15 dic. 2007
Tre annotazioni di Renato Milano sul Terzo valico

L’AUMENTO DI TRAFFICO AL PORTO DI GENOVA

Vorrei fare sul porto un ragionamento che smentisce l’ottimismo che i dati recenti hanno sollevato fra i sostenitori del Terzo Valico. Stiamo attenti che un eccesso di ottimismo non diventi la giustificazione di qualsiasi orrore si voglia fare sul nostro territorio.
Dal 1972, da quando mastichiamo le cifre della crescita (o meglio della “mancata” crescita) del porto, di sbalzi in avanti se ne sono già visti. Anche noi abbiamo assistito a quel 18% del 1997, che poi è dipeso unicamente dall’arrivo a Genova della ditta Messina. Tuttavia, alla fine, la percentuale di crescita è sempre stata quella: ossia quasi nulla. Nell’economia politica, se osserviamo gli eventi nel lungo periodo, è così un po’ dappertutto (vedi ad esempio le borse). Un evento favorevole molto spesso trova poi una compensazione in una successione di eventi meno favorevoli, o “mitiganti”. Oppure viceversa.
Non potrebbe essere allora che la vocazione del porto di Genova è per una crescita moderata di qualità, anziché di quantità come vorrebbero i nostri amministratori?


UNA PENSATA GENIALE: AUMENTARE I PEDAGGI DEI CAMION PER PAGARE IL TERZO VALICO

Il Terzo Valico interessa solo ad alcuni governatori del Nord Italia, non interessa all’ Europa, non interessa ai porti del Centro – Sud Italia, non interessa agli interporti del Centro – Sud, interessa vagamente agli interporti padani, non interessa ai valichi alpini, non interessa alle Ferrovie né italiane né europee ………. a chi interessa non si sa : non possiamo parlare di globalizzazione delle scelte per cui l’“intervento umano” di tre governatori per quanto importanti essi siano, difficilmente potrà determinare una mutazione importante e repentina della situazione del porto.
E neppure potranno incidere in maniera determinante gli interventi di volta in volta proposti per finanziare l’ opera:
- il TV a una canna è una cazzata talmente lampante da escludere a priori ogni forma di discussione;
- l ‘extragettito del porto è irrisorio rispetto ai costi dell’ opera;
- l’ aumento del 15% delle tariffe autostradali sulla Milano-Genova e sulle autostrade liguri bisogna proporlo ai camionisti che hanno recentemente scioperato per una riduzione delle tariffe e che sono i principali utenti delle nostre autostrade.

10 MILIONI DI TEU DA GENOVA NELL’ALESSANDRINO

Allora, ancora una volta, perché non accettare l’attuale trend di crescita del porto e lavorare per migliorane la qualità, ottenendo maggior occupazione e maggior valore aggiunto da un traffico da 3 milioni di teu da destinare in parte a distripark piuttosto che da un’abbuffata da 10 milioni di teu da destinare alla rispedizione?
Infine, si rendono conto i nostri politicanti cosa significa per l’Alessandrino un interporto da 10 milioni di teu ? Un autotreno in uscita ogni 8 secondi, una coda ininterrotta di autotreni sulle autostrade alpine (dall’ interporto ai confini) con mezzi distanziati a non più di 10 metri l’uno dall’altro!!
È in questo modo che pensano di togliere i tir dalle autostrade?