20 ottobre 2003
TORTONA COME LA MALPENSA?

La domanda può apparire curiosa, ma una serie di dichiarazioni recenti rivelano grande interesse nei confronti di Tortona, non per i suoi rinomati baci di dama, non per le sue antiche prestigiose aziende che vanno dalla "Orsi" alla "Graziano", non per le colline che videro le prime sgroppate di Coppi, non per le sue fragoline "moscate", non per i suoi reperti archeologici; ma (udite, udite) per il suo cielo.
Cosa possa avere il cielo dertonese di speciale? Mah!
Quasi sempre limpido, a parte le fitte nebbie della cattiva stagione che a volte si riesce a sturare solo dopo giorni e giorni di cappa; solcato dai gabbiani che ,seguendo lo Scrivia, tutti i giorni vengono dal mare verso le discariche padane e poi a sera rientrano ai dormitoi liguri; segnato da lunghe strie biancastre lontanissime che segnalano il fitto traffico aereo che passa sopra le nostre teste verso Milano e Torino; frequentatissimo, un po' più in basso, dagli uccelli migratori che, senza rotonde alla francese, percorrono l'antichissima strada delle migrazioni che li porta a Po, al Ticino e poi al Nord Europa.
Insomma cosa ha di attraente il cielo di Tortona?
Solo questo: incombe su una strisciata di terra pianeggiante, strappata un tempo ai boschi dello Scrivia, indicata dal gigantesco indice della collina del castello, fiancheggiata da due autostrade trafficatissime e prossimamente, pare, da una ferrovia ultraveloce, a un tiro di schioppo da San Guglielmo e da Rivalta.
Questa strisciata di terra, destinata qualche anno fa alla pista Pirelli, ora viene presentata dagli amministratori tortonesi, dal sindaco al capo della minoranza, come un’area scelta dal destino per diventare un aeroporto per aerei che trasportano merci. Una pista di due chilometri e mezzo per ricevere aerei cargo!
Pare questa, a giudicare dalle reazioni o, meglio, dalla mancanza di reazioni, come la soluzione ideale per eliminare quella bruttura verdastra in mezzo ai colori che simboleggiano il progresso, ossia al grigio-nero del cemento e dell'asfalto.
Un paio di aeroporti cargo hanno svolazzato ultimamente nei nostri paraggi, uno a Rivanazzano e l’altro ad Alessandria-Oviglio, ma sono stati cacciati (democraticamente cacciati) a suon di assemblee, petizioni, raccolte di migliaia di firme. La cordiale Tortona è invece, a quanto pare, assai più ospitale.
Ed ecco che a comprovare questa fama di disponibilità arrivano due dichiarazioni recentissime che riporto testualmente:
Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova: Il porto di Genova ha bisogno di spazi che potremmo ricuperare allontanando l'aeroporto oltre gli Appennini, in Provincia di Alessandria, così "Genova diventerebbe come Rotterdam e il nuovo aeroporto potrebbe ambire ad un ruolo molto importante"
Su questa proposta Giuseppe Pericu, sindaco di Genova, frena un po' e se ne esce in una dichiarazione che non può non farci sobbalzare : "Se avessero costruito un
hub internazionale come Malpensa a Tortona allora forse potremmo anche pensare di rinunciare all’aeroporto. Ma diversamente credo che il nostro scalo sia una risorsa troppo importante essendo a dieci minuti dal centro della città".

Quindi qualcuno pensa a Tortona come Malpensa.
E voi, Tortonesi, ci pensate?

Antonello Brunetti