Settembre 2007
TERZO VALICO: Cociv al Tar, il Governo ricorre
Il governo difende Bersani,
Di Pietro rema contro
di Giampiero Carbone
Sempre più intricata la vicenda del Terzo Valico. Dopo i cittadini anche il Cociv, il consorzio di aziende che nel 1992 aveva ottenuto l'appalto dell'opera da 5 miliardi di euro a trattativa privata, si rivolge alla giustizia amministrativa, trascinando anche il governo.
A luglio, insieme ad altri consorzi. per altre tratte Alta Velocità (Milano-Verona e Verona-Padova), si è rivolto al Tar del Lazio per chiedere l'annullamento del decreto Bersani sulle liberalizzazioni, il quale prevede la revoca delle concessioni a Cociv per indire invece una gara d'appalto, come da anni chiede l'Unione Europea. Un provvedimento che consentirebbe un notevole risparmio alle casse statali, al contrario della situazione attuale, dove il cosiddetto generaI contractor (Cociv per il Terzo Valico) ha tutto l'interesse a spendere il più possibile (in quindici anni i costi del programma originario dell'Alta Velocità sono cresciuti di oltre il 500%, da 13 miliardi di euro del 1991 ai 64 miliardi di euro del 2007). Il Terzo Valico nel 1992 costava 3.000 miliardi di lire, ora 10.000 per un percorso pari alla metà.
Il Tar del Lazio ha disposto la sospensione dell'efficacia del decreto, rinviando la questione alla Corte di Giustizia europea per verificare la possibile incompatibilità dei provvedimenti governativi con le norme europee. I tempi per la sentenza dei giudici di Lussemburgo sono di circa un anno e mezzo, un periodo nel quale il governo non potrà indire le nuove gare d'appalto per far ripartire i lavori. Perciò il governo ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sospensiva del Tar. Da fissare l'udienza.
Sorprende il ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro, che ha dichiarato, secondo Il Giornale, l'intenzione di voler aprire "una finestra temporale per discutere con i generaI contractor un ripristino dei vecchi contratti". Le imprese rinuncerebbero a ricorsi e arbitrati, con una riduzione di costi e tempi e l'affidamento alle gare la maggior parte delle opere (si ipotizza nella bozza il 60%), così da rispettare lo spirito del decreto Bersani. Di Pietro intenderebbe inserire un capitolo di spesa di 3 miliardi in finanziaria per l'Alta Velocità.
Stefano Lenzi del Wwf: "Il ricorso del Governo al Consiglio di Stato è un atto dovuto per difendere un suo decreto. Resta da capire quale sia l'orientamento dell'esecutivo, con Di Pietro che va in tutt'altra direzione. Mi chiedo se agisca per conto del Governo o meno".