UN PO’ DI CAUTELA NON GUASTA
L’U.E. NON FINANZIA IL TERZO VALICO? MAH !?
Tutti i giornali riferiscono che “Il sole 24 ore” assicura che, ormai è deciso con un paio di mesi di anticipo, l’Europa non finanzierà il Terzo Valico perchè non è una tratta transfrontaliera.
Ma questo lo sapevamo tutti ( o meglio quasi tutti...forse pochi).
Ad esempio nel documento presentato dal WWF nazionale al Governo Prodi, al Parlamento europeo, si ribadiva in premessa per ben tre volte, nei primi tre capoversi, che il Terzo Valico (Pontedecimo-Rigoroso) non collega per niente due stati confinanti.
Questo è l’avvio di una lettera inviata dal WWF a tutti i parlamentari europei
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Oggetto: candidatura italiana per la partecipazione al bando del 25 maggio 2007 per la selezione dei progetti di interesse comune delle reti transeuropee di trasporto (programma pluriennale 2007-2013), riguardante il Terzo Valico dei Giovi (Progetto prioritario n. 24 delle TEN-t) – Incompatibilità con gli Obiettivi e le Priorità del Bando
Il Terzo Valico dei Giovi (tra Liguria e Piemonte, interamente in territorio italiano) è stato inserito nel dossier delle candidature presentate dalla Repubblica italiana per il “Bando europeo per i progetti di interesse comune nel campo della rete transeuropa dei trasporti” nell’ambito del programma pluriennale di finanziamento 2007-2013 a avviso del WWF Italia del tutto impropriamente e inopportunamente come sottolineato in una nota inviata dalla associazione al Governo italiano in cui si chiedeva di rinunciare a questa scelta.
Il WWF Italia in una Lettera Aperta inviata lo scorso 10 luglio al Presidente del Consiglio Romano Prodi e ai ministri competenti chiedeva al Governo italiano che ci fosse un ripensamento rispetto alla decisione della candidatura del Terzo Valico dei Giovi annunciata nell’Allegato Infrastrutture al Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF) 2008-2012, ricordando la non utilità e la non redditività del Terzo Valico dei Giovi, inserito nell’asse ferroviario Lyon/Genova-Basel-Duisburg-Rotterdam/Antwerp (progetto prioritario n. 24 delle TEN-t)
Nella Lettera Aperta del 10 luglio, a firma del presidente onorario del WWF Italia Fulco Pratesi si chiedeva al Governo di rinunciare alla candidatura per il Bando Europeo sottolineando: “Riguardo, infine, al pacchetto di candidature che l’Italia ha intenzione di presentare in risposta al bando CE, che scade il prossimo 20 luglio, di finanziamento delle TEN-t per il periodo 2007-2013 (…) ci domandiamo come sia possibile che sia stato recuperato il progetto del Terzo Valico dei Giovi, che certo non può essere presentato come priorità nazionale e tratta transnazionale da finanziare, secondo i requisiti del Bando europeo.”
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Di conseguenza per noi era ovvio, e l’abbiamo scritto tante volte, e Stefano Lenzi ce lo ha raccontato ripetutamente, che l’Europa non poteva finanziare il Terzo Valico come tratta transfrontaliera camuffandola come Genova-Rotterdam o Shangai-New York o Genova-Kiev.
Eppure a Genova si dava per scontato che nel parlamento europeo si picchiassero per avere il privilegio di darci il 10% della cifra necessaria per l’opera.
Luigi Grillo era già arrivato a dichiarare ufficialmente di sapere per certo che la quota era lievitata al 20 per cento (probabilmente si era confuso con i soldi di Fiorani).
Detto questo invitiamo a non dare troppa importanza alla notizia del non finanziamento. In fondo, se ci fosse stato, si sarebbe trattato di un contributo più politico che economico, non superiore ai 160 milioni, ossia il 3% della spesa complessiva.
Giustamente Antonio Bruno commenta con un appello sensatissimo: “L’U.E. sta per bocciare il Terzo Valico?. Questa è una decisione importante che ci permette finalmente di affrontare l’ammodernamento del nodo ferroviario genovese. Concentriamoci ora sulle opere ferroviarie veramente utili, come, tra l’altro, il raddoppio delle linee del Ponente o l’ammodernamento della Genova.Ovada-Alessandria.
Continuare a proporre il Terzo Valico equivale a comportarsi come i giapponesi che si
sono persi nella giungla e non si sono accorti della fine della Seconda
Guerra Mondiale”.
A questi suggerimenti vorremmo aggiungere il quadruplicamento della Tortona-Voghera.
Temiamo, invece, che anzichè guardare nella direzione giusta e far funzionare al meglio i cinque valichi già esistenti, si cerchi nell’ambito dell’Unione europea, essendo la voce TRATTE TRANSFRONTALIERE COMICAMENTE IMPROPONIBILE, un’altra forma di contribuzione che in realtà si sta profilando. E nell’ambito italiano di dare finalità ben determinate, e certo non nell’interesse dell’intera collettività, al cosiddetto Extragettito, ossia a quel surplus di entrate che lo Stato potrebbe introitare rispetto all’anno precedente e assegnare alle Regioni.