Che gioia immensa per i pendolari
il via alla ferrovia dei due mari!
«Terzo valico, si parte». Moretti: «Inaugurazione il 19 dicembre». Berneschi: Interverremo anche noi privati. Luigi Grillo: Sarà una inaugurazione senza enfasi.
LA.F.A. Sarà un inutile taglio di nastri a uso e consumo dei mass media e delle prossime elezioni. Non chiaro come siano stati superati i dubbi sollevati dalla Corte dei Conti
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Dal Secolo XIX - Ieri è andata in onda lennesima inaugurazione TAV e nel contempo, con la benedizione del numero uno di Fs, Mauro Moretti, è stato annunciato che «il 19 partono i lavori per il nodo di Genova, che si congiungono con i lavori del Terzo valico».
Il fatto è che si sta giocando una partita complicata fatta di date e, anche, rapporti istituzionali. La bestia nera del governo, questa volta, è la Corte dei Conti. Perplessa sull'opportunità di dare disco verde a un'opera per cui sono stati stanziati 500 milioni (da suddividere in tre anni) sui 5,2 miliardi
complessivamente necessari.
Il governo, comunque, vuole bypassare il problema con una norma che, inserita nel maxiemendamento alla Finanziaria, indichi una corsia preferenziale per quelle grandi opere considerate strategiche e la cui realizzazione impieghi più di tre anni. Corsia preferenziale vuol
dire, anche, che la Corte dei Conti non ci potrebbe più mettere becco.
Tutto a posto, quindi? Mica tanto.
Al di là dei tempi stretti, grava sul via ai lavori il malumore della Corte dei Conti. Che, espropriata da una sua prerogativa per effetto di una norma inserita di fretta e furia in un maxiemendamento,
potrebbe anche decidere di far ricorso alla Corte costituzionale. Un evento che, però, non sembra voler far arretrare il governo.
«Il governo del fare» ha detto dal palco di Milano il premier Silvio Berlusconi che,
rispondendo ai giornalisti, ha additato la colpa del ritardo infrastrutturale del Paese, dai trasporti all'energia, «ai governi precedenti ostaggi dei veti della sinistra ambientalista.
La Genova-Rotterdam, la linea dei due mari viene così benedetta come «un'opera importantissima per Genova, la Liguria e il suo porto».-
A parte questo articolo sui giornali a maggiore diffusione e in TV solo trionfalismo e servizi degni di una repubblica delle banane.
- Non uno che ricordi quali sono le priorità reali per il trasporto ferroviario;
- non uno che prenda in considerazione lassurdità e inutilità di questo costosissimo Terzo Valico che dovremo pagare profumatamente tutti noi cittadini e anche la generazione successiva;
- non uno che ricordi levoluzione di questo progetto basato su panzane e dati falsi e - naturalmente non uno che ricordi come queste Grandi opere, spesso inutili, servano a ripagare, con costi elevatissimi e conduzioni non controllate dallo Stato, ma dai general-contractor, chi ha finanziato ampiamente le campagne elettorali dei partiti di Governo.
Moretti, un uomo per tutte le stagioni
Vorremmo ora porre in rilievo un paio di aspetti, solo apparentemente marginali, relativi a due personaggi di questa vicenda, escludendo ovviamente linauguracantieri Luigi Grillo che ci fa tenerezza e che riteniamo, sia pure con motivazioni diverse, un comico di valore, pari al suo conterraneo Beppe Grillo.
Ci riferiamo a quel Giovanni Berneschi della banca CARIGE, ora grande estimatore di Moretti, mentre tre anni fa, dopo aver decantato i vantaggi economici (lunica cosa che interessa lor signori) del Terzo Valico per Genova (tipo laumento di valore dei terreni e delle case) se la prendeva con Moretti e con il Governo ladro che ci trattano da baluba e riprendeva la solita solfa dei privati che finanzieranno lopera (nel 1991 avrebbero dovuto metterci il 60%) e indicava per la prima fila le banche Intesa, Unicredito e Carige.
Naturalmente in questi tre anni di convegni ne sono stati fatti ancora molti, seguiti da pantagruelici rinfreschi, ma mai una volta che alle parole seguissero i fatti, magari anche dieci euro di mancia per i camerieri o farsi carico della spesa per il caffè conclusivo.
Ma la figura più curiosa è decisamente questo Mauro Moretti, ex sindacalista della CGIL.
Che strano personaggio questo Moretti, anche se, a onor del vero, in circolazione ce ne sono tantissimi di voltagabbana, a cominciare da quello supremo, il mefistofelico Capezzone!
Non molto tempo fa Moretti sosteneva, in merito al Terzo Valico, tesi assai diverse da quelle attuali e ora lo vediamo sorridere compiaciuto accanto a papi mentre questi indossa il berretto da ferroviere o, come ieri, soffia nel fischietto del capostazione, contornato dai soliti Grillo, Scajola e Matteoli.
Ricordiamo alcune sue affermazioni
Il SECOLO XIX del 25 giugno2006 domanda di Mauro Moretti, a Sergio Sara, vicepresidente di Assofer, dopo aver ascoltato una relazione in cui si affermava che dal porto di Genova i contenitori trasportati via ferrovia non superano la quota di 320.000 su 1.600.000, mentre le linee attuali che molti giudicano inadeguate, consentono già adesso il trasporto di 600.000 contenitori
« Perché mi chiedete del Terzo Valico se non saturate nemmeno le linee esistenti?»
LA STAMPA del 1° agosto 2006 riporta la seguente notizia: «Ieri il ministro Di Pietro ha detto Il Terzo Valico "non rientra nelle priorità, non è finanziato. Non c'è un euro". Mauro Moretti aggiunge: "Ci sono già cinque valichi disponibili". Inoltre Mauro Moretti, a nome di Rfi, ha segnalato che "ci sono tracce ferroviarie inutilizzate tra Piemonte e Liguria e verso Nord che possono essere coperte e che sono già disponibili cinque valichi, fra i quali in particolare la Voltri-Ovada".
La STAMPA del 2 agosto 2006 dichiarazione di Mauro Moretti riferita da Paolo Filippi, Presidente della Provincia di Alessandria e riportata su tutti i giornali alessandrini:
«
adessoMoretti ci ha detto che le linee per le merci non sono sature e possono reggere lo sviluppo del Porto di Genova ipotizzato. Sono disponibili tracce-treno, è sottoutilizzata la Voltri-Ovada e sono da potenziare i cinque valichi già esistenti su tutto larco ligure»
La STAMPA del 10 ottobre 2006 sempre Mauro Moretti: «Le linee esistenti possono accogliere altri treni, occorre sfruttare di più la Voltri-Ovada, le pendenze e le gallerie strette non sono un problema»
Il SECOLO XIX 28 ottobre 2006, dichiarazione di Mauro Moretti durante la Conferenza italo-svizzera organizzata il 26 e 27 ottobre a Genova:
«Le linee sono utilizzate al 65%, nessuna azienda si lancerebbe in nuovi investimenti senza arrivare prima almeno al 90%»
IL SECOLO XIX del 15 luglio 2007 dichiarazione di Cesare De Piccoli, vice del ministro Bianchi: «Non dipende dallesistenza o meno del Terzo Valico se sul treno si movimenta solo l8% della merce». Questa affermazione, unitamente alla considerazione che il Terzo Valico al massimo ripagherà un 15% delle spese sostenute e per la gestione, tutte a carico dello Stato, viene citata in varie occasioni da Moretti.
Nel corso del 2008 e 2009 Moretti appiattisce la sua linea su quella del Governo (tutto TAV e niente per il 95% degli utenti delle ferrovie) e così conserva il suo incarico.
Concludiamo che non solo il Terzo Valico è inutile, ma che comporta sfracelli e spese enormi senza ritorno e che cè ben altro da fare per favorire pendolari e trasporti merci. Nessuno che scriva sui giornali che con quanto si è speso in 18 anni di consulenze, progetti, convegni, cantieri truffaldini sullAppennino piemontese, mostri di cemento, si sarebbero potuti realizzare molti degli interventi alternativi che lA.F.A. cominciò a proporre già dal 1992.
Nessuno, ma proprio nessuno che citi questi dati illuminanti che riassumiamo per lennesima volta nei termini più semplici:
- quanti sono i container da trasportare? Un milione e cinquecentomila con un calo nel corso del 2009 del 13 14% (la previsione del 1992 era di un aumento del 12% ogni anno)
- quanti valicano lAppennino? Il 60%, quindi 900.000 teu. Gli altri vanno in direzione ovest o est.
- quanti utilizzando le ferrovie? L8%, che è lievemente più basso del dato nazionale del 9% riportato di recente dal SOLE 24 ORE. Quindi 72.000 container (eppure si continua a farneticare di previsioni entro il 2012 di 4 milioni di teu verso Rotterdam!)
- quanti ne possono trasportare le tre linee esistenti dietro Genova? Senza farci nulla 600.000 (spesso i convogli vengono soppressi per mancanza di merci). Con piccoli ammodernamenti sui 2 milioni. Sistemando la Voltri-Ovada (senza prendere in considerazioni la Pontremolese e la Savona-Torino) si giunge ad una potenzialità di 4 milioni di teu allanno.
- e i costi? Non più gli oltre 5 miliardi, ma un massimo di un miliardo con quindi disponibilità per far compiere un salto di qualità e di potenzialità enorme alle scalcinate linee-pendolari delle regioni Piemonte, Liguria e Lombardia.
Per approfondimenti sul TERZO VALICO vi rimandiamo al sito www.comitatiscrivia.it e in particolare alla cartella Trasporti