11 motivi per il no

Mentre Luigi Grillo, presidente della Commissione lavori al Senato il 24 aprile fa l’ennesimo annuncio di avvio fra breve dei lavori per il Terzo Valico (“Il Consiglio dei ministri nel reperire fondi per gli interventi in Abruzzo non ha toccato la cifra disponibile per il Terzo Valico”), giungono i dati di marzo del porto di Genova, comunicati dall’Autorità del porto, e quindi questi sono i dati complessivi del primo trimestre 2009:

Containers 377.291 ossia il – 3,7% rispetto al primo trimestre 2008
Navi arrivate 1466, il -5,2 % rispetto al 2008
Totale merci in tonnellate 11.935.448, ossia il 14,1% in meno rispetto ai primi tre mesi del 2008
Se l’andamento sarà questo, nel giro di due anni i containers saranno il 7,9% in meno rispetto al 2007;
le navi il 10% netto in meno e il tonnellaggio delle merci il 19,9% in meno
Altro che il 12 – 13% di crescita annuale come prevedono i signori del Co.Civ!

Di seguito un volantino aggiornato sulla questione Terzo Valico al fine di fornire materiale per eventuali volantini o dibattiti

LA GRANDE OPERA del TERZO VALICO
è grande solo per quanto riguarda
LA TRUFFA, L’INUTILITÀ, LA FALSITÀ

La storia del Terzo Valico nasce nel 1991 affidando senza alcun appalto i lavori ad una serie di imprese che finiranno poi nelle maglie di Mani pulite. Per dichiarazione degli stessi dirigenti venne subito pagato il 4% della cifra complessiva a personaggi vari e a partiti. Un meccanismo creato da Cirino Pomicino per far pagare tutto allo Stato, affidare grosse cifre a privati senza alcun rischio e così alimentare il finanziamento occulto ai partiti.
Le premesse assurde di allora erano: 55.000 passeggeri al giorno sul percorso Genova-Milano e viceversa (in realtà 1.800), 60 % del costo complessivo pagato dalle imprese e dalle banche private (mai tirato fuori un lirino!) per ridurre i tempi di percorrenza (10-15 minuti) e per superare la saturazione delle linee (in realtà sature solo nelle percorrenze intermedie dei pendolari, per i quali tutto è peggiorato). Successivamente è stato tirato in ballo il trasporto merci e i collegamenti Genova-Rotterdam.
Su questi argomenti abbiamo prodotto molti studi dimostrando che non serve un Terzo Valico poiché ce ne sono già ben cinque da ammodernare, che le merci in nessuna parte del mondo viaggiano con l’Alta Velocità, che a Rotterdam si arriva molto meglio con le navi e che il quantitativo di merci è ben lontano dalla saturazione tanto che i treni merci vengono soppressi e che nelle ore notturne sono ben pochi i vagoni che viaggiano.
Rifare l’intera storia del succedersi di panzane, di voltafaccia, di impudenti dichiarazioni, di false partenze dei lavori (ne abbiamo contate ben 37) sarebbe cosa troppo lunga: Il dato triste è che le nostre proposte alternative non sono mai state valutate e addirittura, mai, ripeto mai, ai circa 500 convegni “superpatinati” e “rinfrescati” è stata data agli ambientalisti la possibilità di intervenire.
Di conseguenza nulla è stato fatto, a parte due buchetti da 110 miliardi di lire bloccati dalla Magistratura; i costi da 3200 miliardi di lire per 127 chilometri sono passati all’equivalente di 10.200 miliardi di lire per metà tratta (da Genova a Tortona).
Nulla o quasi nulla è stato fatto sui cinque percorsi esistenti, nulla per migliorare e velocizzare le percorrenze dei pendolari, nulla per trasferire una quota del 90% dei container su gomma al trasporto merci sui binari (in netta riduzione).
Ma veniamo a una sintesi estrema, limitandoci ad elencare in 11 punti il perché dell’opposizione dell’AFA (Associazione Amici delle Ferrovie e dell’Ambiente) e di tante associazioni ambientaliste o gruppi giovanili.

11 ragionevoli motivi per dire NO al TERZO VALICO

Tesi errata n.1

SENZA LA GENOVA-TORTONA MANCHEREBBERO I COLLEGAMENTI
FRA LIGURIA - PIANURA PADANA E NORD EUROPA

In realtà i collegamenti con la Liguria sono abbondanti, sia tramite autostrade che strade statali e linee ferroviarie.
In particolare alle spalle della Liguria vi sono
- due linee ferroviarie dei Giovi passeggeri e merci a doppio binario,
- una linea ferroviaria Voltri-Ovada ad unico binario ma con già disponibile il sedime per il raddoppio
(ricordiamo che il secondo binario venne smantellato dai tedeschi durante la Seconda guerra mondiale),
- La Pontremolese che raccoglie il materiale del porto di La Spezia e lo trasferisce verso nord evitando l’imbuto del retroterra genovese,
- La Savona - Alessandria – Torino che ha la stessa funzione della Pontremolese per quanto riguarda il porto di Savona.

Tesi errata n.2

LE LINEE FERROVIARIE ESISTENTI SONO SATURE

In realtà le attuali tre linee che partono da Genova-Voltri sono ampiamente sottoutilizzate. Nelle ore notturne, per lunghi periodi non transita un treno. I passeggeri che percorrono l'intera tratta Genova-Milano e viceversa, secondo i dati ufficiali (a nostro avviso in eccesso) non superano i quattromila. La potenzialità attuale, con una serie di piccoli interventi di ammodernamento e razionalizzazione, è di ulteriori 180 treni. Secondo lo studio Zambrini l'unico tratto con eventuali rallentamenti può essere la Tortona-Voghera, in comune fra la Milano-Genova e la Torino-Bologna. In questo caso basterebbe un terzo binario dotato di blocco automatico banalizzato per aumentarne notevolmente le potenzialità.
E il flusso delle merci - previsto nel 1996 da chi voleva l'opera in crescita esponenziale e previsto per il 2005 a quota 5 milioni di teu tanto da provocare la saturazione dei due valichi dei Giovi - è invece sceso sempre più, tanto che nel 2008 risultava (dati dell’Autorità portuale) a quota 1.766.000 container, con un calo del 4,8% rispetto all’anno precedente. Calo che ora continua e viaggia sul meno 5-6 % rispetto al 2008.

Tesi errata n.3

IL TERZO VALICO È INDISPENSABILE
AL RILANCIO ECONOMICO DELLA LIGURIA

In realtà è vero il contrario. Togliendo risorse (e tutto denaro pubblico) alla ricerca, all'innovazione e al risanamento dell'industria in crisi profonda, e soprattutto al raddoppio delle altre linee essenziali, come la Pontremolese, la Voltri-Alessandria e la Genova-Ventimiglia, il Terzo Valico non apporterà alcun vantaggio, anzi… Per Genova il problema fondamentale è il nodo ferroviario che va quadruplicato e che non decolla mai.
Si diceva la stessa cosa per la Voltri-Borzoli, un'opera dall'impatto ambientale disastroso che ha tolto la visibilità del mare agli abitanti di Voltri, Pra e Palmaro e Pegli. Il "mostro" di cemento vede ora il transito di due treni merci al giorno fatti venire da Savona per fare il giro sino a Ovada e Alessandria e ciò con lo scopo dichiarato di non far arrugginire i binari nuovi intaccati dalla salseside. Duecento miliardi di lire spesi, con successivo incredibile commento: "Ci siamo sbagliati, …non serviva”.

Tesi errata n.4

IL TAV TOGLIERÀ I TIR DALLE AUTOSTRADE

In realtà, tanto per cominciare, i 7-10 anni di cantiere necessari a costruire il Terzo Valico porteranno sulle strade della valle Scrivia e dell'Alessandrino qualcosa come 500 camion al giorno (e alla notte) per il trasporto del materiale di scavo dai tunnel ai luoghi di stoccaggio. Con grande aumento di inquinanti e polveri. Finita la apocalittica fase di cantiere e realizzata la “Grande Opera”, chi ci dice che le merci passeranno dall'autostrada alla nuova ferrovia?
Attualmente il rapporto merci su ferrovia e merci su Tir è di 8 a 92.
Ora, visto che i contenitori sbarcati a Genova nel 2008 sono 1.766.000 e che il 40% di questi viene o reimbarcato per altri porti o va verso est e verso ovest ne rimangono 1.059.600.
Di questi solo l’8% va sui treni, ma arrotondiamo al 10% e quindi solo 105.960 container all'anno finiscono su rotaia. Ammesso che si raggiunga il super eccellente risultato di passare dall'8% al 30% che tutti ci auguriamo, si arriverà a 317.880 container all'anno (come tra l’altro ha confermato il sindaco di Genova, Marta Vincenzi).
Insomma si vorrebbero spendere, sacrificando interventi assai più utili sia nel settore ferroviario, che nell’ambiente, che nella messa a norma degli edifici, oltre 5 miliardi di euro tirando in ballo, come sempre, dati fasulli: nel nostro caso 5 milioni di teu anziché i più che ottimistici 318.000 reali.

Tesi errata n.5

CHI PROTESTA È EGOISTA E NON PENSA AGLI INTERESSI DELL'ITALIA

In realtà basterebbe percorrere la valle Scrivia da Tortona a Serravalle-Arquata e poi scendere dall'altra parte verso Genova per capire immediatamente quanto i circa 100.000 abitanti di queste zone abbiano già subito a livello di infrastrutture: autostrade, aree logistiche, giganteschi centri commerciali, oleodotti, raffinerie, industrie a rischio, elettrodotti. Una cementificazione selvaggia, indifferente alla tutela ambientale e addirittura priva di ogni decenza. E poi, parliamoci chiaro: qui non si tratta di interessi nazionali o chiamateli come volete. L'Alta Velocità è stata progettata come la grande truffa del secolo, con finti finanziatori, con finte necessità, con finti appalti e con un aspetto assai concreto: le unghie rapaci delle lobbie economico-politiche che l'hanno inventata. Si vadano a tal fine a leggere i verbali di Mani pulite, degli interrogatori Necci e il libro del giudice Imposimato. Vittime di questi interessi "superiori" sono il territorio da saccheggiare, i suoi abitanti e chi realmente ha necessità di un sistema ferroviario degno di un paese civile, sistema ferroviario che non è certo quello che abbiamo sotto gli occhi oggi e ciò anche per colpa del drenaggio di risorse economiche operato dall'Alta velocità e da coloro che ci vengono a sgridare (o a manganellare) perché non siamo capaci di sacrificarci per il progresso (il loro) e per un futuro radioso (sempre il loro).

Tesi errata n.6

IL TERZO VALICO PORTA LAVORO AL BASSO PIEMONTE

In realtà come già sta succedendo per tutte le infrastrutture in corso, si tratterebbe di lavoro precario. Inoltre le ditte appaltatrici si porterebbero tecnici e operai dalla loro Regione. Per i nostri Comuni, oltre alle difficoltà di inserire cantieri con 400-500 persone in comunità addirittura più piccole, arriverebbe anche un bel problema: la mafia e l'illegalità. Si ricordi che solo per il tentato, e fallito, via tramite i cunicoli esplorativi di Voltaggio e Fracconalto era in corso un processo con un capo di imputazione pesantissimo: truffa nei confronti dello Stato, processo di cui una legge apposita ha favorito la scadenza dei termini e quindi la sospensione (non l’assoluzione!).
Inoltre, visto che si tratta di merci in transito (625 teu per posto di lavoro) e non di merci da lavorare (17 teu per posto di lavoro), ci sarà ben poco da friggere, a livello occupazionale, per gli scali di San Bovo, di Alessandria e di Rivalta, mentre le cose cambiano completamente per i proprietari delle aree logistiche più attrezzate.

Tesi errata n.7

LA LINEA È QUASI TUTTA IN GALLERIA. CHE MALE FA?

In realtà fa malissimo!!! Il tracciato prevede una galleria di 39 km all'interno dell'Appennino. Chi ha seguito la questione della cava Cementir e dell'acquedotto della Val Lemme ricorderà gli studi che appuravano la presenza di rocce amiantifere.
Respirare fibre di amianto provoca un tumore dei polmoni (mesotelioma pleurico) che non lascia scampo e i nostri amici di Casale lo sanno bene.
Il tunnel si porta appresso tante gallerie minori, trasversali a quella principale. Si chiamano gallerie di servizio, o più simpaticamente, 'finestre'. Con altrettanti cantieri, tutti a ridosso di centri abitati. Sarà un inferno di rumore, polvere, camion avanti e indietro per le strette vie dei paesi, di giorno e di notte, per 15 anni almeno. E ancora: la perforazione di tratti montani così lunghi vicino a centri densamente abitati potrà prosciugare le falde idriche e gli acquedotti, come accaduto per le gallerie TAV del Mugello, come attestato da una recente sentenza. Ricordiamo a tal fine le preoccupazioni del Comune di Arquata che ha espresso parere contrario all'opera.
E ancora: la viabilità sarà stravolta. Verranno costruiti sovrappassi in corrispondenza di ogni cantiere. Forse queste nuove strade saranno calcolate come compensazioni all'impatto ambientale dell'opera? (per averne una vaga idea, farsi un giro sull'autostrada Torino-Milano osservando i guasti della tratta TAV Torino-Novara).

Tesi errata n.8

L'OPERA FA BENE ALL'ECONOMIA,
PERCHÉ METTE IN MOTO CAPITALI PRIVATI

In realtà il costo stimato di oltre 5 miliardi di euro è tutto a carico della collettività. Tutto denaro pubblico, ma affidato a privati, secondo la diabolica invenzione del general contractor. Garantisce lo Stato Italiano. Nessun privato ci metterà un euro, soprattutto dopo l'esperienza del tunnel sotto la
Manica che ha mandato in fallimento chi ne aveva acquistato i bond. I tantissimi soldi che servono a quest'opera verranno tolti alle linee ferroviarie esistenti (già disastrate), a ospedali, scuole, e a tutti i servizi di pubblica utilità, e allo sviluppo delle energie rinnovabili destinate a sostituire il petrolio. E ancora: è già previsto che la nuova linea ferroviaria avrà altissimi costi di gestione e che sarà in perdita per decine e decine di anni. Gli stessi caporioni delle Ferrovie dichiarano che ci sarà da leccarsi le dita se verrà recuperato il 15 per cento dei costi sostenuti. Ma di questo non gliene frega alcunché a nessuno. Tanto paghiamo noi.

Tesi errata n.9

CHI E' CONTRO IL TERZO VALICO È CONTRO IL PROGRESSO

Citiamone due fra tanti. Così dice l'on. Luigi Grillo, quello dei fori pilota, dei terreni incendiati da edificare, delle telefonatine amorose ai coniugi Fazio, ora, ahinoi!, presidente della Commissione lavori al Senato. E con lui "l'animalista" (visto che vede ovunque asini raglianti, maiali, cani) Palenzona del quale non accettiamo le troppo tardive e stranamente motivate scuse.
In realtà è vero il contrario. Il progresso non deve essere confuso con la crescita infinita. Il territorio italiano è piccolo e sovrappopolato, le risorse naturali (acqua, suolo agricolo, foreste, minerali) sono limitate, l'inquinamento e i rifiuti aumentano
Progresso vuol dire comprendere che esistono limiti fisici alla nostra smania di costruire e di trasformare la faccia del pianeta. Progresso vuol dire ottimizzare, rendere più efficiente e durevole ciò che già esiste, tagliare il superfluo e investire in crescita intellettuale e culturale più che materiale, utilizzare più il cervello dei muscoli. Il TAV rappresenta l'esatto contrario di questa impostazione, è un progetto vecchio e ormai anacronistico, che prevede una crescita infinita nel volume del trasporto merci (che poi saranno i rifiuti di domani), privilegia come valore solo la velocità e la quantità, ignora la qualità, ovvero se e perché bisogna trasportare qualcosa.

Tesi errata numero 10

LA TAV VELOCIZZA GLI SPOSTAMENTI DI MERCI E UOMINI

Gli studi di Erasmo Venosi (Per decenni ha lavorato per le Ferrovie in qualità di Tecnico altamente specializzato. É laureato in Fisica ed è un esperto di impatto ambientale), a riguardo, escludono che vi possano essere delle significative differenze tra un Milano-Verona linea tradizionale e un Milano-Verona linea ad Alta Velocità. Idem per la Milano-Genova. Il guadagno effettivo sarebbe di pochi minuti. La tratta, non potendosi sviluppare su un rettilineo uniforme, si dipana, invece, attraverso la congiunzione di piccoli segmenti e tratti curvilinei. La struttura del tracciato impedisce un’accelerazione regolare e un innalzamento significativo della velocità media del treno. Depotenziata, dunque, l’idea-forza del guadagno di tempo riferita allo spostamento degli uomini e delle merci, la TAV rappresenta un mistero intorno a quelli che dovrebbero essere i presunti benefici per il benessere delle Comunità e per lo “sviluppo dell’economia” Checché ne dicano i fondamentalisti del liberismo economico, è tutt’altro che dimostrato che, ad un aumento di velocità di spostamento di uomini e merci, corrisponda necessariamente un aumento di benessere per le Comunità in cui questi fenomeni si realizzano).
I pendolari e gli utenti di Trenitalia, invece, più modestamente, si accontenterebbero che i treni su cui giornalmente viaggiano siano più puliti e più coerenti con gli orari prestabiliti. Di faraoniche e fantastiche scemenze come la TAV, inutili per la collettività e UTILI per Lunardi, per l’Impregilo e per la FIAT, ne fanno volentieri a meno.

Tesi errata numero 11

IL TERZO VALICO (54 KM. DI CUI 39 IN GALLERIA) FRA VOLTRI E TORTONA
RILANCERÀ IL PORTO DI GENOVA

Esistono già cinque valichi ferroviari fra la Liguria e la Pianura Padana, con una potenzialità residua di un milione di container annuali rispetto all’esistente (fine 2007). Nel caso di ammodernamento e potenziamento delle tre linee alle spalle di Genova diverrebbero 2 milioni e 830.000. In caso di raddoppio della Voltri - Ovada e della Pontremolese e di interventi sulla Savona -Alessandria e Torino addirittura 10 milioni.
Alla fine del 2008, come indicato la punto 4, i container del porto di Genova hanno superato di poco la cifra di 1.760.000, di cui solo 105.960 (come dimostrato al punto 4) instradati a nord sulle attuali tre linee ferroviarie alle spalle di Genova.
Ricordiamo ancora una volta che le previsioni del 1992 (primo progetto Supertreno Mi-Ge) erano per il 2005 di 5 milioni di teu, tre volte tanto (ovviamente considerando i container sbarcati a Genova tutti diretti verso Rotterdam e collocati sui binari).
Mai nessuno ha preso in considerazione le proposte alternative basate sul rafforzamento degli attuali cinque valichi e intanto si sono persi 17 anni, 300 miliardi di lire in progetti, convegni, pubblicazioni patinate "fori pilota" e mangerie varie, oltre ad annullare l'efficienza nelle linee esistenti su cui non si spende più un euro.

Forse progettualmente il Terzo Valico sarà una Grande Opera, ma Grande solo nella scala dei valori dell'Inutilità e, dal punto di vista tecnico-politico, della Falsità

A cura dell’Associazione AFA.
25 aprile 2009