Il Consiglio di Stato boccia i consorzi
Terzo Valico: annullato il contratto Cociv
Da Il sole 24 ore
Le gare Tav possono ripartire: il Governo ha infatti vinto l'appello contro i consorzi Co-civ, Cepav2 e Iricav, che avevano chiesto di sospendere l'annullamento degli appalti di progettazione delle tre tratte ad alta velocità Milano-Genova, Milano-Verona e Verona-Padova.
Il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione con cui il Tar Lazio aveva accolto le richieste dei tre consorzi. Il giudice amministrativo di secondo grado ha escluso che la norma contenuta nel decreto Bersani del gennaio 2007 (n. 7) possa recare ai consorzi «un danno irreparabile, tenuto anche conto che l'ordinanza cautelare determina un effetto (prosecuzione dei rapporti in corso) che appare essere escluso da tutte le parti, pur nelle contrapposte argomentazioni». Già le precedenti domande formulate dagli stessi consorzi in sede arbitrale - nota il Consiglio di Stato - erano infatti «dirette all'accertamento dell'inadempimento da parte della Tav e alla risoluzione delle convenzioni». Se l'obiettivo è quindi quello di incassare un indennizzo e non la realizzazione dei lavori- conclude il Consiglio di Stato - la norma del decreto legge Bersani che annulla i contratti non reca alcun danno irreparabile ai Consorzi che potranno farsi valere semmai nei giudizi di merito. Il Consiglio di Stato non entra quindi nel merito della norma, ma sembra semmai considerare strumentale la richiesta dei consorzi di far rivivere gli appalti dopo che era già scattata la corsa all'incasso degli indennizzi. L'ordinanza ricorda per altro che spetterebbe alla Corte costituzionale l'eventuale «sindacato sulla ragionevolezza delle leggi provvedimento» e che la propria decisione di appello non riguarda e non interrompe il procedimento di valutazione rimesso alla Corte di Giustizia Ue dallo stesso Tar Lazio. Il Consiglio di Stato conferma inoltre che l'oggetto dei contratti in essere con i consorzi è limitato alla sola progettazione delle tratte, «dipendendo la realizzazione delle tratte dalla stipula (non avvenuta) degli atti integrativi».
Fin qui la vicenda giudiziaria.
Quella politica segna l'esultanza di Pierluigi Bersani, che nel 2001 prima e nel 2006 poi aveva riproposto l'azzeramento dei contratti Tav. «Questa sentenza - ha detto ieri il ministro per lo Sviluppo economico -ripristina totalmente la funzionalità della norma che abbiamo introdotto e ci mette in condizione di fare finalmente la gara per la Tav ». Questo -ha aggiun-to Bersani - «non significherà in nessun modo un rallentamen-to dei tempi ma anzi credo che in questa prospettiva questa novità ci farà risparmiare tempo e molto denaro».
Più sobria la reazione di Antonio Di Pietro, che, dopo la decisione del Tar Lazio, aveva lanciato una mediazione con i consorzi finalizzata all'accelerazione delle progettazioni e all'apertura dei cantieri, proponendo anche la soppressione in Finanziaria della norma contenuta nel decreto Bersani.
Di Pietro, quasi a rammentare la ragionevolezza della sua ipotesi di mediazione, ha detto di augurarsi che «nel frattempo non intervenga una decisione contraria da parte della Corte di Giustizia europea, o addirittura da parte degli stessi giudici amministrativi italiani, allorché dovranno decidere nel merito».
Continua la telenovela incentrata sul Terzo Valico con protagonisti a gogò.
55.000 passeggeri o 6 milioni di teu?, Gobba alessandrina o tutto diritto?, 60% pagano i privati o paga tutto lo Stato?, Se non si può fare tutta facciamone almeno metà?, Inaugurare vuol dire avviare un cantiere o prendere per il culo la gente?, Luigi Grillo, il recordman delle facce di tolla?, Cosè il Cociv e di chi è?, Verso Milano, verso Kiev, verso Rivalta, verso Rotterdam?.
La quartultima puntata era intitolata: Via il Cociv, si riparte da zero, la terzultima: Il TAR Lazio Il Cociv è bravo e quindi lasciamo lui, la penultima: Di Pietro Il Cociv è un birichino, ma accordiamoci con lui. lultima: il Consiglio di Stato Bersani ha ragione a voler rifare gli appalti, a meno che la Comunità europea...
Insomma un bel guazzabuglio!
-Nel frattempo abbiamo sentito dire da Chiamparino e Prodi che lEuropa scucirà i soldi; ma Agnoletto e la Frassoni sostengono che si sono bevuti il cervello.
-Qualcun altro sostiene che prossimamente su questi schermi appariranno 10 milioni di teu provenienti da Shangai e transiteranno da Genova e Rotterdam per poi finire a New York. In tal modo si accorcerà un filino il percorso Shangai New York via oceano Pacifico. A onor del vero i fautori sostengono che non è indispensabile avere subito il Terzo Valico.
-Su tutti i giornali è apparsa la notizia che con la Finanziaria prossima ventura il Terzo Valico si farà con i soldi di (pensate a Carige, Berneschi, Confindustria, Gavio? poveri illusi!)... di un certo Extragettito.
E chi è?
Ce lo siamo fatto spiegare
LExtragettito altro non è che la differenza fra quanto un porto
ha raccolto per conto dell´erario da un anno all´altro. Maggiori traffici
equivalgono a maggiori tasse raccolte e girate a Roma.
La differenza viene
data alle Regioni che possono quindi accendere mutui necessari per la
realizzazione dell´opera.
Così, con questa sorta di rata del mutuo, si
possono far partire i lavori.
Sì avete capito bene, il porto di Genova non paga più le tasse, le trasferisce alla Regione Liguria e questa, anzichè utilizzarle per il raddoppio delle ferrovie del Ponente e della Pontremolese, per il nodo di Genova, per lammodernamento della VoltriOvada, le finalizzerà per fare un buco da Genova a Rigoroso.
E noi continuiamo a dichiarare e dimostrare che anche i 10 milioni di teu cinesi ci starebbero sulle linee attuali con una spesa irrisoria rispetto ai 5 miliardi di euro. Ma a lor signori non gliene frega nulla, vogliono il loro giocattolino e non importa se non funzionerà o si romperà subito dopo; tanto la soddisfazione di averla avuta vinta ( e di godere dei profitti) cè stata.
E se le cose non funzioneranno ci sarà sempre disponibile la solita tattica, quella di dare la colpa agli ambientalisti e alla sinistra radicale che ostacolano il progresso.