22 marzo 2006 il CIPE ratifica il Terzo Valico
Abbiamo appreso tramite un comunicato stampa della Regione Piemonte della presa d'atto governativa, avvenuta questa mattina, che esiste un progetto TERZO VALICO che attende dal 21 dicembre 2005 la ratifica del CIPE. Un progetto che si trascina dal 1991 e che è costato sino ad ora 300 miliardi di lire gettate al vento (o meglio in capaci tasche) senza portare alcun beneficio al trasporto su ferrovia. Un'opera che ora costa 10.000 miliardi di vecchie lire, ossia tre volte quanto previsto nel 1991 e per di più con percorso dimezzato, il che vuol dire sei volte tanto.
Un solo commento a caldo e poi l'AFA, dopo aver preso visione dei documenti e sentite le dichiarazioni del presidente del Consiglio, previste per oggi, farà seguire un comunicato ufficiale.
Fa un po' sorridere il trionfalismo della Regione Piemonte dinanzi a una decisione che puzza lontano un miglio come mossa elettoralistica. Trionfalismo da irresponsabili se si analizza che è inserito in un contesto caratterizzato da una serie infinita di inefficienze ferroviarie per i pendolari, di mancanza di sicurezza per i ferrovieri e per i passeggeri come indicano anche i recenti incidenti, di beffe anche per gli stessi utenti dell'Alta Velocità, i quali proprio ieri (mentre su tutti i giornali nazionali appariva un coloratissimo paginone pubblicitario della TAV la quale "promette un viaggio che anticipa il futuro, un viaggio tranquillo, confortevole e sicuro") impiegavano ben quattro ore e mezza per percorrere i 130 chilometri fra Milano e Torino.
Riflettiamo su questo solo dato
5.000 MILIONI di EURO per il TERZO VALICO A.V.
276 MILIONI di EURO per la rete ordinaria nel resto delle Ferrovie italiane che necessitano di ammodernamento, sicurezza e puntualità.
Va ricordato, perchè questi due aspetti non sono ancora stati risolti,
- che non è ancora pervenuto il parere del Consiglio di Stato sul progetto preliminare, conseguente al ricorso presentato 14 mesi fa dalle associazioni AFA, WWF nazionale, Italia Nostra, Pro Natura e Legambiente Piemonte;
- e che la Comunità Europea ha contestato "l'iter opzionale" del Governo italiano (legge 190-2002) in merito alla verifica (non avvenuta)di ottemperanza al VIA, iter che viene considerato in Europa come indispensabile.
Un consiglio all'assessore regionale ai trasporti: provi a dare un'occhiata o ad accettare un incontro con chi contesta nettamente quest'opera (Rifondazione, Verdi e Comunisti italiani, tutte le associazioni ambientaliste nazionali, una lunga serie di comitati in rappresentanza di associazioni e delle popolazioni coinvolte).
Scoprirà che c'è una via onesta, intelligente, rapida, efficace ed anche economica per garantire un reale sviluppo nel trasporto ferroviario finalizzato sia al trasporto merci che a un sicuro e puntuale trasferimento dei pendolari.
Un incontro. Chiediamo troppo?
Se è così ma di che razza di nuovo modo di governare si va cianciando in questi giorni?