PASSATO E PRESENTE DI MAURO MORETTI
Purtroppo l’Alzheimer è una brutta bestia e sta estendendosi a macchia d’olio con evidenti deficit di memoria, come attestano Grillo, Berneschi, Odone, Bisagno e company.
In questi ultimi giorni ce l’hanno a morte con l’Amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, e sostengono che questi da dieci anni rema contro al Terzo Valico.
Nell’ultima sceneggiata avvenuta nella “sala dorata di Palazzo Tobia Pallavicino” in quel di Genova, il signor Berneschi avrebbe detto che le Ferrovie devono farsi da parte e che non hanno il diritto di decidere sul Terzo Valico (???) e che a farlo e a gestirlo per 50 anni ci penseranno lor signori (Grillo con il cappello in testa che fischia la partenza ce lo vedo, ma gli altri a far da macchinisti, frenatori, addetti alla manutenzione dei binari, proprio no!).
Noi invece abbiamo la memoria buona e ricordiamo benissimo che Moretti, quando sosteneva posizioni diverse da quelle attuali, andava benissimo e veniva sempre invitato ai vari incontri PRO TAV.
Ci ricordiamo benissimo, avendo partecipato a quella iniziativa, ossia al
CONSIGLIO COMUNALE APERTO A NOVI del 28 febbraio 2003
di quando Moretti tenne la relazione introduttiva, seguito dai vari Borioli, Martinat, Casoni, ecc.
Questo il titolo del resoconto steso da Angelo Albasio:
Una parata di stelle per proporre un libro dei sogni
“Si può sintetizzare così il Consiglio comunale aperto sul Terzo Valico di venerdì 28 febbraio, presso la Biblioteca comunale, a Novi Ligure.
Rete ferroviaria italiana ha messo in pista i suoi uomini migliori per convincere i novesi dell'assoluta utilità del passaggio dell'alta capacità nel nostro territorio.
Mauro Moretti, amministratore delegato di Rfi, ha definito "tratturi" le attuali due linee ferroviarie che collegano Genova al basso Piemonte, non più adatte al trasporto merci.
Il futuro è riposto in autostrade ferroviarie dedicate, con un grado di pendenza minimo, che consentano il passaggio di treni merci composti di cento vagoni, trainati da super locomotori ad alta velocità.
Per Moretti non ci sono alternative a nuove infrastrutture ferroviarie, considerato il grado di saturazione delle autostrade, per metterci al passo con la globalizzazione e l'integrazione economica e trasportistica con i paesi dell'Est.
"Prima le principali rotte commerciali andavano dal nord America ai paesi dell'Europa del nord - ha proseguito l'Amministratore delegato di Rfi - ora i maggiori flussi di traffico provengono dal lontano Est e fanno capo ai porti dell'alto e del basso Tirreno". Da qui l'aumento delle merci che transitano nei porti di Gioia Tauro e Genova. Merci che poi possono essere trasportate nei paesi più ricchi del Nord Europa attraverso un moderno sistema di linee ad alta capacità. Il Terzo Valico, oltre ad essere un indispensabile collegamento per il porto di Genova, che rischierebbe di scoppiare per mancanza di spazio, intercetterebbe il Corridoio 5, destinato a diventare il principale asse di trasporto europeo collegando Lisbona a Kiev attraverso la Pianura Padana.
Secondo Moretti però il Terzo Valico non serve a niente se non si potenzia contestualmente il Nodo ferroviario di Genova e non si creano moderne strutture logistiche nel nostro territorio che servano da retroporto per Genova. Queste sapranno intercettare una buona parte delle merci provenienti dalla Liguria, le manipoleranno e le smisteranno verso vari Paesi europei.
Lavoro e ricchezza per tutti, una maggiore dotazione di servizi e nuovi collegamenti con il capoluogo ligure derivanti dal raddoppio della capacità ferroviaria, saranno portati dall'Alta velocità.
Moretti ha concluso il suo intervento rassicurando i presenti circa l'impatto della nuova infrastruttura sul territorio: "Rfi ha oggi maggior cultura per il territorio e saprà eseguire una progettazione che sappia ricomporre antiche ferite. Il disagio sarà causato più dalla presenza di cantieri aperti ma non sarà permanente".
È evidente che Moretti ora ragiona diversamente, ma è falso definirlo un nemico, da sempre, del Terzo Valico e quanto riferito sopra lo attesta.
ULTIME NOVITÀ
- A fronte di una dichiarazione di Claudio Burlando abbastanza sensata (''E' giusto chiudere le gallerie del Terzo Valico perchè costano. Non ho preso posizione finora perché sono d'accordo con il Governo e le Ferrovie: i soldi ora non ci sono e bisogna indirizzare i fondi disponibili verso altre priorità'''. I soldi per questa opera non ci sono mai stati. Dei cronisti seri avrebbero dovuto dire a chi annunciava gli stanziamenti di mostrarli. Invece per questa opera sono state stanziate cifre ridicole. Il nodo ferroviario è un'opera fondamentale per Genova e consentirà tra l'altro al ponente di avere una vera e propria metropolitana a cielo aperto: Senza il 'nodo' e senza il completamento del raddoppio della Ventimiglia-Genova, il Terzo Valico non ha senso perchè senza queste opere i treni non entrano)
ne abbiamo altre decisamente risibili.
- Ad esempio l’appello “Impugniamo la fiaccola” di certo Lorenzo Cuocilo, il quale raggiunge livelli stratosferici sostenendo :
“IL TERZO VALICO deve farsi. E deve farsi subito.
Non è questo il tempo di chiedersi a chi possa giovare di più la costruzione dell’opera, e se agli interessi pubblici si accompagnino interessi privati di gruppi o di singoli in relazione al tracciato, alle modalità di realizzazione o ad altro. Questo è il tempo dell’unità, della mobilitazione collettiva per chiedere a gran voce che l’opera si faccia, e si faccia subito: il Terzo valico è la nuova via del sale, è - nella nostra prospettiva - quello che più può unire Genova con il resto d’Europa e, quindi, con il resto del mondo.
Se questa strada fallisce, si potranno trovare gli strumenti giuridici e finanziari per realizzare
l’opera comunque, ricorrendo a forme di public-private partnership. Né sarà indispensabile cercare i fondi solo in casa propria: è altamente probabile che gruppi europei o stranieri siano pronti a far la fila, fiutato l’affare, per contribuire alla realizzazione e alla gestione dell’opera.
Il Terzo valico deve farsi: ProspettivaGenova propone per il prossimo 20 gennaio un’Assemblea pubblica, aperta a tutta la cittadinanza, per incontrarsi con i rappresentanti delle istituzioni
genovesi e liguri, con i rappresentanti del mondo delle imprese, della finanza e dei commerci, nonché con chi del Governo sarà disposto ad ascoltare le ragioni forti di una città e del suo futuro. Quel giorno potrebbe essere l’inizio di una splendida riscossa”.
… Bah !