16 dicembre 2006
Vi proponiamo senza alcun commento l’ultimo colpo di scena sulla vicenda “Supertreno”. Preparatevi: Grillo sta per annunciare per la 36° volta l’apertura dei cantieri, questa volta non con Necci, Lunardi e Berlusconi, ma con Mazzarello, Di Pietro e Prodi

POCO PRIMA DEL VOTO, IN FINANZIARIA SPUNTANO 45 MILIONI PER IL TERZO VALICO
Leggiamo sul SECOLO XIX

Quindici milioni di euro per il 2007. Altrettanti per il 2008 e il 2009. Poi 165 milioni (virtuali, nel senso che per questa tranche di finanziamenti esiste un impegno formale del governo) da distribuire
complessivamente sul periodo 2010-2020.

Obiettivo: realizzare le «linee ad alta velocità e alta capacità Milano Genova e Milano Verona ».

In tal modo ecco rispuntare i soldi del Terzo valico, a sorpresa, in una delle tante tabelle allegate al maxiemendamento alla legge Finanziaria approvato ieri dal Senato. La tabella F, per la precisione, consultabile a pagina 466 di quello che il linguaggio burocratico del Parlamento liquida come “resoconto stenografico della seduta pubblica pomeridiana del 14 dicembre 2006”.

È qui che i fondi per il Terzo valico dei Giovi vengono improvvisamente riesumati. E le lamentele degli ultimi giorni messe a tacere.
«E’ la dimostrazione che sull’altavelocità Genova-Milano era stato montato un caso inutile, scandalistico e strumentale», gongola adesso il senatore diessino Graziano Mazzarello. Era stato proprio il suo compagno di partito, tuttavia, Claudio Burlando,a definire un «atto di responsabilità politica» la decisione del governo di privilegiare le grandi opere già iniziate e di congelare, di conseguenza, quelle non ancora cantierabili.

«Io rispondo solo per me stesso – ­diceMazzarello - non ho mai dichiarato che il Terzo valico non sarebbe mai stato realizzato. Al contrario: ho sempre sostenuto che il governo Prodi, a differenza di quello Berlusconi, intende investire seriamente sull’alta velocità Genova-Milano. E questa è la dimostrazione».

«Sull’iter di questo emendamento è meglio non fare commenti ­- dice Egidio Pedrini, deputato dell’Italia dei valori emembro della Commissione trasporti - ­L’importante è che l’opera non sia bloccata, visto che se ne parla da quando ero bambino».

Diversa la versione dei fatti che arriva dai banchi del centrodestra.«Ha vinto la nostra linea - ­dice Luigi Grillo, senatore di Forza Italia - Il governo ci ha provato a ritardare la realizzazione dell’alta velocità, ma non ci è riuscito. Francamente non so quale siano le ragioni di questo ripensamento. E nemmeno mi interessa scoprirle. L’importante è che i soldi per il Terzo valico siano tornati al loro posto».Un rischio, però, continua a esserci, secondo Grillo: «I cantieri devono essere aperti senza altre perdite di tempo. E i presidenti delle tre regioni interessate, Piemonte, Liguria e Lombardia , devono lavorare insieme affinché non si verifichino ritardi».
«E’un’ottima notizia, abbiamo sventato lo schiaffo alla città - ­commenta il presidente della Camera di commercio genovese, Paolo Odone­ - Credo che alla fine le ragioni della politica abbiano prevalso su quelle delle Ferrovie. Prodi ha capito che Genova, senza il Terzo valico, rischia di essere emarginata per sempre dal sistema produttivo del Paese. E per una città che in trent’anni ha perso 250.000 abitanti questo è un rischio davvero troppo elevato».

Adesso, secondo Odone, ­bisogna accelerare: «Quarantacinquemilioni di euro in tre anni non sono un granché, ma dobbiamo farceli bastare se non altro per aprire i cantieri.