiva del Terzo Valico, data per approvata in data 30 agosto 2003. Quindi, a parte alcune indiscrezioni e la sintesi che il nostro Comitato ha reso nota a metà settembre, nessuno è in possesso del verbale ufficiale del VIA. Una situazione intollerabile e arrogante nei confronti soprattutto degli Enti locali coinvolti. Tutte le richieste al Ministero Ambiente (responsabile certo dott. Agricola) cadono nel vuoto. Ultimamente è stato indicato come addetto un certo Tancredi facente parte del Gabinetto del Primo Ministro. Le associazioni ambientaliste nazionali si sono rivolte infine alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma anche qui hanno fatto un buco nell'acqua.
3°- Il 29 settembre 2003 il CIPE decise di dare il via al Terzo Valico, o meglio alla conclusione della fase progettuale, con uno stanziamento di 319 milioni di euro. Grande festa nella lobby di quest'opera inutile e dannosa, lobby presieduta (è una sua affermazione) dal presidente della Regione Liguria Biasotti. Apparvero titoloni su tutti i giornali del tipo "Fra qualche mese il via ai cantieri", "Nel 2010 andremo in 55 minuti da Genova a Milano" e …poi il silenzio.
Sappiamo ora il perché di questo silenzio e del fatto che la delibera CIPE sul Terzo Valico, a distanza di 45 giorni, non è ancora stata fatta. Ci saranno forse anche altri motivi, ma quello fondamentale è che non sanno se i soldi deve tirarli fuori il privato o il pubblico e, se tocca allo Stato, dove e come prendere questi 319 milioni.
E poi ci si lamenta, come fa il Secolo XIX in prima pagina, perché l'Europa non considera transnazionale e soprattutto serio questo progetto !
Fatta chiarezza su questi tre punti è diventato ovviamente secondario il discorso specifico del ricorso al TAR, poiché manca l'oggetto del ricorso, ossia un'opera progettata (non c'è il parere VIA), un'opera ratificata (manca la delibera del CIPE).
Per il resto la serata è trascorsa come nelle previsioni con una presentazione generale da parte di Antonello Brunetti, con le controproposte di Renato Milano, con una analisi attentissima e documentata dell'impatto su Arquata da parte di Carlo Ponta e la voce del versante ligure, rappresentata da Clara Tuo di Campomorone.
Poi una serie di interventi fra i quali soprattutto quelli del vicesindaco di Carrosio, del sindaco di Arquata e dell'avv. Andrea Ferrari, reduce dal recentissimo risultato positivo per la vertenza acqua della Val Lemme. Si ricorda che all'avvocato Ferrari di Alessandria è stato affidato il compito di seguire la battaglia legale. Questi ha chiarito di essere per ora disoccupato in quanto gli manca l'avversario, ossia una seria procedura di avvio di un'opera che per ora è solo pura propaganda.