Mario Bavastro di Legambiente Val Lemme e dell'AFA:
"Dopo quanto detto da Di Pietro e Moretti non si può più parlare del progetto Terzo Valico"

Terzo Valico: "Smantellare i cantieri dei fori pilota in Val Lemme"
"La Stampa" - GIAMPIERO CARBONE

"I cantieri del Terzo Valico in Vallemme vanno smantellati".
Lo chiede Mario Bavastro del circolo vallemmino di Legambiente dopo i due annunci del ministro della infrastrutture Antonio Di Pietro, che a Torino e Genova ha annunciato l'assenza di fondi per la Milano-Genova.
Bavastro avanza la sua proposta a nome di Legambiente e dell'AFA anche alla luce delle dichiarazioni del presidente di RFI Mauro Moretti, che ha ammesso l'esistenza di altri cinque valichi appenninici tra Genova e la Pianura Padana, da riammodernare in quanto sottoutilizzati.
Annullati in tal modo, in due giorni, tutti i 35 annunci che per quindici anni i politici nazionali e locali hanno diffuso sui mass media.
Bavastro afferma: "Alla luce di queste dichiarazioni non si può più parlare di questo progetto. Per questo è doveroso che a tutti i livelli istituzionali, a cominciare dai Comuni, si prenda in considerazione l'ipotesi di ripristinare i luoghi sui quali sorgono i cantieri di Voltaggio e Fraconalto, nonché il villaggio del Cociv presso la ex cava Cementir, sempre a Voltaggio. I primi due sono stati insediati con un una serie di dubbi sulla loro legittimità: come ha stabilito il ministro Ronchi nella sua ordinanza del 1998, con la quale ha fermato i lavori. In realtà non erano stati scavati dei cunicoli esplorativi, ma delle autentiche gallerie di servizio".
È quanto avevano ipotizzato anche i pubblici ministeri di Milano e poi di Genova, che per questi lavori avevano incriminato, fra gli altri, l'imprenditore Marcellino Gavio e il senatore di Forza Italia Luigi Grillo per truffa aggravata ai danni dello stato per 165 miliardi di vecchie lire spesi in maniera impropria dal Cociv dal 1995 in poi proprio per queste gallerie. Gli inquisiti si sono salvati nei mesi scorsi grazie alla legge ex Cirielli, senza ottenere però il proscioglimento dall'accusa.
Bavastro è un ex consigliere comunale di minoranza a Fraconalto. Fu grazie al suo esposto e a quello del WWF sui lavori nel 1998 che i cantieri vennero sequestrati dai carabinieri del Noe, inviati dal ministro dell'ambiente Edo Ronchi.
"Vista la situazione attuale", prosegue Bavastro, "Il consiglio di Fraconalto ora dovrebbe rispondere delle sue responsabilità, in quanto era informato dei rischi di questa operazione. Nel settembre del 1995, quando è stata approvata la prima delibera con la convenzione con Covic, avevo chiesto venti giorni di riflessione prima di far partire i lavori. L'allora sindaco Pierino Gozzoli rispose che l'urgenza dei lavori era tale che non si poteva aspettare".
Quasi una battuta, vista a posteriori.
Mario Bavastro chiede inoltre lo smantellamento della vasca dell'acquedotto Cementir, essendo la vicenda ormai chiusa: "La Vallemme deve riavere il suo paesaggio integro, compatibilmente con i progetti di rilancio turistico della zona"..

AGGIUNGIAMO NOI A TALE ARTICOLO
Naturalmente i sindaci di Fraconalto e Voltaggio fanno orecchie da mercante. Fraconalto risponde che quelle di Di Pietro sono parole, parole, parole e null'altro, il sindaco di Voltaggio addirittura si incavola e sollecita una immediata fustigazione sulla pubblica piazza di tale manigoldo Di Pietro e sollecito avvio dei lavori poichè a Rotterdam sono tutti in attesa delle merci cinesi via Voltaggio.
Daniele Borioli afferma in una dichiarazione ufficiale che Di Pietro e Lunardi per lui "pari son" e pertanto non darà retta nè all'uno nè all'altro (... mah, veramente in passato ci pareva che fosse culo e camicia con l'uomo dei buchi...).
Vi risparmiamo tante altre dichiarazioni più o meno sulla stessa linea e purtroppo non abbiamo da riferirvi alcuna riflessione sensata in risposta alla assennata richiesta di Bavastro.

UN CENNO ALLA ASSEMBLEA DI LERMA
A Lerma si è tenuta mercoledì 9 agosto una affollatissima assemblea sul tema della MILLE TRENI. Era presente anche il presidente della Provincia Filippi.
Una volta appurato che è contrario alla Voltri - Lerma esclusivamente per il fatto che il buco di uscita andrebbe fatto un po' più in là e non perchè questo ulteriore grande opera non serve a nulla e che ci sono ben altre priorità, Filippi ha ascoltato, con una evidente sufficienza, gli interventi dei Vallemmini sulla questione acquedotto Cementir e dell'AFA sul Terzo Valico (Bottiroli, Bavastro, Lombardini, Armano, ecc).
Sul Terzo Valico il presidente della Provincia di Alessandria, come riferisce Stefania, avrebbe detto:
"Ho sempre votato a favore del Terzo valico perchè la mia opinione e convinzione sull'utilità si basava al 99 per cento su quanto sostenevano prima Moretti e le ferrovie".
Probabilmente le nuove dichiarazioni di Moretti (che a nostro avviso gli costeranno la nomina data per quasi certa di futuro presidente delle Ferrovie) sulle potenzialità delle linee esistenti, sul fatto che vi siano ben cinque valichi già utilizzabili e che la traccia della Voltri - Ovada ha una potenzialità enorme, lo hanno sconvolto al punto che si è detto disponibile anche ad arrivare, in caso di conferma di queste affermazioni che dimostrano l'inutilità del Terzo Valico, a chiedere scusa a chi era contro l'opera.
Se si fida così tanto degli amministratori delegati delle FS, come mai non avrà dato peso alla famosa frase di Necci "il Terzo Valico è solo una carta di scambio per avere il via sulla Tav"?