Due contributi per conoscere meglio la questione Terzo Valico, in vista dell'otto febbraio quando verrà inaugurato il Terzo Valico

A contorno della rappresentazione teatrale a Sampierdarena (40° replica)
Scrive Massimo Maugeri da Genova
"Non sono le infrastrutture che salveranno i porti dalla crisi.
Il calo delle merci in Liguria fa parte di un meccanismo viziato della globalizzazione.
Le imprese hanno impostato la globalizzazione sulla base dello sfruttamento legalizzato della manodopera.
Produciamo in Cina perchè costa meno.
Risultato: delocalizzazione delle imprese, speculazioni immobiliari sulle aree dismesse e...inevitabile crollo dell'occupazione.
Questa fenomenologia dell'economia poco solidale e molto egoistica sta mandando tutti nel pallone.
Assomiglia sempre più tra le altre cose al pallone nel senso del calcio.
Un meccanismo oramai complessivamente e socialmente drogato.
Non saranno le strade a salvarci, ma una mobilità consapevole, un uso consapevole dell'economia dei bisogni.
Un vero sviluppo si può costruire con queste premesse, ma per fare ciò occorrerebbero politici molto attenti ad acoltare le vere esigenze del paese, delle persone, di quelle che una volta si chiamavano masse.
Le infrastutture servono se c'è un bisogno.
Invece ora, partendo dal gigantesco profitto di pochi, vengono pensate al fine di creare un bisogno."

DA STEFANO LENZI – 3 febbraio 2010
ASPETTI LEGISLATIVI per TERZO VALICO

Il Governo dal 6 marzo 2009 ha approvato in CIPE almeno tre "delibere programmatiche" in cui in pratica dice di avere l'intenzione di stanziare quote di finanziamento per una serie di opere individuate in elenchi allegati.

Per il Terzo Valico dei Giovi nella Delibera CIPE 51/2009 del 26 giugno 2009, facendo riferimento alla decisione assunta il 6 marzo 2009, il Governo si ripromette di stanziare per l'"Asse AV/AC Milano-Genova I Fase" (pag. 9 dell'elenco allegato alla Delibera CIPE 51/2009) 550 milioni di euro, 400 milioni dai Fondi della Legge Obiettivo e 100 milioni dei Fondi FAS, e quindi disponibili nel periodo 2007-2013.

Ma c'è subito da notare che anche i 400 milioni, da Legge Obiettivo, non sono subito disponibili, come viene confermato dalla stessa Delibera CIPE che in realtà attinge da questi Fondi per finanziare tutta una serie di opere per un ammontare complessivo (pag. 14 dell'elenco allegato alla Delibera CIPE 51/2009) di 2,450 miliardi di euro (tra cui anche i 400 mln destinati al Terzo Valico).

È vero che la Legge Finanziaria destina un complesso di 1,6 miliardi di euro per quest'anno per le infrastrutture strategiche e per l'AV, ma gran parte di questi finanziamenti saranno assorbiti dalle opere in corso (Salerno-Reggio Calabria, SS106 Ionica, dorsale ad AV To-Mi-Rm-Na) o destinati ai cantieri collaterali per l'Expò di Milano 2015 (ad es Pedemontana Lombarda, line metropolitane M4 e M5 di Milano).

C'è da precisare comunque che se il Governo decidesse di stanziare effettivamente una cifra per il 2010 dovrebbe far approvare in CIPE un'apposita Delibera CIPE che dovrebbe passare al vaglio della Corte dei Conti messa sull'avviso sulla non redditività dell'opera da vari esposti presentati in particolare dal WWF.
Altro aspetto interessante è domandarsi comunque, se anche fossero disponibili, quei soldi a cosa servirebbero?

Precisiamo innanzitutto che il costo attualizzato stimato del Terzo Valico dei Giovi, secondo quanto il CIPE ha calcolato in una sua seduta del 6 novembre 2009, è di 5,4 miliardi di euro, circa il 750% in più del costo originario al 1992 (3100 miliardi di lire), posto che allora lo stanziamento copriva la realizzazione dell'intera linea (di 127 km) ed oggi si parla di una tratta (Voltri-Novi Ligure) di 54 km complessivi.

Questo vuol dire che la linea ad AV, indifferentemente attribuita come funzionale al "Corridoio dei Due Mari" (asse prioritario n. 24 delle Reti transeuropee - TEN-T) o all'ex Corridoio 5 (Asse prioritario n. 6 delle TEN-T), ha un costo a km di 100 milioni di euro quando le linee ad AV spagnole o francesi si aggirano in media attorno ai 10-20 milioni di euro a km.

Quei 500 milioni sono una goccia nell'oceano e sorge il sospetto (riferimento alla "I fase") che siano destinati ad aprire i cantieri di quegli interventi "da realizzare in via separata ed anticipata", citati nelle Delibera CIPE 78/2003, di approvazione del progetto preliminare del Terzo Valico, e che non a caso già allora ammontavano a 450 milioni di euro, 319 milioni dei quali da rendere subito disponibili.

Quei lavori (una serie di interventi sulle provinciali per renderle "camionabili" in vista dei cantieri, ma anche depositi di materali, e interventi nei "cunicoli esplorativi") non sono stati mai fatti perchè bloccati dalla Corte dei Conti in quanto propri dell'esecutività dei lavori e quindi posti in una fase assolutamente prematura della progettazione, mancando allora (Delibera 78/2003) addirittura la progettazione definitiva.

Ora il progetto definitivo c'è (approvato con la Delibera CIPE 80/2006), ma tutti gli interventi collaterali hanno bisogno comunque di una progettazione esecutiva dell'opera principale, in particolare i "cunicoli geognostici" di Fraconalto e di Voltaggio i cui lavori furono sospesi nel febbraio 1998 con Ordinanza dell'allora Ministro dell'ambiente Ronchi perche' "abusivi", cioè gallerie di servizio alla galleria Flavia e quindi facente parte di un progetto esecutivo che era allora solo "nella mente di Dio".

Infine, bisogna ricordare che al TAR del Lazio "pendono", non discussi, i ricorsi delle associazioni ambientaliste e di A.F.A. sulle delibere CIPE di approvazione dei progetti preliminare e definitivo.

In conclusione, l'impressione, è che ancora una volta ci troviamo di fronte all'ennesimo annuncio dal 1992, in questo caso per le elezioni regionali 2010, per un'opera che è totalmente "fuori mercato", come ha dimostrato RFI dal 2004, in quanto ha un elevatissimo costo di realizzazione e di gestione.
In questa situazione, con un debito pubblico che ha superato il 115% del PIL, c'è da dubitare che questa possa essere una priorità.

C’è comunque da notare che il Governo con i commi 232 e 233 dell'art. 2 della Legge Finanziaria 2010 (l. n. 191/2009) ha deciso di realizzare le opere TEN-T per lotti (quando di abbia la copertura ec-fin del I lotto e almeno tra il 10 e il 20% dell'intera opera): tutto è possibile ormai in questo Paese, ma bisogna vedere se la Sezione di controllo sulla gestione delle amministrazioni dell Stato si sentirà di avallare un'operazione del genere e se sarà concesso o negato il visto alle Delibere CIPE o agli altri atti di concessione dei finanziamenti (che ancora sono comunque da venire).

Resto a disposizione per gli ulteriori chiarimenti e approfondimenti che si ritenessero necessari anche in futuro (mio cell. 329.8315710).
Carissimi saluti,
Stefano Lenzi - responsabile Settore legislativo WWF Italia