Ad avvio campagna elettorale fine febbraio 2008
LA QUESTIONE ALTA VELOCITÀ
Mentre la campagna elettorale infuria e sul tema delle infrastrutture pare vero che i due schieramenti si scopiazzino a tutto andare. Veltroni e DAlema inneggiano alla TAV e agli inceneritori e aggiungono che il PD sarà il partito dellambientalismo del fare. A questo punto cè da chiedersi se a del fare occorre aggiungere disastri o affari.
Dal canto suo Berlusconi è stato chiaro: lui la TAV la farà anche ricorrendo alla forza dello Stato.
1 - ALCUNI PASSAGGI DI UNA INTERVISTA A LUNARDI,
Senatore Lunardi, che mi dice del Terzo Valico?
«Che senza il collegamento rapido con Milano e poi Rotterdam, il porto di Genova morirà. E, con il porto, Genova e la Liguria. Quindi il Terzo Valico sarà la prima grande opera pubblica se andremo al governo».
Questa lho già sentita! Ricordo che avete tagliato nastri, annunciato stanziamenti, fatto decine di comunicati e di conferenze stampa per annunciare che era tutto fatto. E ora siamo al punto di partenza.
«Da parte nostra, eravamo pronti a partire. Se poi con il governo Prodi si è fermato tutto, non è colpa nostra».
Ma è da più di trentanni che sentiamo la stessa storia sullindispensabilità del Terzo Valico ed è da più di trentanni che non si fa. «Il fatto che siamo tutti convinti e decisi. E che arriveremo immediatamente alla cantierizzazione dellopera. Se si cantierizza, è tutto più facile».
E i soldi?
«I soldi sono lultimo dei problemi».
E la revoca delle concessioni per il decreto Bersani sulle liberalizzazioni?
«Uno dei primi atti del governo sarà quello di denunciare alla Corte dei Conti tutti i ministri che hanno rallentato le grandi opere, a partire da quelli che si sono opposti alla Tav».
Una leggenda metropolitana vuole che il «nemico» numero uno del Terzo Valico sia il capo delle Ferrovie Mauro Moretti. Moretti è un uomo di sinistra, ma è anche uno dei pochi che ci capisce di rete ferroviaria. Come vi comporterete in caso di vittoria?
«In passato, a mio parere, Moretti si è preso delle responsabilità che non erano sue. E questo non dovrà più accadere».
Significa che lo farete fuori?
«Significa che le scelte politiche le fa il governo. E se fare o no il Terzo Valico e come farlo è una scelta politica che spetta ai politici e non agli amministratori delegati o ai ferrovieri».
Significa che lo farete fuori?
«Significa che, stavolta, chi non si allinea è fuori».
2 - PIEMONTE E LIGURIA: "Il Terzo valico? Si può fare"
Dall'Iva per i porti ricavati i soldi per attivare i finanziamenti bancari
Piemonte e Liguria vogliono il Terzo valico e hanno deciso di utilizzare la Finanziaria 2008 che riconosce la possibilità di destinare l'extragettito Iva dellimport-export delle attività di porti e interporti per il potenziamento della rete infrastrutturale. Per il 2007 circa 250 milioni di euro, una prima cifra modesta, ma utile per attivare circuiti finanziari - senza nulla togliere all'impegno dello Stato - per coprire i costi dell'opera ritenuta strategica.
I presidenti di Liguria e Piemonte, Burlando e Bresso - che ieri a Torino hanno presieduto le rispettive giunte in seduta comune e a sera incontrato gli imprenditori torinesi - chiedono che venga approvata una norma che stabilizzi questo possibile utilizzo nel corso degli anni. Dice Burlando: «Ci serve un patto di stabilizzazione che, al di là delle maggioranze di governo, garantisca il gettito». E spiega: «C'è accordo tra Piemonte e Liguria sulla priorità rappresentata dal Terzo Valico. Ne ho parlato ieri a Roma anche col ministro Padoa Schioppa e mi auguro che la norma sia stabilizzata e che possa al più presto consentire rapporti col mondo finanziario».
E anche Bresso è d'accordo perché «quella norma è un potente volano di strumenti finanziari che servono alle infrastrutture». Su questo i due presidenti hanno firmato un'intesa strettamente collegata a quella relativa alla riorganizzazione e gestione del scalo intermodale di Alessandria, destinato a diventare, con tutta la pianura piemontese della provincia di Alessandria il retroporto di Genova. Si tratta di una sorta di condivisione «politica» della firma del vero e proprio protocollo d'intesa che avverrà nelle prossime settimane.
3 In aprile Trenitalia pronta a tagliare i treni tra Arquata e Genova
Proteste dei piccoli Comuni dell'entroterra genovese e del Piemonte
GENOVA. Proteste dei sindaci dell'entroterra e raccolte di firme tra i pendolari contro i tagli ventilati da Trenitalia nei convogli locali il prossimo aprile. Il presunto ridimensionamento legato ad una vicenda di carattere nazionale come il rinnovo dei contratti di servizio rischia di avere pesanti ripercussioni sul trasporto pubblico alle spalle della città. A quanto pare le riduzioni sarebbero tutte concentrate nelle prime ore del mattino e in tarda serata. Orari fondamentali per centinaia di pendolari che non hanno alternative e sono già molto penalizzati
4 LA SINISTRA PIEMONTESE AFFIDA A BRESSO, BORIOLI E PALENZONA OGNI DECISIONE SULLA LOGISTICA
Il disegno di legge presentato dall'assessore ai Trasporti del Piemonte, Daniele Borioli, per l'integrazione dei sistemi di trasporto e lo sviluppo della logistica regionale non è null'altro che uno stratagemma per esautorare il Consiglio regionale e arginare così la sinistra radicale sul fronte delle infrastrutture.
Il provvedimento, infatti, riconosce quale unici interlocutori per lo sviluppo del sistema logistico piemontese, Slala, presieduta da Fabrizio Palenzona, per il versante ligure-piemontese e Finpiemonte per quanto riguarda la programmazione regionale. La competente commissione consiliare ha un ruolo meramente consultivo, mentre il Consiglio regionale non viene neppure nominato.
Ciò significa che sarà solo e unicamente la giunta regionale a decidere in materia. Ciò che stupisce è il voto a favore espresso dalla sinistra radicale.