In Val di Susa
Manifestazione anti Alta Velocità dopo il via libera Ue
Corteo in occasione del terzo anniversario degli scontri con la polizia a Venaus

Quando il corteo sfila pacifico di fronte alla caserma dei carabinieri di Susa, le ultime bandiere No Tav partono finalmente dalla piazza davanti alla stazione. «Siamo trentamila» gridano entusiasti gli organizzatori. Chi c’era mi ha riferito che la cifra giusta è intorno ai 12 mila che sono comunque tantissimi, per essere uno zoccolo duro.
La manifestazione indetta in occasione del terzo anniversario della battaglia di Venaus (nel 2005 la polizia si scontrò con i No Tav di fronte al cantiere) dimostra quanto sia ancora radicata l´opposizione al supertreno in val di Susa. Nonostante le mediazioni dell´Osservatorio diretto da Mario Virano e il sì dei sindaci a un piano a tappe che prevede la realizzazione della nuova ferrovia, l´ala dura del movimento è tutt´altro che isolata. «A darci una mano - dice il leader, Alberto Perino - ci hanno pensato i signori di Bruxelles che proprio venerdì hanno aperto i cordoni della borsa per far partire l´opera. Ma se vogliono cominciare a scavare devono sapere che ci troveranno qui».
Al corteo partecipa anche un migliaio di persone arrivate da ogni parte d´Italia: ci sono, tra gli altri, i No Dal Molin di Vicenza e il movimento toscano contro i rigassificatori. In testa sfilano i ragazzi delle scuole («L´onda anomala è l´unica che va ad alta velocità»).
Manca gran parte dei sindaci della valle contro i quali, anzi, la protesta è diretta. «La loro proposta di realizzare la linea a tappe - dice Perino - è solo un modo camuffato per fare il Tav». Così in segno di scherno sfilano falsi sindaci con la fascia tricolore che annunciano nuovi programmi elettorali: «Vino nelle fontane di tutti i paesi della valle».
Tra i primi cittadini veri c´è il sindaco di Bussoleno, Giuseppe Joannas, esponente di Rifondazione.
La riuscita della manifestazione non è un segnale da sottovalutare per chi in questi mesi ha tentato la strada della mediazione. «In ogni caso - dice il presidente della Comunità montana, Antonio Ferrentino - la grande partecipazione dimostra come la popolazione della valle voglia contare nelle scelte che riguardano i nostri paesi. Continueremo a lavorare nell´Osservatorio, a patto naturalmente che vengano rispettati gli impegni presi».
Anche Mario Virano conferma che «il lavoro dell´Osservatorio prosegue» ed elogia «il carattere pacifico della protesta». La prima verifica si avrà mercoledì quando l´Osservatorio dovrà affrontare il nodo delicato del progetto preliminare del tracciato. La seconda verifica ci sarà a giugno quando gran parte dei paesi andrà al voto. Il movimento No Tav promette battaglia: «Presenteremo liste civiche in tutti i comuni».

La protesta durerà tre giorni, perché in tanti hanno scelto di trascorrere il ponte dell’Immacolata partecipando a una serie di manifestazioni contro la Tav proprio all’indomani del via libera dell’Unione Europea. Ieri a Susa, domenica alle 17 si svolgerà una assemblea popolare dei Comitati No tav e lunedì sarà la volta di un dibattito che effettua un parallelo tra quanto accaduto a Venaus nel 2005 e quanto successo a Genova nel 2001, due episodi che hanno visto duri scontri tra cittadini e forze dell’ordine.
Al dibattito parteciperanno Claudio Novaro, avvocato di parte civile nel processo di Genova per i fatti della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto e l’avvocato Gianluca Vitale, difensore delle parti lese nei processi di Genova e della Valle di Susa.
“Da mesi ormai le dichiarazioni di ministri e politici a favore della nuova linea Torino-Lione sono all’ordine del giorno – si legge nell’appello scritto per convocare la manifestazione – da chi minaccia di invadere la Valle con l’esercito, a chi vuole inviarci a breve le ruspe ‘dialogando’. Oggi manifesteremo a Susa per ribadire la nostra contrarietà a qualunque ipotesi di nuova infrastruttura ferroviaria nei nostri territori e allo sperpero del denaro pubblico in qualunque opera inutile”. Tra l’altro, dopo la tragedia di Rivoli, dove un 18enne è morto nel crollo del controsoffitto di una scuola, i No Tav chiedono che i soldi della Ue vengano usati per migliorare la sicurezza nelle scuole italiane e, per quanto si avanza, per ammodernare il nodo di Torino e far viaggiare a prezzi equi treni efficienti per i pendolari.