5 novembre
A GAVI INCONTRO CON MONICA FRASSONI E VANDA BONARDO
La Val Lemme e il Terzo Valico

Monica Frassoni, eurodeputato dei Verdi e Vanda Bonardo, presidente di Legambiente Piemonte, hanno tenuto un incontro-conferenza stampa venerdì 4 novembre a Gavi, nel corso del quale sono state affrontate due emergenze per la Val Lemme: quella del Terzo Valico ferroviario e la cava Cementir.
Un'ora prima, accompagnate da rappresentanti dell'AFA, si erano recate al foro pilota di Voltaggio per constatare come, a distanza di due settimane giorni dal clamoroso annuncio Lunardo-Grillesco "Iniziano i cantieri", dopo un po' di ruspate tutto sia fermo da alcuni giorni con il silenzio-assenso dei genovesi presi per la 34° volta in 13 anni per quel posto.
Presentate da Mario Lombardini, presidente del locale circolo Legambiente, le due relatrici hanno concentrato i loro interventi, stimolate da una decina di domande del pubblico, sulla questione del Terzo Valico e in generale sulle vicende della Val di Susa e sul modo di condurre le cosiddette Grandi Opere.
"Il finanziamento europeo sul Terzo Valico al momento è aria fritta e assolutamente non esiste alcun impegno su un contributo specifico di un miliardo di euro". Questo in sintesi è quanto ha affermato Monica Frassoni per buona pace dei signori Lunardi e Grillo che proclamano a destra e a manca (in quel di Genova) che il 20% sui 5 miliardi dell'opera viene coperto dall'Europa.
La Frassoni ha illustrato la pesante situazione delle procedure di infrazione da parte della Commissione europea nei confronti del Governo italiano sui temi ambientali (circa una sessantina), fra le quali la mancanza di V.I.A. per il progetto definitivo del Terzo valico.
"Delle trenta opere che l'Europa ha inserito, su richiesta dei singoli Stati, fra quelli prioritari e da finanziare entro il 2013 con venti miliardi di euro, cinque interessano l'Italia e uno riguarda il collegamento di Genova con il Centro-Europa. Quella che preme di più all'Europa è il collegamento fra i porti, le cosiddette vie del mare e non certo il ponte di Messina o il Terzo Valico". Il problema maggiore è che il finanziamento di tali opere è inserito nel piano settennale che va dal 2006 al 2013 e che attualmente è bloccato per le disparità di vedute fra gli stati membri che non concordano sulle quote da destinare al bilancio globale europeo.
La cifra complessiva non è enorme, 20 miliardi di euro, per capirci l'equivalente al costo complessivo di una delle trenta opere, ossia quella della Val di Susa, per la quale c'è chi vaneggia di un contributo del 50% da parte dell'Europa, ossia la metà delle sue disponibilità sino al 2013: e per le altre 29 opere? Per di più il Terzo Valico non gode di molti consensi fra gli Stati membri, anche perché non è considerato collegamento transfrontaliero e per di più soggetto a procedimento d'infrazione, il che comporterebbe non solo l'eliminazione del contributo ma addirittura forti penali allo Stato non in regola.
"L'Europa ha avviato ultimamente 11 procedure di infrazione nei confronti dell'Italia, che si aggiungono alle precedenti 47. Ciò colloca il nostro Governo al primo posto nella classifica dei cattivi. Le infrazioni contestate all'Italia sono di due tipi: la mancata applicazione della normativa europea, come nel caso del Terzo valico dove la Valutazione di Impatto Ambientale, necessaria per legge, non viene inserita nell'iter del progetto definitivo da parte italiana; oppure, le direttive europee non sono adeguatamente fatte eseguire, come per il caso della cava Cementir sul monte Bruzeta". Proprio per quest'ultimo caso, a dicembre, la Commissione europea deciderà se portare l'Italia davanti alla Corte di Giustizia.
Fra gli altri argomenti, Monica Frassoni ha posto l'accento sulla sensibilità del Centro-sinistra a questi temi. "Le elezioni del 2006 pongono il problema di come la coalizione dell'Unione considererà la questione delle Grandi Opere. Fino ad ora non c'è stata molta sensibilità sul tema della legalità di questi progetti". L'europarlamentare, vicecapogruppo dei Verdi, aggiunge "Romano Prodi sostiene che non si può essere contro tutto e che si rischia la rottura. Noi, puntando ovviamente all'unità, cercheremo di stimolarlo ad una maggiore attenzione alle tematiche che ci sono care e gli chiederemo di dialogare con le Associazioni ambientaliste, cosa che non è ancora avvenuta".
Va ricordato che nei giorni scorsi Rifondazione comunista ha chiesto all'Unione del Centro-sinistra di escludere dal programma elettorale sia l'Alta velocità che il Ponte di Messina, accompagnando la richiesta con precise posizioni sia sulla questione della Val di Susa che del Terzo Valico. Si preannuncia all'interno dell'Unione uno scontro aspro con quella parte che ha una idea dello sviluppo assai simile a quella berlusconiana delle Grandi Opere e che nel confronto costi-benefici non mette mai in conto le gravi perdite ambientali e di qualità della vita.
Riteniamo ottima questa presa di posizione da parte di Rifondazione che - insieme ai Verdi - vuol chiarire prima che tipo di sviluppo vogliamo e blocca sul nascere atteggiamenti non democratici, tipo quelli della Bresso che propone, riferendosi alla Val di Susa, di non candidare per le elezioni del 2006 nessun esponente contrario ai progetti TAV.
Vanda Bonardo, nelle sue conclusioni, ha detto: "Sono tutte opere che non hanno nulla a che fare con un reale e assennato sviluppo. Siamo di fronte a situazioni nelle quali prevale l'interesse per l'opera in sé e non quello per la collettività".