COMITATO ACQUA
COMITATI CONTRO IL TERZO VALICO
LEGAMBIENTE - WWF

INVITANO AL
CONVEGNO

 
VAL LEMME E VICENDE EUROPEE
DAL LOCALE AL CONTINENTALE
TRA CAVA, TERZO VALICO E CORRIDOI ECONOMICI
QUALI COSTI - QUALI BENEFICI
 
SABATO 22 NOVEMBRE
ORE 21
CARROSIO (AL) – sala ex asilo
 
Interverranno

Monica FRASSONI Presidente Gruppo Verdi a Bruxelles
Gianluca SOLERA Funzionario Parlamento Europeo
Vanda BONARDO Presidente Legambiente Piemonte
Stefano LENZI WWF
Marco EMANUELE Comitato italiano acqua
Renato MILANO Comitati contro il Terzo Valico

Coordina Antonio DELLEPIANE

 
 
COMUNICATO UNITARIO
LEGAMBIENTE PIEMONTE E LIGURIA
 
Il Terzo Valico Ferroviario, tanto sbandierato qualche settimana fa come "conquista" sul fronte delle tanto propagandate opere pubbliche, in realtà è un'opera dai costi colossali, sicuramente impattante sul territorio e che difficilmente sarà pronta prima di 15 anni e che viene considerata prioritaria rispetto ad altri interventi, di potenziamento, adeguamento e ristrutturazione delle tratte attualmente in funzione. Ma vediamo meglio la questione in dettaglio.

• Quest'opera costerà, come previsione, 4,7 miliardi. Una cifra enorme, che tutti sanno non essere disponibile nei piani del governo per le opere pubbliche, che seguono altre priorità, tant'è che la somma di 319 milioni di Euro sarà anticipata dalla RFI e servirà prevedibilmente alla elaborazione del progetto definitivo e di quello esecutivo, unitamente alle indagini richieste dalla Commissione VIA nel suo parere, favorevole sì, ma con ben 28 prescrizioni. Qualora vi fosse anche un avvio dei lavori di cantiere, con tutti i rischi connessi per l'ambiente ed il territorio, vigileremo come Legambiente assieme alle altre associazioni ambientaliste ed ai comitati popolari dei cittadini.

• Per realizzare questa gigantesca opera serviranno, dati alla mano, dando per scontato che non vi saranno intoppi di carattere amministrativo-politico e difficoltà nella realizzazione dell'opera, ora non completamente prevedibili, 15 anni. Sorge spontanea una domanda: ma i problemi di connessione tra la rete dei trasporti della Liguria, ed in particolare del porto di Genova con il Nord Italia e con l'Europa, sono di oggi oppure pensiamo di congelare tutto per 15 anni in attesa della salvifica Mega Opera Pubblica Futura?

• Altre sono le priorità nella regione Liguria e nei nodi di interscambio con le altre regioni italiane: verso il Piemonte, verso la Lombardia, verso l'Emilia Romagna e la Toscana, priorità che sono state maciullate dalle decisioni del governo sulle opere pubbliche: basti pensare alla messa nel cassetto del progetto di completamento di un'opera fondamentale come la Pontremolese, o dell'adeguamento della Genova-Ovada-Alessandria o della possibilità di potenziamento della Succursale Genovese verso Mignanego, il che equivale a un terzo, quarto e quinto valico senza creare il collo d'imbuto, chiamato anche galleria Flavia, e soprattutto senza un nuovo disastroso impatto ambientale.

• Abbiamo argomentato come la mega opera non sia tale da essere considerata fattibile in tempi brevi. Perché allora questa procedura, a dir poco singolare, di affidare direttamente, senza procedura di gara, l'appalto dell'opera? Perché questa procedura per cui saranno le Ferrovie italiane ad anticipare i denari non per realizzare, ma a malapena cominciare l'opera. Ma allora la figura del general contractor che, in qualità di privato, avrebbe dovuto coprire il 60% della spesa, è un vero e proprio imbroglio?

• Legambiente non ha mai espresso, nelle sue politiche, una contrarietà allo sviluppo delle linee di interconnessione e interscambio ferroviario, nel quadro di un più generale riequilibrio tra la gomma e la rotaia, tanto più necessaria in un quadro sia di carattere energetico (i tir che trasportano merci bruciano derivati dal petrolio, ed anche questa, oltre a quella delle centrali termoelettriche, è una dipendenza da ridurre e cambiare) che ambientale, visti il minor impatto della scelta del trasporto ferroviario rispetto alla gomma. Gli stessi comitati che si oppongono al Terzo Valico sostengono che "vogliono il potenziamento della ferrovia" .

Altra cosa sono, però, le politiche delle mega opere, anche ferroviarie, che rispondono più ad interessi politico-economici di bassa cucina che non all'interesse del paese e delle regioni interessate per un trasporto merci e passeggeri a beneficio dell'intera comunità. Per questo ci riserveremo, come responsabili regionali di Legambiente, di intraprendere tutte le azioni necessarie, anche legali, per evitare che scelte sbagliate e non trasparenti siano il presupposto per l'aggressione al territorio.

Ottobre 2003


Vanda BONARDO e Stefano SARTI presidenti Legambiente Piemonte e Liguria