26 maggio2003
IL TERZO VALICO BOCCIATO A NOVI
di Angelo Albasio
Una vera e propria maratona per l’ultimo Consiglio Comunale novese tenutosi
lunedì 26 maggio. Si doveva votare la deliberazione da presentare in
sede di Conferenza dei servizi in programma a Torino sul progetto preliminare
e il relativo studio di impatto ambientale della tratta ad alta velocità
Milano – Genova “ Terzo Valico dei Giovi”, consegnato lo scorso
10 Marzo dal Consorzio Cociv,. Erano quasi le tre di notte quando è stato
espresso a larga maggioranza (18 favorevoli e 4 contrari) parere negativo sul
progetto. Una bocciatura ampiamente motivata da una corposa relazione tecnica,
che delinea un forte impatto ambientale del progetto sul territorio. Fin qui
tutto in regola: l’ennesima disapprovazione dell’ennesimo progetto
targato Cociv.
Ma le reali motivazioni che hanno portato a questa decisione non sono ben chiare.
Innanzitutto il mancato accoglimento da parte della Regione Piemonte di una
proroga di trenta giorni richiesta dal Comune per la presentazione delle osservazioni
al progetto e per la Convocazione della Conferenza dei Servizi a seguito degli
eventi sismici in zona. Una cosa riprovevole, ma non gravissima, se si pensa
che i privati cittadini, i comitati e le associazioni ambientaliste hanno avuto
solo trenta giorni e non sessanta per presentare le proprie. Il tema principale
su cui si è incentrata la maggior parte degli interventi è stato
però il protocollo d’intesa sottoscritto il 6 marzo scorso da Comune
e Rfi (rete ferroviaria italiana) sulla permeabilità della linea storica.
Un progetto che prevedeva tutta una serie di cessioni di aree Fs, di sottopassi,
di sovrappassi ed altre opere per un costo di circa 50 milioni di euro (100
miliardi di vecchie lire) totalmente a carico di Rfi. L’intesa rimandava
ad un successivo accordo di programma che prevedesse tempi e modalità
di realizzazioni delle opere. Ebbene Rfi ha pensato bene di disattendere tali
protocolli e rinviare il finanziamento delle opere richieste alla conclusione
delle procedure di approvazione del progetto. Ora resta un dubbio molto forte:
l’amministrazione comunale novese si è pronunciata contro questo
progetto, perché non ne condivide i contenuti, come ha voluto precisare
l’assessore Mallarino, oppure perché fortemente contrariata dal
repentino voltafaccia di Rfi, che rende altamente aleatoria la realizzazione
delle opere compensative (l’ormai famoso mercato delle vacche descritto
da Antonello Brunetti coordinatore dei comitati per il no al supertreno)? Un
dubbio che aumenta quando si analizza l’incipit del documento approvato
dal Consiglio comunale : “si ribadisce di confermare il giudizio sull’essenzialità
strategica del terzo valico”. È proprio il caso di affermare :
“errare è umano, perseverare è diabolico!”.
Dopo due progetti bocciati da due differenti governi nel ’94 e nel ’98
che sono costati decine di miliardi di lire alla collettività, dopo un
pronunciamento negativo da parte del Ministero dell’ambiente sul progetto
del 2000, dopo un referendum on line che diceva un chiaro no all’alta
velocità, il Comune di Novi ribadisce la sua massima “No a questo
progetto, Si al Terzo Valico!”. Eppure durante le quasi sei ore di discussione,
qualche consigliere di maggioranza ha tentato di scalfire questa immutabile
convinzione. Più di un intervento ha espresso un marcato scetticismo
sulla reale utilità di quest’opera. Alcuni hanno ricordato che
gli stessi tecnici delle ferrovie hanno precisato in un Consiglio comunale dello
scorso anno che le attuali linee fra Genova e il Basso Piemonte sono tutt’altro
che sature e che necessiterebbero piuttosto di lavori di potenziamento. Altri
hanno affermato che non li hanno convinti le affermazioni dell’amministratore
delegato di Rfi, che paragonava le attuali linee, percorse da centinaia di treni
ogni giorno, a tratturi, sentieri di montagna, che andavano sostituiti dall’alta
velocità. Alla fine però, la disciplina di partito ha avuto ancora
una volta la meglio sul buonsenso, e tutti, anche il consigliere di Rifondazione
comunista, che pure ha più volte espresso il suo dissenso sul Terzo Valico,
hanno approvato la deliberazione contro il progetto e a favore dell’alta
velocità Milano – Genova. Una palese contraddizione, ma in realtà
questa vicenda si è snodata finora sull’ambiguità e l’incoerenza.
L’Amministrazione novese ha finora privilegiato l’abboccamento con
società di trasporto e di logistica, che garantiscono, a parole, centinaia
di posti di lavoro, ad un confronto costruttivo con i cittadini, che non riescono
a cogliere i vantaggi dell’alta velocità e della logistica sul
territorio, ma percepiscono nettamente gli ingenti danni che un’opera
del genere arrecherebbe alle loro case, alla natura, alla qualità della
vita. Al punto in cui siamo le Amministrazioni locali devono prendere una decisione
: difendere gli interessi del territorio che amministrano e dei cittadini che
rappresentano, come i Sindaci della Valle Susa, altra zona interessata dall’alta
velocità, sempre schierati con la fascia tricolore in testa alle manifestazioni
e presenti ai vari convegni, oppure proseguire in questo atteggiamento di ottusa
chiusura nei confronti delle istanze che provengono dalla cittadinanza. Riteniamo
che optino per questa seconda soluzione. Prima o poi, comunque, magari in prossimità
delle prossime elezioni, dovranno pur dirci le ragioni che stanno alla base
di questa incrollabile fiducia nell’Alta velocità ferroviaria.