NOTIZIE IN BREVE 5 aprile 2006

MARTA VINCENZI SUCCHIA IL LATTE DA RENATO MILANO
"Lo studio di prefattibilità che presentiamo dimostra che con l'infrastruttura esistente si possono trasportare via ferrovia circa 1.400.000 teu contro gli attuali 340.000."
Di fronte a questa frase diremmo tutti quanti: "L'ha affermato Renato Milano, il presidente dell'Associazione AFA!"
Errore!
È di Marta Vincenzi!!! Europarlamentare DS, vice Palenzona in SLALA, ex Presidente della Provincia di Genova. La puoi trovare sul suo sito (http://www.martavincenzi.it/ultime/vincenzi-presenta-la-proposta-del-porto-lungo-.html). È una proposta che ha fatto il 10 febbraio scorso.
Naturalmente non in alternativa al Terzo valico, ma in attesa dell'opera: non esageriamo, non si può avere tutto!
Nelle nostre Controproposte sul Terzo valico Renato Milano scriveva: "Senza alcun intervento le tre linee da Genova hanno una potenzialità di 1.500.000 teu. Se si ammoderna l'esistente, si completano i lavori sulle due vie dei Giovi e si raddoppia la Voltri-Ovada si va a 3.500.000 teu". E allora a cosa serve il Terzo Valico che costa dieci volte tanto?!
Già, ma i teu che arrivano a Genova sono 1.600.000 all'anno e la disponibilità è di soli 1.400.000.
Finalmente qualcuno ammette che il dato dei teu genovesi è fasullo e ripetiamo un nostro vecchissimo ragionamento a cui tutti hanno sempre fatto orecchio da mercante.
Il 30% viene reimbarcato verso altri porti o prende le linee in direzione est e ovest. Quindi verso nord dovrebbero partirne 1.120.000. La grana è che solo il 20% viene caricato sui treni merci. Di conseguenza i teu reali attuali sono 224.000. La Vincenzi è quella che si avvicina di più ai nostri dati, tra l'altro piuttosto di manica larga.

Da IL LAVORO di Genova, articolo di MASSIMO MINELLA
NON CI SONO LOCOMOTORI E CARRI PER LE MERCI IN PARTENZA DA GENOVA
Racconta Aldo Spinelli che quando si è sentito rispondere di no dalle Ferrovie dello Stato gli è quasi venuto da ridere. Se solo la cosa, cioè il collasso imminente del porto di Genova sul fronte infrastrutturale, non fosse tremendamente seria. “Ho chiesto espressamente di potenziare la mia percentuale di trasporto al terminal utilizzando la ferrovia - spiega Spinelli all’interno di un Rebora sempre più pieno di container - Sapete cosa mi hanno risposto? Adesso non abbiamo locomotori. Passate dopo”. Una situazione al limite del paradosso che la dice lunga sulla differenza fra annunci e realtà. Proprio lunedì, un comitato portuale straordinario aveva fotografato lucidamente la situazione della Lanterna. “Non è pensabile - aveva detto in sostanza il direttore della logistica dell’authority Sandro Carena - ipotizzare uno sviluppo dei traffici, senza potenziare la modalità ferroviaria”. Oggi, infatti, la bilancia pende tutta dalla parte del camion: 78%, contro il 22 della ferrovia. Da qui l’esigenza di scommettere forte sul treno. Concettualmente eccellente, da sottoscrivere subito. “E chi può essere contrario a questo? - si chiede Spinelli - Ma cercate un po’ di mettere in pratica questi propositi. Da tre mesi cerco di avere dei treni supplementari per Spezia. L’ultima volta che li ho chiesti, pochi giorni fa alla direzione di Milano, mi hanno di passare dopo Pasqua. Io vorrei spostare sempre più traffico sui treni e ridurre il numero di camion, ma non posso. D’altra parte, che cosa dico agli armatori? Loro vogliono che il container sia a destinazione nei tempi previsti, camion o ferrovia”.
Critico sulle Ferrovie anche il sindacato degli autotrasportatori. "Le ferrovie sono inserite in un sistema di trasporti sempre più lontano da ogni logica di efficienza e efficacia - commenta Angelo Lattanzi, responsabile regionale della Cna Fita Liguria - In Italia si procede a vista senza perseguire un obiettivo paese che oggi non esiste e che sarebbe indispensabile per rilanciare la competitività dei porti Italiani”.