Marzo 2002
Replica a Palenzona sull'Alta Velocità MI-GE
"IN MANCANZA DI CAVALLI TROTTANO GLI ASINI"
Chiedo scusa per il ritardo di questa mia replica, ma, essendo ricoverato alle
"Molinette " di Torino, non ho potuto leggere subito le dichiarazioni
di Fabrizio Palenzona sulla pagina alessandrina de "La Stampa".
Non intendo entrare nel merito del ragionamento che ha spinto il presidente
della Provincia a definire i "verdi", gli ambientalisti o, più
nello specifico, chi si è opposto o si oppone all'Alta Velocità
MI-GE come "asini raglianti". Mi interessa maggiormente l'atteggiamento
del signor Palenzona che dà bacchettate a destra e a manca sulle dita
dei singoli cittadini o dei Comitati, ricorrendo a insulti e raffronti pesanti.
Io sono uno di quegli "asini raglianti" che, in linea con un vecchio
detto della nostra terra ("In manconsa di cavaal a trotan i asi")
, si danno da fare, unendosi in gruppi spontanei e con individualità
spesso assai diverse fra di loro, per cercare di tagliare le unghie agli arraffatori
di denaro pubblico, ai saccheggiatori del territorio, a coloro che inneggiano
alla democrazia del profitto.
Veramente tutto questo dovrebbe essere compito dei cavalli, pardon dei politici,
soprattutto se di opposizione o con basi ideali di un certo tipo. Se questi,però,
latitano è compito dei cittadini, il cui parere quasi sempre conta intorno
allo zero, trottare e far sentire una voce fuori dal coro composto da coloro
che vorrebbero o sono abituati ad "attaccare l'asino al carro del padrone".
Ribadisco che non è qui la sede di spiegare perchè siamo per il
trasporto su ferrovia, ma contrari al progetto Alta Velocità MI-GE, soprattutto
pensando al parto podalico con cui è nato nel 1991 questo progetto e
a come sia stato gestito in questi dieci anni.
Una cosa, però, va precisata: non ci illudiamo di essere così
potenti, come inducono a far credere le affermazioni di Palenzona.
Il supertreno MI-GE non l'abbiamo fermato noi, ma -per ben tre volte in questi
ultimi otto anni- la Commissione V.I.A. e i Ministeri competenti considerando
i progetti Co.CIV lacunosi, mal motivati e ancor peggio redatti.
Il Terzo Valico è stato fermato dai carabinieri e dai procuratori Jelo
e Pasquale.
Bernini, Prandini e Necci sono stati fermati dalla polizia.
Il Co.CIV è stato fermato dall'emendamento 131 della "Finanziaria
2001" votata dal centro-sinistra.
Infine , a mio avviso, Lunardi con le sue liberticide "leggi obiettivo"
potrebbe essere fermato dalle denunce in Parlamento inoltrate da Paolo Brutti
e Anna Donati.
Questa la realtà, mentre noi come Comitati e ambientalisti abbiamo umilmente
fatto controinformazione producendo due libri ("Alta Velocità"
di Zambrini-Bettini-Tartaglia e altri - "Corruzione ad Alta Velocità"
di Imposimato), convegni, assemblee, filmati, dossier colmi di pagine, ricchi
di passione ma poverissimi di finanziamenti e quindi perdenti di fronte alla
marea di pubblicità a favore della T.A.V.
Per il rilancio del treno, rispettando anche (oltre ai due fiorellini di campo,
come afferma Palenzona) il diritto delle popolazioni coinvolte di tutelare l'ambiente
in cui vivono, le loro attività originarie, le condizioni di vivibilità
indispensabili per una comunità cosciente, abbiamo elaborato studi e
proposte concrete sintetizzabili in un intervento forte sulle linee già
attive e un adeguamento dei cinque valichi esistenti , con un conseguente maggior
utilizzo.
Veniamo al dunque: l'insulto come mezzo per contrastare chi la pensa diversamente
da te.
In qualità di insegnante ho sempre rispettato i miei alunni con opinioni
non combacianti con le mie, o con difficoltà di comprensione. Lei, caro
Palenzona, non si deve occupare di 20-25 ragazzini, ma , mi pare, di 400.000
persone e quindi dovrebbe dare , a maggior ragione, ampia ed esemplare dimostrazione
di autocontrollo, di tolleranza e, perchè no, di affetto paterno per
quegli zucconi di "verdi" che non condividono il suo modo di osservare
il mondo o la filosofia di quel mio saggio conterraneo il cui pensiero può
essere sintetizzato in un "Per farsi strada nella vita occorre fare strade".
Per di più vorrei ricordarLe che (l'ho letto nei libri stupendi di Pansa)
la definizione di "asini raglianti" veniva utilizzata dagli squadristi
durante il biennio rosso nei confronti dei capilega, dei sindaci socialisti,
dei segretari delle case del popolo. Fossi in Lei, quindi presterei un po' più
attenzione all'uso delle parole, così come alcuni rimangono sconvolti
quando scappa loro un "mi consenta".
Le chiedo scusa per questa tiratina d'orecchie, caro Fabrizio, ma me ne arrogo
un diritto che mi viene dall'averLe, in passato, dato il voto.
Sono arrivato in chiusura e Le propongo questa riflessione che ricavo da un
autore che amo, Alexander Langer.
Tre parole di un antico motto latino possono essere assunte come quinta essenza
della nostra competitiva civiltà: "Citius , Altius et Fortius",
ossia "Sforzatevi di essere più veloci; di arrivare più in
alto e di essere più muscolosi e roboanti".
Io, invece, Le propongo il contrario, il "Lentius , Profundius et Soavius"
ossia "Sforzatevi di avere dei ritmi di vita più adatti all'anima
e alla riflessione, di vedere le cose con maggiore profondità e di trattare
il prossimo più soavemente, rispettando la sua diversità e le
sue idee".
Con questo motto si rendono probabilmente più faticose le battaglie frontali,
però si ha il fiato più lungo.
Antonello Brunetti