12 luglio 2007
Torna il terzo valico, spariscono i privati

Riportiamo qualche notizia, ripresa dai giornali, in merito al convegno di lunedì 9 luglio a Genova, Convegno che ha visto l’unanimità di tutti i presenti, anche perché la proposta era quella di far tirare fuori i soldi dal Governo (nessun rappresentante), dalle Ferrovie (nessun tecnico o dirigente), dall’Europa (ci pensa la Vincenzi con le sue vecchie amicizie) e, questa è una novità, con i soldi dei Comuni (c’erano gli amministratori, ma non i cittadini che li hanno eletti).
Guarda caso, sparita completamente la voce PRIVATI e BANCHE.

“C'erano praticamente tutti, ieri, a palazzo Tursi, nel salone di Rappresentanza per ribadire che il Terzo Valico s'ha da fare. C'erano gli assessori ai Trasporti liguri e piemontesi, c'era la sindaco Marta Vincenzi, c'era il presidente della Provincia di Alessandria Filippi e anche i senatori Luigi Grillo (Forza Italia) e Graziano Mazzarello (Ulivo) da sempre strenui sostenitori di una nuova infrastruttura Genova-Milano per l'alta velocità. C'era Marco Bisagno, presidente Assindustria Genova, Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio del capoluogo, e c'erano i rappresentanti delle associazioni « La Maona » e «100% per Genova e la Liguria », che hanno organizzato il convegno.
A non esserci, invece, l'amministratore delegato delle Ferrovie Moretti, e nessun esponente del governo: nessuno dei ministeri Ambiente, Infrastrutture, Economia, Trasporti. Insomma nessuno tra quelli che, in modo e forma diversa, il Terzo Valico, di recente, l'ha nuovamente affossato. Forse per questo ieri erano tutti d'accordo. Di più: ieri, erano tutti insieme a esultare per la ricomparsa del Terzo Valico tra le infrastrutture prioritarie indicate nel Dpef, come il Waterfront e il tunnel sotto il porto. Mazzarello, sornione, non si sorprende: «Il Terzo Valico è sempre stato tra le opere prioritarie ed è indicato sulla carta del Dpef con la stessa priorità della Torino Lione e del Valico del Brennero». Di fatto però, se come ha ricordato Giovanni Grimaldi, il Terzo Valico a metà giugno non rientrava tra le 50 opere indicate dal governo per la richiesta di finanziamenti comunitari, ora dicono che nella richiesta formale del prossimo 20 luglio ci sarà.
Il senatore Grillo dice che è cosa buona, anche se puntualizza, che «a differenze di altre opere non si dice come il governo intende finanziarlo», mentre l'assessore Regionale ai Trasporti Luigi Merlo ammette che solo ora «il Terzo Valico rientra in modo sostanziale tra i corridori europei indicati dai documenti del governo, ma ora bisogna far sì che questo successo abbia un riscontro a livello comunitario e in Finanziaria».

Lunedì 16 luglio Marta Vincenzi e Di Pietro saranno a Bruxelles a caldeggiare l’inserimento del Terzo Valico nelle opere che l’Europa deve finanziare, pena la fine del mondo.
Il Terzo Valico è già stato inserito nel DpeF fra le opere prioritarie. Probabilmente lo sarà anche il 20 luglio nella comunicazione del Governo Prodi alla CE.
Non siamo a conoscenza di proteste vibrate da parte di chicchessia (partiti, associazioni, uomini politici, blog, movimenti vari)
Unico documento che abbiamo visto, segnalatoci da Stefano Lenzi, è questa lettera inviata dal WWF, a firma di Fulco Pratesi, al Governo Prodi, lettera estremamente critica sulla scelta delle infrastrutture da realizzare (certamente con sentito plauso da parte di Lunardi e Luigi grillo) e che riprendiamo per un decimo, riportando la parte relativa al Terzo valico.

Al Presidente del Consiglio prof. Romano Prodi
Al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio prof. Fabio Gobbo

p.c. Al Ministro per lo sviluppo economico On. Pierluigi Bersani
Al Ministro dei trasporti Prof. Alessandro Bianchi
Al Ministro delle infrastrutture On. Antonio Di Pietro
Al ministro dei beni e delle attività culturali On. Francesco Rutelli
Al Ministro dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare On. Alfonso Pecoraro Scanio
Ai membri della Commissioni parlamentari competenti
Roma, 10 luglio 2007
Prot. DG526/07-SLcp

Oggetto: lettera aperta sull'Allegato Infrastrutture 2008-2012 al DPEF 2008-2011
Egregio Presidente,
…..
Riguardo, infine, al pacchetto di candidature che l'Italia ha intenzione di presentare in risposta al bando CE, che scade il prossimo 20 luglio, di finanziamento delle TEN-t per il periodo 2007-2013, riservandoci di inviare in altro momento al Governo le nostre considerazioni sul reale stato di maturazione dei progetti sulle tratte transnazionali e nazionali della Torino-Lione e del Brennero, ci domandiamo come sia possibile che sia stato recuperato il progetto del Terzo Valico dei Giovi, che certo non può essere presentato come priorità nazionale e tratta transnazionale da finanziare, secondo i requisiti del Bando europeo.

Come dichiarato nell'Allegato Infrastrutture, nel descrivere la candidatura italiana al Bando CE, per il Terzo Valico dei Giovi si vogliono spendere sulla base del progetto Co.Civ. avallato da Italferr, oltre 5 miliardi di euro, per un opera di soli 54 km (39 km dei quali in  galleria), ricompresa in un intervento che nel 1992 stimava di destinare alla realizzazione dell'intera tratta tra Genova e Milano (127 km) 3.100 miliardi di Lire.

Oggi, invece, si presenta un intervento su meno della metà della tratta prevista originariamente per un ammontare di esattamente 5 miliardi e 186 milioni di euro (i 4.867 milioni di euro frutto degli adeguamenti monetari, più i 319 milioni di euro per le opere connesse), pari a 96 milioni di euro a km (altro che i circa 13 spagnoli o i 16 francesi!), destinati ad un'infrastruttura che non è sostenuta da alcuno studio di fattibilità finanziaria e di cui è stata dimostrata la non redditività. Infatti, è dal giugno 2004 che si sa che il Terzo Valico dei Giovi non è redditizio e che il canone per il pagamento degli interessi e la restituzione del capitale, come ha confermato uno studio RFI/ISPA, sarà coperto solo per il 15% dai ricavi di mercato, cioè dalla vendita delle tracce dei treni per gli operatori ferroviari; per il restante 85% dovranno intervenire di anno in anno, le casse del Tesoro.

Ma tant'è, non sono bastate le resistenze iniziali dello stesso ministro delle infrastrutture Di Pietro alle pressioni locali e le reiterate dichiarazioni dell'amministratore delegato delle FS SpA Moretti che del Terzo Valico dei Giovi non vuole sentire nemmeno parlare: il Governo, da quello che si deduce dall'Allegato Infrastrutture, sembra intenzionato a produrre la candidatura di questa opera alla CE, senza che ci sia alcun valido presupposto.
Citiamo la questione del Terzo Valico dei Giovi come un caso esemplare di come siano state compiute le scelte nell'Allegato Infrastrutture 2008-2012 al DPEF 2008-2011.

Possiamo solo sperare che il Governo si ponga finalmente il problema della finitezza delle risorse economiche e ambientali del Paese e che corregga sostanzialmente la rotta individuando un programma di poche nuove opere prioritarie da realizzare per rispondere alla reale domanda di mobilità del Paese (che si sviluppa per oltre l'80% sul breve e medio raggio) e alle esigenze di potenziare il trasporto merci su ferro, indirizzando la quota maggiore delle risorse all'adeguamento e potenziamento della rete stradale ferroviaria esistente. Anche se c'è da disperare, visto che questo è il secondo Allegato Infrastrutture della nuova legislatura.

Possiamo solo chiedere al Parlamento di aiutare il Governo a correggere il percorso individuato nell'Allegato Infrastrutture 2008-2012, che legittima ancora una volta strategie dispersive e dissipative delle risorse economiche ed ambientali del Paese, di cui è sinceramente difficile cogliere la razionalità.
Con i migliori saluti,
Fulco Pratesi
Presidente Onorario del WWF Italia