OGGI STURANO

Oggi, a Genova, palazzo Tursi, passerella di banchieri, presidenti di qualcosa, industriali, politici, lobbisti e contorno di trafficoni vari per il grande annuncio: STURATO IL TERZO VALICO !
Mai participio passato fu più congeniale al soggetto!
Si stura un lavandino ostruito da porcherie varie, si stura una fogna, si crea un condotto infilando le mani in una poltiglia putrida.
Il termine è parto del signor Berneschi, capo della Carige e del giornalista che lo ha intervistato per IL LAVORO, il “superobiettivo” Manzitti, figlio dell’ideatore del Cociv.
Intervista che vi consiglio di andarvi a leggere perché è il concentrato di tutti gli slogan fasulli sul Terzo Valico e in controluce vi si leggono gli interessi da furbettini degli imprenditori e finanzieri genovesi.
Bellissimo quel “E noi della Carige non vogliamo essere i primi della classe, ci mettano pure in ultima fila…”, dopo aver strombazzato per mesi che le banche e i privati avrebbero pagato tutto di tasca loro.
Nell’intervista si legge di aree che varranno cinque volte di più, di depositi bancari che affluiranno da Milano a Genova ad alta velocità: c’è da chiedersi cosa c’entra tutto questo con il rilancio delle Ferrovie.
Ci sarebbe tanto da dire sulla moltitudine di dichiarazioni di questi giorni, a cominciare dal contrasto fra quanto detto da Tononi e poi da quell’enigma che è Di Pietro (ora adorato dagli ammassapalanche genovesi).
Una sola riflessione, dedicata a Piero Angelo (su Superquark faceva dell’ironia sui Nimby e sui Banana che non sanno fare proposte alternative) e a Curzio Maltese (gli ambientalisti e quelli della NO TAV non amano le ferrovie).

È FALSO!

Noi sosteniamo che occorre togliere ogni privilegio accumulato in questi decenni a favore del trasporto su gomma, trasferire ogni sussidio verso chi utilizza il trasporto su binari, passare dal rapporto 8% su ferrovia-92% su strada ad almeno un 50% a 50%.
Investire sulla TAV non è solo disastroso, inutile e costoso: vuol dire, come dimostra la realtà, che verranno a mancare i soldi per quello che effettivamente è prioritario; rendere efficiente, moderna e veloce la rete attuale. Nel caso specifico del “Sesto” Valico, se si sprecano 5 miliardi per sturare un buco di troppo, mancheranno i soldi per il raddoppio della Genova – Ventimiglia, per il raddoppio della Tortona-Voghera, per il nodo di Genova, per l’utilizzo ottimale della Voltri-Ovada, e per le tante piccole opere di razionalizzazione che da almeno dodici anni suggeriamo come alternative, assai meno costose, più utili, con un impatto ambientale ridotto quasi a zero.

Come allegato a questa considerazione eccovi l’ultimo documento prodotto dall’AFA in data 7 luglio 2007.

TERZO VALICO
DUE MOTIVAZIONI TECNICHE FASULLE
E QUAL È IL REALE TORNACONTO

di Renato Milano

L’ unica possibile giustificazione del Terzo Valico si basa su due assunti:
- l’ enorme crescita del traffico portuale;
- la saturazione degli attuali 5 valichi esistenti.

Sul primo assunto, LA CRESCITA , possiamo verificare quanto segue.

- I sostenitori del Terzo Valico hanno sempre, clamorosamente, sbagliato, fino ad oggi, ogni tipo di previsione . A cavallo delle prime due bocciature dei progetti di T.V. (1994 – 1998) da più fonti politiche si sosteneva che a fine 2005 il porto di Genova avrebbe fatto oltre 5 milioni di teu. Noi, cercando di attenerci alla migliore crescita degli ultimi anni avevamo stimato poco oltre i 2.100.000 teu. Alla realtà dei fatti il porto a fine 2005 ha movimentato meno di 1.630.000 teu. Ancora oggi si ricorre a previsioni che fanno stimare il bulimico traguardo dei 5.000.000 Teus sull’unica direttrice Genova-Milano al 2015.

- Tutte le analisi serie dei traffici portuali per ipotizzarne la crescita portano alla stessa conclusione: la migliore ipotesi si basa su una crescita costante dell’ 1.5%.
Leggiamo da una nostra pubblicazione del 2005 quanto segue.
<< La crescita di questi ultimi 4 anni, rilevata dalla fine del 2002 (quando i teu movimentati sono stati 1.518.000), alla fine del 2005 (ove se ne presumono non più di 1.610.000 ) è di circa 92.000 contenitori. Si tratta, in percentuale, di una crescita inferiore all’ l’ 1,5% annuo, che ci porterebbe, alla data prevista di ultimazione del Terzo Valico, fra 7 anni (al 2012) a quasi di 1.787.000 contenitori. Naturalmente, le nostre stime abbondano in prudenza, perché se avessimo tracciato il trend dei traffici su un grafico cartesiano, avremmo oggi una linea in discesa >>
Sia Co.Civ. che Italferr S.p.A. hanno indicato l’azzardato traguardo al 2015 di 5.000.000 di TEU (che sarebbero invece 1.868.000 all’ attuale trend), ossia hanno stimato una crescita dei traffici portuali che da oggi deve attestarsi sul 12/13% annuo, sulla base di valori elaborati dall’Autorità Portuale di Genova e contestati dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito della procedura di V.I.A. sul nuovo Piano Regolatore Portuale.
Ma se l’andamento si attestasse sugli indici di crescita degli ultimi 33 anni (dal 1970 al 2002), forse i 5 milioni di contenitori si raggiungeranno fra qualche secolo.
Infatti nel 1970 il porto di Genova movimentava 51.051.000 tonnellate di merce, nel 2002, fra alterne vicende, ne movimentava 52.848.000. La differenza di 1.797.000 significa una crescita complessiva in 33 anni pari al 3,52%, ossia lo 0,11% all’anno.

- Nell’ anno 2006, la crescita del traffici di teu del porto (da novembre a novembre) è stata del 2,4% e non è sufficiente a compensare la decrescita del 2005 dovuta per lo più a fattori tecnici e che avrebbe dovuto registrare un recupero nel 2006.
Ossia, con i dati di questi ultimi due anni il trend di crescita non è più dell’ 1,5%, ma inferiore: quindi si registra un ulteriore calo di incremento.
Di questo passo, e considerando una crescita costante, il Terzo Valico potrebbe essere necessario fra oltre un secolo.
Pur riconoscendo che i primi 5 mesi del 2007 sono stati favorevoli ad una crescita sostenuta dei traffici (9,4% come progressivo nel numero di teu movimentati), è meglio attendere un pò di tempo prima di formulare trend positivi ottimistici, come nel 1997, quando la Messina , trasferendo le sue banchine da La Spezia a Genova aveva incrementato i traffici del porto del 18 %, scatenando l’ enfasi di gloria dei politici e della loro servitù mediatica.
A fine 2007 il porto, se mantiene la crescita avuta fino a maggio , movimenterà 58.460.000 tonnellate di merce. Se calcoliamo la percentuale di crescita dal 2002, otteniamo circa il 2% annuo. Siamo ancora ben lontani dalle ipotesi del 12/13% !

Anche sul 2° assunto, quello della SATURAZIONE, abbiamo qualche cosa da dire.

-
Abbiamo ricordato all’inizio che l’Autorità Portuale prevedeva al 2015 un traguardo di 5 milioni di Teus per giustificare la costruzione del cosiddetto Terzo Valico.

Ora si deve ricordare, e sono valutazioni prudenziali, che le tre linee esistenti al servizio del Porto di Voltri, in via di potenziamento e adeguamento, potrebbero assorbire da sole senza interventi consistenti, solo con la banalizzazione delle due linee dei Giovi e con l’ utilizzo della Voltri-Ovada-Alessandria, ancora 2.830.000 teu.

Con il raddoppio della Voltri-Ovada-Alessandria oltre 4.500.000 teu.

-
Le altre linee di valico al servizio della Liguria, dei porti di Savona e La Spezia , della Tirrenica e della direttrice Est – Ovest (dal transito di Ventimiglia a La Spezia , sono le seguenti.
a) La Savona-S .Giuseppe di Cairo – Torino o Alessandria.
Sicuramente da fare è il raddoppio del tratto di 20 chilometri fra Ceva e San Giuseppe di Cairo. Si potenzierebbe un valico importante al servizio del porto di Savona, creando un' alternativa su Torino. Inoltre la linea interconnette a S. Giuseppe di Cairo con la Acqui-Alessandria che permette l' istradamento dei treni sulla Novara-Domodossola-Sempione. Pertanto non è da trascurare la sua importanza per il porto di Savona in quanto la Savona S.Giuseppe di Cairo svolge un servizio su due importanti direttrici di traffico internazionale: la Torino-Modane e l' Alessandria-Novara-Domodossola - Sempione.
Data la scarsa lunghezza delle tratte in salita, una doppia trazione (se ci fossero locomotori e personale disponibile) potrebbe raddoppiare le portate e, considerando un peso lordo medio per carro di 50 tonnellate, consentire il transito a treni composti da 15 - 23 carri (45 - 69 contenitori per 400 - 600 tonnellate di merce che in un anno fanno da 450.000 a 700.000 teu

b) la Parma-La Spezia , meglio conosciuta come Pontremolese è indubbiamente la miglior linea, la più breve e la meno critica (in quanto non è coinvolta nè tratte congestionate nè in grandi nodi ferroviari ) per i traffici tra il porto di La Spezia e la Tirrenica con i valichi del Brennero e del Nord Est e con gli importanti interporti del Nord-Ovest.
Se adeguata e potenziata, consentirebbe di ottenere un incremento delle tracce pari a 150 t/g (1.400.000 Teu all’ anno).
L’ inserimento della Pontremolese avviene nella Mediopadana (che vergognosamente è ancora a semplice binario e solo in parte elettrificata) con itinerario Torino – Chivasso – Casale – Alessandria – Voghera – Piacenza – Cremona – Mantova – Monselice – Padova – Mestre, oppure con itinerario Milano – Cotogno - Mantova – Monselice – Padova.
Se a questi itinerari aggiungiamo la nuovissima e sottoutilizzata Pontebbana (Tarvisio – Vienna), abbiamo ottenuto il “Corridoio Cinque”, belle pronto , sostenbile finanziariamente, socialmente e ambientalmente.

Quindi, con semplici interventi di ammodernamento sulle linee dei Giovi (2.450.000 Teus) sulla Voltri-Ovada-Alessandria (500.000) e sulla Pontemolese (1.450.000 Teus) già oggi potremmo avere un incremento dei traffici merci pari a 4.350.000 Teus.

Pertanto, se anche fosse valida la stima di 5 milioni di teu al 2015, considerando che il 60% viaggia verso nord, avremmo 3 milioni di teu contro una potenzialità residua di 4.350.000. Ma questo nell’ ipotesi che tutti viaggino su ferro (neanche più un teu su gomma) !

Se invece vogliamo darne alla ferrovia il 50% (stima ottimistica, ma un po’ più reale), 1.500.000 teu a fronte di 4.350.000 di potenzialità residua consentono, ad un tasso di crescita irreale (13/14%) l’ uso delle linee esistenti fino al 2025 /2030. Tuttavia, siccome come affermano ISTAT ed Eurosat, la crescita dei trasporti dovrebbe attestarsi ad un livello inferiore al PIL (meno del 2% - e rieccoci al nostro 1,5%), abbiamo tempo tutto il secolo prima di parlare di Terzo (Sesto) Valico.

IL REALE TORNACONTO

Sappiamo benissimo quanti e quali interessi abbiano alimentato il Terzo Valico o si siano inseriti cammin facendo.
Fra questi, ben presenti sin dall’inizio, quelli di Marcellino Gavio che già nel 1991 aveva la quota del 25% con l’ITINERA, cresciuta con l’acquisto della GRASSETTO, poi ceduta alla IMPREGILO e poi riacquisita impossessandosi dell’impresa (il tutto guadagnandoci sopra profumatamente)
Per quanto riguarda Gavio è intuibile il suo scopo di farsi costruire una linea che porti i container del porto di Genova dentro il suoi magazzini di Rivalta, per poterli caricare agevolmente e rapidamente sui tir della sua compagnia di trasporto. Ovvero, i soldi pubblici spesi per il Terzo Valico avrebbero lo scopo di agevolare le operazioni di carico/scarico di Gavio che, nel porto, impiegherebbero troppi tempi morti di attesa.
Forse la linea libererebbe 50 Km di autostrada dai tir, ma finirebbe per poi metterne ancora di più nelle centinaia (o migliaia ) di chilometri che rimangono alla destinazione finale!
Non è che succederà la stessa cosa con questa smania di interporti nell’Alessandrino?
Renato Milano