IL WWF SCRIVE ALL’EUROPA
“Il Terzo Valico non è un obiettivo né una priorità”

Due settimane fa dicevamo che a Rigoroso era stato deciso di preparare un documento in varie lingue e firmato da tutte le associazioni che avevano aderito alla marcia Serravalle-Arquata. Tale documento dovrà essere inoltrato a tutti i consiglieri europei.
Intanto, per cominciare e preparare il terreno a quanto avverrà in ottobre, il WWF nazionale ha inviato la seguente lettera.

Alla Direzione Generale per l’energia e i trasporti della Comunità Europea

p.c. Al presidente della CE
Al Commissario ai Trasporti
Al Commissario all’Ambiente

Ai membri delle Commissioni del Parlamento Europeo
Trasporti; Ambiente; Petizioni

Oggetto: candidatura italiana per la partecipazione al bando del 25 maggio 2007 per la selezione dei progetti di interesse comune delle reti transeuropee di trasporto (programma pluriennale 2007-2013), riguardante il Terzo Valico dei Giovi (Progetto prioritario n. 24 delle TEN-t) – Incompatibilità con gli Obiettivi e le Priorità del Bando

Il Terzo Valico dei Giovi (tra Liguria e Piemonte, interamente in territorio italiano) è stato inserito nel dossier delle candidature presentate dalla Repubblica italiana per il “Bando europeo per i progetti di interesse comune nel campo della rete transeuropa dei trasporti” nell’ambito del programma pluriennale di finanziamento 2007-2013 a avviso del WWF Italia del tutto impropriamente e inopportunamente come sottolineato in una nota inviata dalla associazione al Governo italiano in cui si chiedeva di rinunciare a questa scelta.

Il WWF Italia in una Lettera Aperta inviata lo scorso 10 luglio al Presidente del Consiglio Romano Prodi e ai ministri competenti chiedeva al Governo italiano che ci fosse un ripensamento rispetto alla decisione della candidatura del Terzo Valico dei Giovi annunciata nell’Allegato Infrastrutture al Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF) 2008-2012, ricordando la non utilità e la non redditività del Terzo Valico dei Giovi, inserito nell’asse ferroviario Lyon/Genova-Basel-Duisburg-Rotterdam/Antwerp (progetto prioritario n. 24 delle TEN-t)

Nella Lettera Aperta del 10 luglio, a firma del presidente onorario del WWF Italia Fulco Pratesi si chiedeva al Governo di rinunciare alla candidatura per il Bando Europeo sottolineando: “Riguardo, infine, al pacchetto di candidature che l’Italia ha intenzione di presentare in risposta al bando CE, che scade il prossimo 20 luglio, di finanziamento delle TEN-t per il periodo 2007-2013 (…) ci domandiamo come sia possibile che sia stato recuperato il progetto del Terzo Valico dei Giovi, che certo non può essere presentato come priorità nazionale e tratta transnazionale da finanziare, secondo i requisiti del Bando europeo.”

Nella nota del WWF Italia del 10 luglio scorso si ricordava al Governo italiano che: “Come dichiarato nell’Allegato Infrastrutture al DPEF 2008-2012, nel descrivere la candidatura italiana al Bando della Commissione Europea, per il Terzo Valico dei Giovi si vogliono spendere sulla base del progetto Co.Civ. avallato da Italferr, 5 miliardi di euro, per un opera di soli 54 km (39 km dei quali in galleria), ricompresa in un intervento che nel 1992 stimava di destinare alla realizzazione dell’intera tratta tra Genova e Milano (127 km) 3.200 miliardi di Lire.”

A questo si aggiunga che il Governo italiano ha revocato con la Legge 2 aprile 2007 n. 40 le concessioni tra TAV SpA e FS SpA e le convenzioni tra TAV SpA e i GC, proprio per evitare di affrontare spese eccessive e ingiustificate, che non hanno paragoni in Europa, per coprire i costi di realizzazione delle tratte ferroviarie dell’Alta Velocità/Alta Capacità (AV/AC) imposti dai General Contractor, convenzionati con Treni ad Alta Velocità (TAV) SpA, sulla base della concessione tra FS SpA e la stessa TAV SpA, e porre a gara europea i progetti i cui lavori non erano ancora iniziati (tra cui il Terzo Valico dei Giovi inserito nella tratta ad AV/AC Milano-Genova).

Nella citata Legge 40/2207 si precisa, in difesa dell’interesse pubblico, che lo Stato italiano pagherà “i soli costi effettivamente sostenuti e adeguatamente documentati” (art. 8-septiesdecies) che siano compatibili con l’interesse pubblico (art. 8-duodevicies).

Invece, con l’Allegato Infrastrutture al DPEF 2008-2012, il Governo italiano ha annunciato di voler presentare per la candidatura per il Bando europeo proprio il progetto elaborato, dal costo di 5 miliardi di euro, elaborato dal General Contractor Co.Civ.. Di conseguenza, nella Lettera Aperta scritta dal WWF Italia il 10 luglio scorso sulla scelta che ha portato alla candidatura del Terzo Valico dei Giovi da parte del Governo italiano, si commentava: “Oggi, invece, si presenta un intervento su meno della metà della tratta prevista originariamente per un ammontare di esattamente 5 miliardi e 186 milioni di euro (i 4.867 milioni di euro frutto degli adeguamenti monetari, più i 319 milioni di euro per le opere connesse), pari a 96 milioni di euro a km (…), destinati ad un’infrastruttura che non è sostenuta da alcuno studio di fattibilità finanziaria e di cui è stata dimostrata la non redditività. Infatti, è dal giugno 2004 che si sa che il Terzo Valico dei Giovi non è redditizio.”

A questo ultimo proposito il WWF Italia ricorda che nel Piano finanziario di fattibilità redatto da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) SpA e da Infrastrutture SpA (ISPA) – società poi abolita dopo i rilievi di Eurostat e della Commissione Europea - , reso noto nel maggio 2004, emergeva che “il canone di per il pagamento degli interessi e la restituzione del capitale – che sarà versato da RFI a ISPA dal 2012, anno di entrata in esercizio, al 2042 – sarà coperto solo per il 15% dei ricavi di mercato, cioè dalla vendita delle tracce dei treni per gli operatori ferroviari; per i restante 85% dovranno intervenire di anno in anno, le casse del Tesoro”.

Le indiscrezioni sul Piano finanziario del Terzo Valico dei Giovi venivano pubblicate da “Edilizia e Territorio”, settimanale de “Il Sole 24 Ore” (il maggiore quotidiano economico italiano) che rivelava a pag. 10 del numero 31 maggio/5 giugno 2004 come anche l’obiettivo del 15% di copertura del canone di restituzione per il Terzo Valico dei Giovi non sia scontato. Il settimanale economico riferiva: “Il Ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, ha firmato un’intesa con il Governatore ligure, Biasotti che impegna la Regione Liguria e l’Autorità Portuale di Genova ad acquistare tracce da RFI per un certo numero di treni aggiuntivi. Anche grazie a questi treni – in parte merci, in parte passeggeri regionali – si arriva ad un incasso di RFI capace di coprire il 15% del canone di restituzione”;

Infatti, c’è da ricordare che tutte le analisi costi-benefici dal punto di vista economico, dimostrano come il Terzo Valico dei Giovi non è necessario in quanto i dati di traffico non giustificano la sua realizzazione. Tutti gli studi sui traffici del Porto di Genova portano alla stessa conclusione: nella migliore delle ipotesi si ha una crescita costante dei traffici dell’ 1.5%. La crescita in quattro anni, dalla fine del 2002 (quando i teus movimentati sono stati 1.518.000), alla fine del 2006 (ove se ne presumono non più di 1.610.000 teus) è di circa 92.000 teus. Si tratta, in percentuale, di una crescita inferiore all’ 1,5% annuo, che ci porterebbe, alla data prevista di ultimazione del Terzo Valico, fra 7 anni (al 2014) a quasi 1.787.000 teus. C’è da sottolineare che queste stime sono ottimistiche.

Se si considerano poi gli indici di crescita del Porto di Genova nel lungo periodo si ha la conferma della stagnazione dei traffici portuali. Nel Porto di Genova negli ultimi 33 anni (dal 1970 al 2002), si è avuta una crescita complessiva pari al 3,52%, ossia dello 0,11% all’anno: infatti nel 1970 il Porto di Genova movimentava 51.051.000 tonnellate di merce, mentre nel 2002, fra alterne vicende, venivano movimentate 52.848.000 tonnellate (con un incremento in 33 anni di 1.797.000 tonnellate di merce).

Si deve anche ricordare, e sono valutazioni prudenziali, che le tre linee già esistenti al servizio del Porto di Voltri (infatti, Il Terzo Valico dei Giovi sarebbe in realtà il quarto valico al servizio del porto di Genova), in via di potenziamento e adeguamento, potrebbero assorbire da sole senza interventi 2.830.000 teus (interventi sulle due linee dei Giovi e pieno utilizzo della Voltri-Ovada-Alessandria) e, con interventi di potenziamento, sino a 4.500.000 teus (raddoppio della linea ferroviaria Voltri-Ovada-Alessandria).

Se a questi si aggiungono gli interventi di potenziamento sulla linea ferroviaria Parma-La Spezia (previsti tra l’altro nella Legge Finanziaria 2007) e il pieno sfruttamento della linea ferroviaria Savona-Torino, potremmo ottenere un’ulteriore capacità al servizio dei porti liguri, di oltre 2 milioni di teus.

Nonostante lo studio ufficiale citato sulla fattibilità finanziaria del Terzo Valico dei Giovi, come anche i dati sul traffico merci generato dal Porto di Genova, siano ben noti al Governo italiano, è stato lo stesso presentata dalle autorità italiane anche questa candidatura.

Di conseguenza, il WWF Italia è costretto a rivolgersi alla Commissione Europea, sottolineando come il progetto del Terzo Valico dei Giovi proposto dalla Repubblica italiana (visti gli elevatissimi costi di realizzazione, l’incertezza delle stime di traffico ipotizzate e i conseguenti pesanti oneri economico-finanziari a carico dello Stato italiano) non potrebbe mai soddisfare i requisiti previsti dal Bando europeo sulla Solidità della copertura finanziaria e sulle Ripercussioni socio-economiche, che consentono di superare eventuali ostacoli finanziari garantendo la qualità della candidatura.

Infine, il WWF Italia osserva che, comunque, prima ancora di prendere in considerazione i requisiti previsti dal Bando, il progetto del Terzo Valico dei Giovi non corrisponde agli Obiettivi e alle priorità” individuati al Punto 3 del Bando della Commissione Europea che prevede possano essere candidati i progetti ad alto valore aggiunto delle sezioni transfrontaliere o dei colli di bottiglia.

Il WWF Italia chiede, quindi alla Direzione Generale per l’energia e i trasporti della Commissione Europea di valutare se la candidatura presentata dalla repubblica italiana corrisponda agli obiettivi, alle priorità e ai criteri individuati dal Bando europeo.

Con i migliori saluti,

Enzo Venin – presidente WWF Italia