Giugno 2003
ANCORA TRENTA GIORNI PER IL PROGETTO TERZO VALICO
di Angelo Albasio

Dopo il no all’elaborato del Cociv sul Terzo Valico da parte di alcuni Comuni (fra cui Novi e Arquata) e della Provincia di Alessandria, la Regione Piemonte ha chiesto una proroga di trenta giorni per la formulazione del proprio parere sul progetto preliminare e lo studio di impatto ambientale dell’opera.
L’incontro presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, inizialmente previsto per l’8 giugno, a cui avrebbero dovuto partecipare le autorità regionali di Liguria e Piemonte, slitta così all’8 luglio.
I tempi sono strettamente contingentati dalla Legge Obiettivo, che introduce una nuova procedura autorizzativa in luogo di quella ordinaria rappresentata dalla Conferenza dei Servizi e dalla Valutazione di Impatto Ambientale per le opere individuate come strategiche dalla delibera Cipe del 21.12.01, fra cui è inserito l’asse ferroviario Ventimiglia – Genova – Milano. Il progetto è stato infatti depositato il 10 marzo 2003 presso la Regione Piemonte da parte del general contractor Cociv. L’Amministrazione in parola deve rimettere le proprie valutazioni al M.I.T. entro 90 giorni dalla ricezione del progetto. Nei successivi 60 giorni il M.I.T. formula la propria proposta al CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione economica) che si pronuncia nei successivi 30 giorni. L’approvazione del CIPE, che non prevede una procedura di Conferenza di Servizi, viene assunta a maggioranza con il consenso dei Presidenti delle Regioni interessate che si pronunciano sentiti i Comuni nel cui territorio si realizza l’opera. La Conferenza dei servizi convocata dalla Regione il 29 maggio a Torino sarebbe dovuta servire proprio a questo, ma si è conclusa con una fumata nera.
In parallelo allo studio del progetto da parte dei tecnici regionali e comunali, l’accertamento della compatibilità ambientale dovrebbe essere svolto da una Commissione speciale di VIA, composta da 20 membri più il Presidente. Quest’ultima provvede all’istruttoria tecnica sul progetto preliminare e dovrebbe esprimere un parere entro 60 giorni dalla sua presentazione. Stranamente però, anche se ad oggi sono passati più di tre mesi dalla presentazione dell’elaborato del Cociv, non si è avuta alcuna notizia circa le risultanze dello studio.
Tornando quindi ai tempi previsti per l’approvazione del progetto preliminare, dovremmo attenderci che il M.I.T. esprima le proprie valutazioni entro l’8 settembre, consentendo al CIPE di decidere entro ottobre.
Il 2004 dovrebbe essere quindi dedicato all’elaborazione del progetto definitivo da parte del general contractor Cociv, con l’alta sorveglianza di Italferr, la società di ingegneria del gruppo Fs, integrato da una relazione del progettista attestante la rispondenza al progetto preliminare ed alle eventuali prescrizioni dettate in sede di approvazione dello stesso.
Il progetto viene rimesso a ciascuna delle Amministrazioni locali interessate e ai gestori di opere interferenti. Queste ultime dovranno pronunciarsi nel termine perentorio di 90 giorni dal ricevimento del progetto. Potranno presentare motivate proposte di adeguamento o richieste di prescrizioni o varianti migliorative che non modifichino la localizzazione e le caratteristiche essenziali dell’opera. Tali proposte/richieste/varianti vengono acquisite dal MIT tramite una Conferenza dei Servizi istruttoria non disciplinata dalla procedura ordinaria. Al termine di quest’ultima il MIT valuta le proposte/richieste/varianti pervenute e formula la propria proposta al CIPE.
L’approvazione del CIPE, sempre a maggioranza , con il consenso dei Presidenti delle Regioni, del Progetto definitivo, da rendersi entro 30 giorni, ha effetto di dichiarazione di pubblica utilità dell’ opera e sostituisce ogni altra autorizzazione, parere, approvazione comunque denominati, rendendo quindi l’opera definitivamente realizzabile.
Una vera e propria cavalcata delle Valchirie questo iter di approvazione delle opere strategiche, fra cui è inserito il Terzo Valico, che dovrebbe consentire l’apertura dei cantieri entro il 2005, un tempo troppo breve per consentire un’attenta disamina dell’impatto ambientale dell’opera sul territorio.