DIAMO I NUMERI!
O, meglio, in vista della inaugurazione berlusconiana a Genova, forniamo qualche dato, sintetizzato al massimo e utilizzando i numeri.
Questa volta mettiamo da parte i complessi aspetti politici, economici, etici e tecnici del TERZO VALICO.

- Sono 2.903.000 i passeggeri ogni giorno sui treni “normali”. 33.000, ossia l’1,12 %, i passeggeri dell’Alta Velocità.

- 40 miliardi di euro gli investimenti per l’A.V. + gli interessi annui + i miliardi per i nodi ferroviari ora inesistenti. Solo un miliardo e 800 milioni per tutte le altre linee

- Il Terzo Valico costa ora 5.500.000.000 di euro quindi tutte le famiglie italiane che pagano le tasse dovranno sborsare 275 euro

- Per l’inizio del 2010 erano previsti 340 treni TAV al giorno; non si arriva a 50

- 4.000.000 di container merci previsti nei progetti del 1992 sulla Milano-Genova per il 2010. In realtà nel 2009 sono stati 1.530.000 e di questi solo 91.860 attraversano l’Appennino, verso la Pianura Padana, facendo ricorso al trasporto su binari.

- 2.400.000 teu è la disponibilità attuale delle linee dei Giovi, della Pontremolese, della Savona - Alessandria e della Voltri – Ovada (con un ammodernamento di quest’ultima si passerebbe tranquillamente a una potenzialità di 4 milioni di container).

- 1.600 i passeggeri che percorrono l’intera tratta Genova-Milano a fronte di una demenziale previsione di 55.000 persone.

- 45 i minuti (30 per Luigi Grillo!) con l’A.V. da Genova a Rogoredo. 60 i minuti impiegati qualche anno fa, sulle tratte esistenti, dai Pendolini che poi abbiamo venduto alla Francia.

- 4% la percentuale sulla cifra complessiva, pagata dalle imprese ai politici e faccendieri e ad alcuni sindacalisti nei primi anni Novanta (dagli interrogatori dell’inchiesta “Mani pulite”)

- 0 i treni merci che transitano sulle linee A.V. Grosso premio (abbinato alla trasmissione "Chi l'ha visto?) a coloro che dimostreranno di averne mai scorto uno (non c’è alcun Stato che utilizzi l’A.V. per le merci poiché i costi diverrebbero mostruosi, sia per l’elettrificazione che per la manutenzione).

- 0 gli euro messi a disposizione dai privati (Enti, banche, imprese, ecc.) a fronte dello slogan- truffa “Pagheranno il 60% di tasca propria e perciò si assumeranno le responsabilità e quindi hanno diritto di autoaggiudicarsi i lavori”.

- 0 il numero di coloro che, fra le centinaia di migliaia di pendolari, dichiarino gaudio e osanna per treni sempre più striminziti, sporchi, spesso improvvisamente soppressi e in perenne ritardo, a volte anche perché la priorità va data alle Freccerosse (a meno che queste non si trasformino, come è già accaduto, in Freccerotte).