La marcia dei 25 valsusini contro la Tav è passata da Alessandria, Novi e Arquata
Il piccolo ma determinato corteo dalla Val di Susa raggiungerà Roma il 15 luglio e sarà ricevuto dal presidente della Camera Fausto Bertinotti. Incontri con gli amministratori di Novi e di Serravalle..
“Ci hanno sistemato proprio bene, qui a Rigoroso, proprio sotto la ferrovia. Così possiamo verificare di persona se è vero che la linea storica Genova-Torino è satura”. Lo dice sorridendo ma lo pensa davvero, Valentina Cancelli, la figlia del prof. Claudio Cancelli, magrissima e vitalissima portavoce del gruppo. Foglio in mano, la ragazza sta spuntando i nomi dei presenti, partiti da Venaus e diretti a Roma, “a passo d'uomo”.
Arrivano da Alessandria i No-Tav valsusini dopo la prima tappa ad Alessandria accolti dal Comitato No Tav. Passano per la seconda volta nel basso Alessandrino, dopo la "calata dei 500" che si unirono il 22 aprile ai circa duemila marciatori che si erano dati appuntamento a Serravalle il 22 aprile.
In mattinata a Novi, di pomeriggio a Serravalle e Arquata, con striscioni bianchi in mano e bandiere con i colori della pace a guisa di mantello e un simpatico carrettino con gli slogan tipici dei No Tav
Non sono molti, 25 ed altrettanti dai comitati locali, ma sono determinati. L'obiettivo è palazzo Chigi, per dire a Prodi di bloccare definitivamente le trivelle che stanno bucando la montagna della Val Susa per completare la linea ad alta velocità. Come per l'Appennino, dove il progetto del Terzo Valico tra Genova e l'entroterra è lì che nicchia, ma c'è.
Hanno preso ferie per partecipare alla lunga marcia.
C'è chi si è portato dietro la famiglia, come Mimmo, di Torino. “L'abbiamo presa come una vacanza e anche Esaù, mio figlio di 11 anni, si diverte”. Il bimbo è il meno stanco di tutti, sembra che non abbia neppure fatto i cinque chilometri a piedi, sotto il sole, che dividono Serravalle da Rigoroso.
“Questa volta gli amministratori ci hanno accolto meglio” dice Valentina.
Il conto era aperto soprattutto con Serravalle che, dopo aver diffuso l'arrivo dei barbari devastatori, durante la marcia del 22 aprile aveva fatto trovare le serrande dei negozi abbassate. “Lo abbiamo contestato al sindaco Dazzi quell'atteggiamento. Questa volta si è fatto trovare e con la Giunta al completo”, commenta ancora Valentina
A dire il vero, Dazzi sostiene che era un suo sosia colui che era stato fischiato dopo essere apparso fugacemente alla finestra e che nessuno aveva diffuso voci allarmistiche. Su questi particolari e sulle centinaia di transenne fatte collocare per chiudere in un budello la strada si è glissato per carità cristiana. Gli è stato chiesto di chiedere per il Terzo Valico, come per la Val di Susa, l'abolizione della legge obiettivo e finalmente una reale e aperta Valutazione di impatto ambientale. La risposta è apparsa a tutti assai generica e il sindaco ha dato l'impressione di essere assai sprovveduto in materia.
Ad Arquata il neo sindaco Paolo Spineto, pur non presentandosi alla serata nella piazza comunale, ha concesso l'utilizzo del campo sportivo di Rigoroso. "Almeno ci sono docce e servizi. Vale più questo gesto di qualunque dichiarazione” dicono i manifestanti.
In mattinata il gruppo era approdato a Novi. Dopo aver percorso la via Girardengo si sono diretti in biblioteca dove vi era una delegazione dell'amministrazione comunale ad attenderli. Il sindaco, inizialmente presente in Novi non si è fatto vedere neppure per un breve saluto motivando la sua assenza con un impegno urgente in quel di Genova. Ha delegato a rappresentarlo i consiglieri Malfettani e Sangiovanni e l'assessore Mallarino.
Il gruppo No Tav valsusino ha letto e consegnato ai sindaci di Novi e di Serravalle una lettera di Ferrentino, presidente della Comunità Montana Bassa Val di Susa e Val Cenischia, nella quale si ribadisce a l'opposizione alle grandi opere pubbliche sottolineando che: “devono essere sottoposte a un attento esame costi-benefici e oggetto di un serio confronto. Confronto tra i diversi livelli istituzionali dal Comune al Governo.”.
In serata, dopo la cena offerta dall'AFA nel campo sportivo di Rigoroso, un centinaio di persone si è riunito nella piazza di Arquata per la visione del filmato "Gli indiani nella valle" che narra le vicende della Val di Susa sino alla presa di Venaus. Alcuni interventi, qualche cantatina e poi a mezzanotte tutti a nanna per affrontare di buon mattino la tappa che li porterà alle due giornate genovesi.