Dal Comitato "No all'Alta Velocità Mi - Ge"
Alternative al terzo valico
Recentemente sul nostro settimanale, abbiamo pubblicato la prima parte del documento
inviatoci dagli oppositori al progetto della linea ferroviaria ad Alta Velocità
Mi-Ge, contenente le motivazioni del NO e il rigetto dell"ipotesi di reincarico
al Co.CIV. La seconda e conclusiva parte presenta una sintesi delle controproposte.
Quattro sono le fondamentali motivazioni per cui questa linea non può
avere connotati di priorità.
Primo: non esiste una crescita dei traffici merci del porto di Genova
pari a giustificare l'urgenza di un "sesto" valico appenninico (in
aggiunta agli altri cinque esistenti).
Secondo: un disegno razionale dei traffici provenienti dalla tirrenica
e dal mar Ligure non può concentrare tutto sulla linea Genova-Milano,
vista l'esistenza di tre porti e di cinque valichi appenninici che si aprono
a "ventaglio" su nove valichi alpini.
Terzo: esistono ancora ottime possibilità per l'incremento della
potenzialità di trasporto nel recupero ed ammodernamento strutturale
e tecnologico delle linee esistenti.
Quarto: il territorio su cui si intende far passare la nuova linea
sino a Tortona, è già abbondantemente oppresso da strutture viarie
e di altro tipo (industriali, commerciali, ecc.); lo spazio per altre strutture
è ormai ridotto a pochi corridoi ad elevata sensibilità ambientale.
Su questi temi e sulle proposte alternative, i tecnici che collaborano con il
nostro Comitato hanno prodotto centinaia di pagine e studi dettagliati. Chi
vuole prenderne visione può richiederceli.
Ma, per non "farci maledire" dai direttori dei giornali che ospitano
i nostri comunicati, ecco l'estrema sintesi delle nostre proposte alternative.
- Il trend di crescita annuo del traffico totale del porto
di Genova è pari all' 1,4%, vale a dire che, proiettandola nel 2015,
la crescita dei traffici sarà solo del 21 % e non del 400% come ipotizzava
il Co.CIV.
- Per quanto riguarda lo scenario che attiene alla distribuzione logistica dei
traffici in tutta la Pianura Padana e in direzione dei valichi alpini, ci sembra
scorretto voler concentrare tali traffici nell'area a maggior congestione che
è proprio la tratta Ge-Mi. La Liguria è interessata da tre porti
importanti e cinque valichi appenninici. Perché concentrare tutto
su questa "Flavia" (o "Terzo valico"), porto di
Genova e Milano?
- Occorre una logica di trasporti su un territorio più ampio. Ci vuole
poco a capire che gran parte del trasporto tirrenico può essere incanalato
da La Spezia, tramite la Pontremolese, verso il Brennero, Tarvisio e Villa Opicina,
collegandolo anche con la trasversale Torino-Venezia. Così, anche dal
porto di Savona, la via Savona-San Giuseppe di Cairo è la migliore per
Torino e Modane. Dal porto di Voltri, la linea per Alessandria e Novara costituisce
un ottimo collegamento con Domodossola-Sempione ed il Gottardo.
Le due linee storiche dei Giovi, infine, sono ottime per il collegamento fra
il porto di Genova e Milano, con passaggio alpino a Chiasso.
Esistono quindi già cinque linee e cinque valichi su
cui spendere tutto il necessario per ammodernare (in parte già fatto)
e potenziare.
- Questi valichi appenninici alternativi alla "Flavia" rientrano nell'architettura
di "distribuzione a ventaglio" dei traffici per ridurre
la "congestione" come indica il Libro Verde della Unione Europea.
- Scontato che il recupero dell'esistente resta uno dei cardini
dello "Sviluppo Sostenibile" abbiamo fatto un lungo elenco degli interventi
da completare o eseguire sulla doppia linea dei Giovi, Pontremolese, Voltri-Ovada,
Savona-Torino ed anche se incide in misura modesta con il nostro problema specifico,
per il raddoppio della Genova-Ventimiglia.
Per concludere, vorremmo citare una affermazione riportata nello studio di Renato
Milano (1998): "Dall'abbandono e volontà di ignorare due altre linee
storiche di estrema importanza, come la Pontremolese e Savona-San Giuseppe di
Cairo, non sfruttando le possibilità enormi della Voltri-Ovada, nasce
la metastasi della galleria Flavia (Terzo Valico)".