Federica Pellegrini e il traffico del porto di Genova battono ogni record

In questi giorni il Meridione chiede che i fondi FAS destinati a opere nel Sud e dirottati mesi or sono in opere relative al Nord dell’Italia, quali il Terzo Valico, vengano restituiti e servano a finanziare, fra l’altro, l’obsoleta rete ferroviaria della Sicilia.

Il più profondo silenzio è calato, interrotto solo dal petulante cicaleccio di Luigi Grillo, sul Terzo Valico e intanto il finanziamento preelettorale è passato prima dai mille milioni di euro ai novecento e qualche settimana fa ai cinquecento.

Mi chiedo se, oltre a osannare il papi contaballe e godereccio, le onorevoli escort e i tanti avvocati che popolano i nostro Parlamento si documentano sulla reale situazione economica italiana.

Ad esempio se hanno colto, oltre ai record nei mondiali di nuoto, anche i record che stiamo accumulando nella crisi economica.

Considerato l’argomento principe di questo sito, mi chiedo se sanno che nel mese di giugno il porto di Genova ha battuto ogni record precedente. Rispetto alle fatue previsioni diffuse fra un aperitivo e un panino dei vari buffet dei convegni (1992 il traffico dei container a Genova aumenterà ogni anno del 12% - 2006 il traffico aumenterà del 14-16%), nel mese di maggio eravamo giunti a un incredibile risultato negativo, ossia il meno 20%.

Mentre ci vogliono convincere che la crisi è acqua passata (a casa mia non è certo così!) a giugno sono stati movimentati 123.803 container che, rispetto ai 162.324 dello stesso mese dello scorso anno, indicano un tonfo pauroso del meno 23,7%.

Se il ritmo è questo, moltiplicando per due i dati del semestre, alla fine dell’anno saranno un milione e mezzo i container genovesi, assai lontani dalla saturazione delle attuali linee prevista anni fa per il 2012 con 4 milioni di teu.

Il dato desolante è che non ci sono più soldi (anche perché l’evasione galoppa in modo sfrenato), non c’è lavoro e traffico, non c’è alcuna analisi oggettiva della situazione (la definerei meglio come ignoranza crassa), non c’è alcuna attenzione per ciò che serve realmente alla comunità.

Meglio sarebbe definirla come volontà di favorire gli interessi di alcuni privati che hanno e continuano tuttora a finanziare i partiti di governo e i maneggioni che, dribblando con leggi ad hoc l’intervento della magistratura, hanno concesso e promesso favori speciali.