Due messaggi scollegati fra di loro

TERZO VALICO - LA GEOGRAFIA
HABEMUS NOMINEM - PAVIA SUL TEVERE

APPUNTAMENTO PER L’OTTO
Lunedì 8 febbraio dalle ore 10 alle 12 a Sampierdarena, presso il luogo del “taglio nastro” Terzo Valico, vi sarà un presidio in cui distribuire volantini con le nostre critiche e le nostre proposte alternative.
In linea di massima vi è già l’adesione di una ventina di genovesi e una decina di alessandrini. Sarebbe buona cosa essere qualcuno in più, non per fare una manifestazione, ma una presenza a testimonianza che non siamo tutti coglioni.
Chi intende aggiungersi, mi invii una mail e gli spiegherò quanto deciso in una riunione che si terrà giovedì con i genovesi.
Non è ancora chiaro quali autorità saranno presenti oltre a Scaiola, Matteoli e Burlando.
Sicuramente non ci sarà Formigoni perché impegnato a studiarsi un po’ di latino per le citazioni acculturate. Non so se avete colto l’ultima del vergineo lombardo su Rai tre Lombardia, tre ore fa. Intervistato in merito a non so bene cosa, per affermare che era stato trovato un nome per una associazione, ha dichiarato “Habemus nominem” sic, sic, sic! Credo che sia già nel suo studiolo a ripassarsi le declinazioni e a scoprire che l’accusativo neutro della terza è uguale al nominativo. Ci vorrà del tempo e quindi per lunedì non sarà presente per impegni cerebrali sorti improvvisamente.

VIA LA GEOGRAFIA!
DISTRUGGONO IL MONDO E LA SUA CONOSCENZA
Tutti possono constatare il rapido declino della scuola e l’indifferenza del Governo per le sue sorti, o meglio, la sistematica demolizione della scuola pubblica a favore di quella privata.
Il discorso è lunghissimo e ve lo risparmio. Solo un riferimento all’ultimissima decisione che segue a ruota l’aumento di stipendio assegnato unicamente agli insegnanti di religione, privi di qualsiasi merito di concorso o altro, se non l’essere immanicati con le curie e l’essere privilegiati dalle decisioni prese inter eos (scusate l’attacco di formigonite), esattamente come per i general contractor dell’Alta Velocità.
Mi riferisco alla eliminazione della Geografia col pretesto che con i navigatori satellitari e con la globalizzazione sappiamo già tutto. Balle!
Quando andavo a scuola io la geografia era sì nozionismo, per cui ( e confesso che non mi dispiaceva) sapevi la collocazione di tutti gli stati, le capitali, le montagne più alte e relative altezze, i fiumi e quanto erano lunghi. Alla fine degli anni Sessanta, quando ho cominciato a insegnare, si partiva dalla Geografia del vicino e affrontavamo il territorio del nostro paese e poi della Provincia; i piani regolatori; aspetti caratteristici (paesaggi fluviali o collinari); economia (visita di fabbriche, inchieste sul mondo agricolo, ecc); politica (visitando il Comune e dialogando con il sindaco); problematiche da risolvere; e poi gli aspetti artistici, storici, naturalistici e folcloristici; la conoscenza dei personaggi che avevano contribuito per filantropia, per genialità, per dinamismo a migliorare la realtà comunale.
Poi si passava, dopo aver acquisito una metodologia di approccio, alla conoscenza del lontano; degli ambienti mondiali nella loro varietà; ai tanti fenomeni fisici dovuti al palpitare della Terra; all’esame dei continenti e delle nazioni privilegiandone alcune non per importanza demografica o economica, ma per il fatto di rappresentare un gruppo di stati con molti punti in comune.
Certo ci si divertiva anche ,e ci sono mille trucchetti per rendere la cosa piacevole, a conoscere i nomi e le posizioni geografiche (ho sentito due settimane fa una laureanda che a uno di quei deprimenti quiz televisivi sosteneva che Pavia era sul Tevere)
L’essenziale riguardava soprattutto la storia di quegli stati, con l’approfondimento di vari aspetti (colonialismo, schiavitù, sfruttamento, genocidi, rivoluzioni) per capire le caratteristiche attuali. E potrei proseguire con tanti aspetti sociali, politici, economici, risorse materiali e artistiche, ecc.
Il prodotto era una conoscenza coinvolgente di due aspetti che vanno salvaguardati dalla distruzione, dall’indifferenza e dall’ignoranza: la natura e l’uomo.
Cosa c’entra tutto questo con la motivazione gelminiana della onnipotenza dei navigatori satellitari?