Da Il Secolo XIX del 21/09/05
Fra Liguria e Piemonte 38 chilometri in galleria.
Il Terzo Valico vede la discesa
Consegnato il progetto, preliminari a primavera, cantieri entro il 2007. Per i lavori 88 mesi.
Genova. Il Terzo valico ferroviario Genova-Milano adesso può correre in discesa. Con la consegna del progetto definitivo in Regione da parte di Rfi, parte il conto alla rovescia per la costruzione dell'opera. Il tracciato non cambierà più e, dopo quest'ultimo «via libera» da parte degli enti locali, sarà solo compito dei tecnici quello di limare e affinare i dettagli progettuali. La costruzione potrà già partire mentre il "progetto esecutivo" sarà in fase di stesura: i lavori saranno gestiti dal consorzio Cociv. Il progetto definitivo consente alla Regione Liguria di aggiornare un nuovo tabellino di marcia: conferenza dei servizi a ottobre, avvio dei lavori preliminari a marzo 2006, approvazione finale del Cipe in primavera, inizio dei cantieri di scavo veri e propri nel dicembre 2006 per 88 mesi ai costruzione. Di fatto, secondo le proiezioni della Regione, che fissano tempi più lunghi (per prudenza) rispetto a quelli delle Ferrovie, il Terzo valico sarà pronto nei primi tre mesi del 2015. Da ieri gli enti locali liguri e piemontesi hanno 90 giorni di tempo per eventuali osservazioni (ma sono già state tutte accolte o definitivamente respinte quelle presentate negli ultimi tre anni di progettazione preliminare) e per restituire le carte al Cipe e dunque al governo. L'assessore ai Trasporti Luigi Merlo, però, intende accorciare questo periodo: dimezzarlo. Insomma, la giunta Burlando pensa di consegnare palla a Roma non più tardi di metà novembre. Già convocata per la prossima settimana la conferenza con tutti i sindaci dei Comuni interessati (Genova, Ceranesi e Campomorone in primo luogo, attraversati dal tracciato, ma anche Mignanego, Ronco Scrivia e Isola del Cantone, solo lambiti). Ufficialmente, i problemi finanziari debbono essere considerati superati, a scanso di una clamorosa retromarcia del Cipe. Si tratta dei 4,8 miliardi di euro previsti originariamente (comprensivi dei 319 milioni per i "pre-cantieri") più i 148 milioni aggiuntivi già deliberati dal Cipe e gli eventuali 122 "extra" chiesti da Rfì. L'opera, dunque, arriverà a quota cinque miliardi di euro. Diverso invece il discorso sullo smarino, il materiale di risulta che sarà scavato dalle colline liguri: si tratta di 5 milioni di metri cubi di terre, di cui solo 2 milioni hanno già trovato facile sistemazione in cave esistenti. Per gli altri 3 milioni di metri cubi, servono soluzioni: una piccola parte andrà in altre cave, ma è molto indebolita la speranza di usare lo smarino per riempimenti portuali ulteriori a quelli già previsti. Questo accade soprattutto perché di fatto l'intero tracciato in territorio ligure sarà in sotterranea: dei 54 chilometri complessivi dell'opera, 38 (di fatto quasi tutti in Liguria) saranno in galleria. Escludendo le finestre e le prese d'aria, la linea tornerà fuori dalle colline ormai a Novi Ligure, in Piemonte. Nel prossimo mese di marzo partiranno comunque i cantieri preliminari, che prevedono soprattutto, in Liguria, la costruzione dei quartieri di cantiere (di fatto le "cittadelle" che ospiteranno operai e centri logistici), l'adeguamento della viabilità stradale esistente su 34 chilometri (per favorire l'accesso dei camion per il "trasloco" dello smarino) e la costruzione di 21 chilometri di piste di cantiere e 9 chilometri di nuove strade. Proprio su quest'ultimo capitolo, la viabilità di cantiere, potrebbero verificarsi inattese fratture tra gli enti locali. Specialmente a Genova, da Scarpino allo stesso Campasse, ma anche a Campomorone.
Una buona notizia, quella del Terzo Valico, per Merlo, nel «momento in cui l'emergenza sulla qualità del servizio offerto dalle Ferrovie ai pendolari liguri ha raggiunto il livello più grave».
Enzo Gallano Giovanni Mari