ENTRO IL 20 LUGLIO 2007 SI SAPRÀ
SE IL TERZO VALICO SARÀ IN LISTA

L’Ue ha approvato i finanziamenti per le reti transeuropee di trasporto: la disponibilità finanziaria per il periodo 2007-2013 è di 8 miliardi.
Entro il 20 luglio il governo italiano dovrà presentare non solo una proposta definitiva per la Tav, ma dovrà anche dimostrare di aver ottenuto tutte le approvazioni necessarie dagli enti locali e dagli organismi territoriali.
In Italia, quindi, da oggi parte il conto alla rovescia per la Tav in Val Susa, per la Tav verso Venezia e per la TAV Terzo Valico.
Dove sono i soldi? Altro che discussioni sul tesoretto! Prodi per finanziare la Tav dovrebbe tagliare di 16 miliardi le spese sociali.
Ipotesi incompatibile con un governo di centrosinistra, a meno che non abbia scelto di suicidarsi.
Il costo complessivo dei 30 progetti finora selezionati in sede europea è stimato in circa 250 miliardi di euro, ma la disponibilità finanziaria per il periodo 2007-2013 è di soli 8 miliardi. Il Parlamento europeo dovrà quindi individuare delle priorità che potranno comunque essere finanziate in modo estremamente limitato. Anche nella migliore delle ipotesi alla TAV in Italia, qualora fosse tra i progetti selezionati, non sarebbe comunque destinata una cifra superiore ad 1 miliardo.
L'unica alternativa possibile è quella da sempre sostenuta dai comitati antiTAV: nessun tunnel ma solo il potenziamento delle linee ferroviarie attuali. Una proposta ampiamente in grado di soddisfare la prevista crescita del trasporto su rotaie, senza danneggiare l'ambiente. L'unica proposta che consente di ottenere un finanziamento dignitoso dall'Europa, di abbattere del 90% i costi a carico dello Stato italiano, di soddisfare le valutazioni d'impatto ambientale previste dall'UE. Un progetto in linea con il programma elettorale dell'Unione che non parlava di Tav ma di progetti fondati sul consenso delle popolazioni.
Ci aspettano due mesi decisivi nei quali sarà importante mantenere una forte capacità di mobilitazione.

Il Piemonte insiste sul Terzo Valico: "fondamentale"

Subito è scattato l’accorato apppello degli assessori ai Trasporti di Piemonte e Liguria, Daniele Borioli e Luigi Merlo, rivolto al Governo Prodi affinché i lavori per il collegamento ferroviario, all’interno dello sviluppo dei corridoi europei, non siano vani: “ Roma, non dimenticarti del Terzo Valico”. Il Terzo Valico è stato definito da Borioli di valenza fondamentale per lo sviluppo di tutta l’Italia.
Da qui alla fine di luglio, infatti, il governo italiano dovrà decidere che cosa fare della TAV. L’Unione Europea, infatti, ha stabilito criteri e regole per la spartizione dei finanziamenti europei, approvati a larghissima maggioranza dall’europarlamento.
Nessuno, fino ad ora da Roma, ha menzionato il Terzo Valico. Da qui la preoccupazione di rimanere senza fondi: "In ogni modo – concludono gli assessori – la fluidificazione del traffico delle merci tra porto e retroporto è una grande questione che va affrontata radicalmente se vogliamo davvero rendere competitivi i porti dell’alto Mediterraneo occidentale”

RESISTERE ANCORA 56 GIORNI E LA TAV NON SI FARÀ

Strasburgo, 23 maggio 2007 - «Da oggi parte il conto alla rovescia. Ancora uno sforzo e avremo vinto: la Tav non si farà! Infatti entro il 20 luglio il governo italiano dovrà presentare una proposta definitiva per la Tav, – ha dichiarato Vittorio Agnoletto alla conclusione del voto con il quale il Parlamento Europeo ha approvato i finanziamenti per le reti transeuropee di trasporto.
Nelle prossime settimane tutte le lobbies dei costruttori e dei pro TAV entreranno in azione . Ad esempio oggi sul Secolo XIX è apparso il seguente articolo, titolato
Il futuro di Genova? Sul treno per Rotterdam
“Il 20 luglio capiremo se si realizzerà il Corridoio 24 Genova-Rotterdam, l'unica infrastruttura (ferroviaria) scelta dall'Unione eropea che consentirebbe a Genova di svolgere un ruolo strategico nella logistica internazionale, oppure se, per ritardi e inadeguatezze, Genova dovrà ripensare il suo futuro.
Il problema del Corridoio 24 non è né giuridico né tecnico: è davvero un problema di futuro della città e di responsabilità, quindi politico. A causa della crisi di identità e di legittimazione della politica nazionale e locale (che negli ultimi cinque anni, proprio sul Corridoio 24, ha
mostrato non tanto di non governare il consenso, ma spesso addirittura di non comprendere l'importanza dell'opera nel contesto di una scelta forte di politica europea dei trasporti), oggi Genova corre il forte rischio di vedersi precluso uno sviluppo”

Il vertice di Governo

Lo chiede il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, con una lettera inviata al premier
Romano Prodi. L’approvazione da parte del Parlamento Europeo del regolamento che fissa i criteri e i tempi, ormai 56 giorni, per ottenere i contributi comunitari hanno spinto l’ex pm a sollecitare l’incontro perché c’è il rischio di perdere quei fondi.

Almeno dal suo punto di vista. Secondo Di Pietro, infatti, «c'è un nodo politico risolvere: la condivisione del progetto da parte delle istituzioni e delle forze politiche e sociali coinvolte». L’ex pm vuole evitare di restare con «il cerino in mano e da solo» perché a «tutt’oggi il “tavolo di concertazione politica” non ha prodotto i suoi effetti». Da qui l’ultimatum lanciato al Professore: o diamo il via libera alla Tav oppure andiamo incontro alla sfiducia perché la Torino-Lione fa parte del dodecalogo con cui Prodi ha ottenuto la fiducia del Parlamento.
Nel mirino del ministro non ci sono solo i partiti della sinistra radicale, ma anche Prodi e il sottosegretario Enrico Letta delegato a seguire la delicata questione. Di Pietro, infatti, giudica come
«realisticamente tardiva» la convocazione del tavolo politico il 13 giugno perché «rischia di portarci fuori dai tempi massimi richiesti e imposti dall’Ue»
Marilde Provera, capogruppo di Prc in commissione Attività Produttive alla Camera: «Sulla questione della Tav non possiamo accettare ultimatum. Se ci vorranno due mesi o due
anni non possiamo saperlo ma l’unica cosa che sappiamo è che non possiamo creare un altro caso Vicenza».