Dal Secolo XIX, articolo di Bruno Viani
La strana omelia del cardinale Bagnasco che benedice il Terzo valico: così Genova può uscire dall'isolamento
È lennesima benedizione del cardinale Angelo Bagnasco al Terzo valico e (per la prima volta) alla Gronda. E arriva nel modo più inatteso, durante la messa di San Giuseppe, patrono del mondo del lavoro. L'arcivescovo di Genova invita ad agire, senza più tentennamenti. «Le leggi e le procedure vanno certamente rispettate - dice - ma senza lungaggini, vischiosità e sospetti continui che non aggiungono nulla e solo scoraggiano. Facendo perdere tempo, occasioni, risorse».
Bagnasco interviene nel modo più solenne, dall'altare della cattedrale di San Lorenzo.
L'omelia è dedicata al lavoro che non c'è, alla crisi di fronte alla quale è necessario «deporre le armi dei conflitti più o meno manifesti, dei veti, delle rivalità». E l'unica risposta possibile è la riscoperta del lavoro vero.
Tutto questo, nella ricetta del cardinale, deve essere collegato strettamente alla ricerca, all'alta tecnologia, all'industria, ai servizi.
Come dire: l'hi tech che sposa la fabbrica, la città del terziario che è chiamata a convivere con quelle della produzione.
E se il turismo è la vocazione recente, il fascino della cittàè dato anche dalle opere dell'uomo: «Ogni volta che torno da Roma in aereo, mi affascina scorgere Genova dall'alto con il suo porto, i cantieri navali, i cantieri prospicienti il mare, i capannoni. Questa è la prima bellezza di Genova, il biglietto di presentazione di una città viva che lavora e produce».
Il presente è oggi, però bisogna guardare oltre, nello spazio e nel tempo.
Facendosi carico di responsabilità che non sono solo quelle locali o di quartiere. E al centro del problema tornano le infrastrutture, le rotte commerciali dal porto verso il nord.
«Aprirsi oltre le colline, diventare così lo sbocco del nord verso il mare, favorire le comunicazioni interne - incalza - tutto questo significa movimento, traffico, forse qualche cambiamento e momentaneo disagio, ma è urgente rompere l'isolamento perché l'isolamento può portare
minori disturbi, una certa quiete ripetitiva. Ma certamente porta la morte».
E alludendo chiaramente all'impatto ambientale delle due grandi opere: «Se esiste un criterio per giudicare le priorità tra le scelte da fare, dobbiamo essere tutti convinti che quel criterio è il lavoro. I contorni, pur belli, non valgono la sostanza.
I bisogni di chi è senza lavoro sono immediati, la Chiesa è un avamposto sul terreno del bisogno con la sua rete delle parrocchie e dei centri di ascolto.
In prima fila ad ascoltare il cardinale, come è tradizione per la festività religiosa e civile di San Giuseppe, ci sono i rappresentanti delle istituzioni. Non c'è il sindaco, ma c'è il governatore Claudio Burlando, ci sono il presidente della Provincia Alessandro Repetto e il prefetto Annamaria Cancellieri, i vertici delle forze armate e della polizia. In ordine sparso, rappresentanti dei partiti
politici dell'opposizione.
«Sento emergere dall'anima un sogno - incalza Bagnasco - che Genova deponga le armi e viva in pace. Le armi dei conflitti più e meno manifesti, dei veti, delle rivalità. La contrapposizione paralizza, la pace è operosa. Le prove di forza disperdono energie e sfiancano la città».
Il commento di alcuni genovesi :
Queste parole mi ricordano la pubblicità della Camera di Commercio.
Abbiamo presentato fior di dati, molti esperti hanno smentito i dati forniti dai promotori di questo progetto, eppure si va avanti così, senza razionalità. Non c'è che dire, un'ottima scelta di tempo. Chi meglio di un cardinale poteva aggiungersi ai potenti che abbiamo contro? Mi meraviglio solo che l'arcivescovo non faccia cenno all'impatto devastante di queste opere sulla popolazione. Per noi non cambia nulla, andiamo avanti per la nostra strada.
Mentre tutto il mondo va verso la Green Economy, noi siamo ancora qui a discutere di una immensa colata di cemento sulla quale cala anche la benedizione del cardinale.
È sempre la stessa storia: i potenti si schierano compatti contro i più deboli. Vorrei che Bagnasco rileggesse il Vangelo, Gesù stava dalla parte degli ultimi.
In Valpolcevera ci sono almeno tre parroci che ci hanno offerto le sale delle parrocchie e hanno partecipato alle manifestazioni.
Il vero isolamento a cui è stata condannata Genova ha altre responsabilità: abbiamo denunciato dall'inizio delle discussioni che il vero scandalo è la bretella ferroviaria che potrebbe portare via un milione di teu dai porti di Pra' e Voltri. È costata 400 miliardi di vecchie lire, mancano solo 2400 metri di tracciato e dal 1999 è tutto fermo.