A Castelnuovo Scrivia il 16 marzo 2009

Verbale RIUNIONE questione TERZO VALICO

Sala degli affreschi del castello di Castelnuovo Scrivia
- Una trentina i partecipanti alla riunione operativa per impostare il da farsi dopo la decisione governativa di stanziare un miliardo di euro per avviare i lavori del Terzo Valico.
- Inizia Brunetti con una sintetica analisi degli ultimi fatti, a cominciare con quanto emerso oggi, ma già intuito un anno fa; ossia la forte presenza della ‘ndrangheta calabrese nei lavori della TAV Torino- Milano, sia sul monopolio della movimentazione terra che su molti altri appalti. Se vi ricordate il presidente Formigoni, quando Di Pietro denunciò questa situazione, replicò negando tutto e, indignato, giurò che ogni operazione era sotto controllo dello Stato e della Regione.
I treni dei pendolari hanno raggiunto livelli di inefficienza paurosi, vengono addirittura fermati per far passare i treni privilegiati.
Il nuovo collegamento fra Voltri e i valichi dei Giovi, promesso da tempo, è stato addirittura annullato.
-Suggerisce di preparare dei testi contenenti le nostre critiche e soprattutto le alternative che proponiamo da anni. Questi articoli, da cui emerge che siamo quelli che vogliono opere realmente utili e non quelli che si oppongono a qualsiasi opera, devono apparire sui giornali locali.
- Poi organizzare assemblee sulle problematiche specifiche del territorio. Potrebbero essere quattro: Serravalle-Arquata; Novi-Pozzolo; Tortona-Rivalta - Val Polcevera.
L’esperienza insegna che premere sui politici amministratori serve a nulla e quindi lasciamo perdere i sindaci o i presidenti della Provincia e della Regione, tutti sull’attenti quando si parla di Terzo Valico e pronti a baciare la mano a Vossia.
In futuro, per riunioni analoghe di coordinamento, è disponibile una saletta presso il Centro anziani in via Monte di Pietà a Novi, al centro del percorso piemontese del Terzo Valico.
Per assemblee rivolte ai cittadini occorre trovare sale capienti, tipo il Dopolavoro ferroviario di Novi.
- Materiale di documentazione ce n’è a iosa, prodotto dal 1992 al 2006 e successivamente sullo specifico delle situazioni di difficoltà emerse con l’ultimo progetto (non ancora esecutivo): traffico camion, rumore, polveri, inaridimento falde, pozzi distrutti (come quello di Arquata), gigantesche cave di prelievo e di deposito smarino, rischio amianto, impatto su flora, fauna e sulle piccole comunità dell’Appennino e su territori in pianura, già brutalizzati da una insensata politica di cementificazione fagocitante tutti i terreni agricoli.
- Interviene Stefano Lenzi del WWF nazionale. Tutti questi miliardi di euro non sono reali e vengono spostati da una parte all’altra, aumentati o ridotti a seconda dell’immagine giornaliera che si vuole offrire. Non è ben chiaro da dove salterà fuori questo miliardo (anzi l’ultima notizia lo dà in ribasso a 900 milioni), anche perché le due delibere del Cipe, quella di dicembre e quella del 6 marzo sono piuttosto evanescenti. In passato abbiamo presentato ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato che non hanno avuto esito alcuno, anche perché questi organismi sono, al vertice della piramide, in linea con chi gestisce il potere politico. Buoni esiti invece hanno ottenuto le nostre memorie presentate alla Comunità europea, la quale non ha mai affermato che finanzierà una quota del Terzo Valico. Matteoli e i parlamentari liguri sostengono che il Cociv avvierà i lavori entro il 2009; ma come è possibile visto che l’unica cosa certa della decisione contenuta nella delibera CIPE è che il finanziamento riguarda il 2010 e il 2011 ?. E poi non esiste ancora il progetto esecutivo.
- Intervengono poi Flavio Speranza e Danilo Bottiroli di Tortona, Claudio Sanìta di Arquata, Franco Casagrande e Renato Milano di Novi, Tino Balduzzi di Alessandria, Lino Balza di Boscomarengo.
A parte le proposte che, per vari motivi, non sono fattibili, (quali raccogliere firme per un referendum o chiedere alla Val di Susa di darci un mano), tutti sono consapevoli che negli ultimi due anni c’è stato un calo di interesse e di impegno (rispetto alla marcia nell’aprile 2006, di duemila persone da Serravalle ad Arquata). I momenti sono cupi e non è possibile neppure agganciarsi a qualche partito, essendo le forze politiche quasi tutte , di centro sinistra o di destra, consenzienti alle grandi opere che “rilanciano l’economia, creano posti di lavoro e portano benessere” (che buffonata!)
L’accordo è sul fare queste assemblee, ma solo dopo averle ben preparate, raccogliendo la documentazione necessaria per evidenziare come dieci anni di lavori devasteranno il territorio, mineranno la salute fisica e psichica e offriranno occasioni di immigrazione disordinata e di infiltrazioni delinquenziali.
Per le prime iniziative da impostare qualcuno provveda a convocare una riunione ristretta per decidere come muoversi e suddivisioni di competenze.