Ho volutamente atteso che si concludesse la vicenda Viareggio (dico si concludesse non perchè si sono svolti i funerali delle vittime, ma perchè penso che tutto tornerà come prima) per commentare brevemente l'ennesimo annuncio di Luigi Grillo, il quale quindici giorni fa rilasciava interviste a destra e a manca sostenendo che "è sulla linea di partenza l'avvio dei cantieri per la realizzazione delle grandi opere in Liguria". Il senatore Luigi Grillo del Pdl, presidente della commissione infrastrutture in Senato, ha accolto con ottimismo le decisioni prese dal Cipe riguardo i fondi per la partenza dei cantieri. I lavori, dice Grillo, sono immediatamente cantierabili anche grazie al contributo del Governo nazionale che ha stanziato 500 milioni di euro per l'avvio del Terzo Valico. "Le risorse messe a disposizione per l'alta velocità Genova-Milano - ha dichiarato Grillo - sono l'ulteriore dimostrazione di quanto stia a cuore al governo Berlusconi il futuro sviluppo della Liguria, in particolare dei suoi assi ferroviari strategici". "Una struttura fondamentale, quella prevista in Liguria, per migliorare il sistema dei porti liguri e far diventare la Liguria la porta d'ingresso in Europa per i traffici marittimi provenienti dal lontano Est India, Cina e Giappone". "E c'è anche il via libera- ha concluso il senatore - della Corte dei Conti".
A parte che 'sto Grillo salta sempre fuori tempo e sostenere che Berlusconi è attento al sistema ferrovie proprio qualche giorno prima di Viareggio farebbe sganasciare dalle risate se non ci fosse di mezzo la terribile tragedia delle persone arse vive.
Per di più pare che sia assai di bocca buona e manda giù tutto: sei mesi fa i milioni erano mille, qualche giorno dopo 900, ora si sono ridotti a 500 (neppure la decima parte del necessario). E poi da dove ha tratto la notizia che la Corte dei conti ha dato il via libera?. La Corte dei conti approva opere che, tra l'altro, abbiano intera copertura finanziaria o costituiscano un tassello completo con l'obiettivo, di per se stesso, di soddisfare un'utenza precisa. Ciò non sussiste nella boutade "vi do 500 milioni e vedremo cosa farne".
Detto questo mi pare efficace il commento di Anna Donati al colpevole disastro di Viareggio e ve lo propongo.
Imparare dalla tragedia.
Dopo il grave incidente ferroviario di Viareggio, una riflessione sul futuro delle ferrovie italiane.
di Anna Donati
Il grave incidente ferroviario di Viareggio con il suo carico di morti e feriti, a distanza di una settimana da quello tra Bologna e Firenze, indica che il trasporto merci delle ferrovie ha gravi e seri problemi ed a nulla serve nasconderli.
Noi ambientalisti vogliamo lo sviluppo del trasporto ferroviario, che mantenga il suo primato di trasporto sicuro e sostenibile ma per fare questo servono investimenti, nuovo materiale rotabile, tecnologie, personale formato e qualificato, sistemi di gestione e controllo finalizzati alla sicurezza.
Certamente dovremo aspettare un accertamento rigoroso delle cause che hanno prodotto questo grave incidente, ma già le prime motivazioni sul carro a cui ha ceduto il carrello, affittato da una società viennese che non si sente responsabile della gestione del mezzo e delle sostanze trasportate, le responsabilità ancora non chiare dellazienda per il trasporto GPL o le motivazioni dellAD Moretti sul fatto che il carro non era di FS e che i macchinisti non hanno fatto errori, fanno già intravedere una catena logistica di responsabilità che evidentemente non ha funzionato e che aveva delle falle nel sistema di controllo e verifica delle varie fasi.
Un sistema inefficiente che i sindacati avevano già denunciato, evidentemente sottovalutati. Ci aspettiamo anche che la neonata Agenzia Nazionale per la sicurezza ferroviaria, batta un colpo e faccia sentire la sua voce indipendente.
In questo triste giorno anche in Governo Berlusconi è costretto ad occuparsi di ferrovie e trasporto merci, mentre normalmente latita.
Non ha mai discusso ed approvato il Piano di impresa dellazienda FS, non ha mai adottato una direttiva sui compiti e la strategia dellazienda ferroviaria per il prossimo quinquennio, manca di una politica dei trasporti mentre si procede solo con aiuti allautotrasporto, rilancio di nuove autostrade, pezzi inutili di Alta velocità come la Milano-Genova ed il ponte sullo Stretto.
Dopo aver speso 40 miliardi di euro per lAlta Velocità e nuove tecnologie di segnalamento, adesso che potremmo ottenere il miglioramento del trasporto pendolari e del trasporto merci, mancano le risorse per completare i nodi metropolitani, per comprare i treni per i pendolari (sei miliardi) o i nuovi carri merci (1,3 mld) come quantifica il Piano dImpresa 2007/2011 di FS. Nuovi servizi ai pendolari e sviluppo del trasporto merci, perché non si vive solo di alta velocità, dovrebbe essere la missione delle ferrovie italiane nel prossimo decennio.
Imparare da questa tragedia ed onorare i morti significa anche questo.
1 luglio 2009