Caro Rocchino, siamo stanchi di essere presi per il naso
È pur vero che i politici sono in campagna elettorale tutto l’ anno e parlare per slogan va di gran moda, ma le recenti affermazioni del capogruppo dei Democratici di sinistra in Consiglio regionale Piemonte meritano di essere adeguatamente confutate.
E’ falso innanzitutto che i Diesse abbiano la volontà di cercare un dialogo con i cittadini per cercare di diminuire l’impatto ambientale del Terzo Valico. Rocchino Muliere fa probabilmente riferimento all’ istituzione degli Osservatori ambientali e sullo stato di avanzamento dei lavori che sono contenuti nei Protocolli d’intesa fra la società Tav, il general contractor e le Amministrazioni pubbliche interessate dai lavori. Questa affermazione non sottende alcuna apertura al confronto con le associazioni ambientaliste o con i residenti di territori pesantemente impattati dall’infrastruttura in questione, ma non fa altro che confermare che anche nella nostra regione verrà seguita la normale procedura prevista per la realizzazione delle grandi opere.
È poi scorretto dire che per il Terzo Valico la Giunta Bresso istituirà un tavolo di confronto al quale parteciperanno anche le associazioni ambientaliste. Un'affermazione, in parte scontata, che arriva fuori tempo massimo! Che senso ha aprire un contraddittorio con gli ambientalisti a pochi mesi dalla presentazione del progetto definitivo con l’ avvallo degli Enti locali, lautamente remunerati da opere compensative per circa 300 milioni di euro, dopo che sono passati quasi tredici anni dalla presentazione del primo progetto della linea ad alta velocità fra Genova e Milano, dopo che sono stati sperperati milioni di euro per tre progetti regolarmente bocciati dalle Autorità competenti? È mai possibile che il maggior partito della sinistra non si sia accorto in questi anni che esistono già delle valide alternative ad una linea ferroviaria inutile e disastrosa per il nostro territorio, che esistono libri, pubblicazioni e statistiche che provano l’inefficacia di un simile collegamento fra il porto di Genova e la Pianura Padana, che persino l’ Unione europea ha tuttora più di un dubbio nell’ includere il Terzo Valico fra le tratte prioritarie del Ponte tra due mari? Quale reazione potrà mai suscitare questa falsa apertura di credito tra i cittadini e gli ambientalisti che fra poche settimane potrebbero vedere ripartire l’escavazione dei fori pilota di Fraconalto e Voltaggio, mentre è in corso il processo per truffa ai danni dello stato nei confronti di politici e progettisti che li hanno sostenuti, nonostante sia stata inviata una diffida a riaprire i cantieri?
Troppo tardi, e proprio il caso di dire che il treno è già partito! Lo si poteva considerevolmente rallentare più di un anno fa, quando l’allora Presidente della Provincia di Alessandria Fabrizio Pallenzona, a seguito del pressing a tutto campo da parte del Popolo dell’Acqua, si decise a firmare una deliberazione che affermava: “la giunta provinciale delibera di dichiarare la propria disponibilità ad individuare … modalità atte ad approfondire ulteriormente il sistema dei porti liguri, riprendendo il confronto anche su possibili modifiche e/o alternative al percorso del Terzo valico, sulla base di un analisi costi – benefici privilegiando comunque la soluzione a minor impatto ambientale”. Pochi mesi dopo il programma del nuovo Presidente Filippi recitava: “sulle opzioni infrastrutturali di grande impatto, quale quella della nuova linea di valico Genova – Novi, si adotterà il criterio dell’ istituzione di tavoli di concertazione tra gli enti pubblici e le associazioni ambientaliste in grado di porre a confronto anche soluzioni alternative e di orientare le scelte sulla base di approfondite analisi costi/benefici”. Traspariva in quegli atti la volontà di riaprire il Tavolo tecnico del 1998 che individuò lo stretto corridoio delle Valli Scrivia e Lemme come idoneo al passaggio della nuova infrastruttura.
Da allora non si è fatto alcunché, non un minuto di confronto: si disse che l’ imminenza delle elezioni provinciali avesse portato una nuova sensibilità ambientalista nei nostri amministratori! Ora, a pochi mesi dalle elezioni politiche, gli ambientalisti tornano buoni per portare nuovi consensi?
Angelo Albasio
Associazione Amici delle Ferrovie e dell’Ambiente