Che dite: tessera onoraria a Mauro Moretti
amministratore delegato delle Ferrovie?
Prima di riprendere le ultime dichiarazioni di Moretti durante un convegno della scorsa settimana, vorrei dire due cosette in merito alla brillante idea (Borioli, Vincenzi e company) di costruire il Terzo Valico ad una sola canna per risparmiare la metà dei costi.
Ma si rendono conto i politicanti che affermano questo di quale scemenza stanno dicendo ? Qualsiasi asino (sia o meno ragliante) capirebbe che una linea ad un binario non costa la metà di una linea a due binari, ma, caso mai, considerando pure che per i due terzi corre in galleria (pertanto si scaverebbe un buco solo anziché due ) il suo costo non potrebbe essere inferiore al 60/70% della linea doppia. Inoltre, quando si farà la seconda canna, la spesa sarà ancora maggiore, e i lavori, durante tutta o quasi la loro durata, comporteranno l’interruzione della prima canna che corre affiancata. Quindi spesa, disagio, impatto ambientale, anni di lavoro,….. e si va ben oltre a ciò che era stato previsto per il Terzo valico. Un’idea peggiorativa sotto tutti i fronti.
Sul merito alla pretesa saturazione delle linee esistenti, continuano a piovere con una frenesia isterica le dichiarazioni di politicanti di varie specie, tutte caratterizzate da un’ “ignoranza abissale delle tematiche che pretendono di trattare”.
Ne registro una recente, terrificante, dei rappresentanti genovesi degli “Italiani nel Mondo” .ripreso, come al solito da Il suo giornale: «Per quanto riguarda Genova» dicono costoro «un conto è andare a Milano in due ore, un conto in una» (?!?)
Ma chi gli ha suggerito di dire certe c…… lo faccia almeno un po’ più elegantemente, con un briciolo di pudore. È tanto strampalata una simile affermazione che non serve alcun commento. Poi quell’altra frase, che grazie al Terzo Valico «… si valorizzano aree importanti del capoluogo». L’abbiamo già sentita dire da certo Berneschi, quel signore della Carige. E infine l’ ultima belinata per cui solo con il Terzo Valico l’Italia può «..agganciare tutti i traffici del Mediterraneo diventando davvero la porta dell'Asia e dell'Africa verso il Vecchio Continente». Allora, oltre alla Perchino – Genova presto sentiremo parlare della Zanzibar – Lubango - Genova - Rotterdam ecc. ecc. per il trasporto delle banane containerizzate da destinare all’interporto di Alessandria. E tutte dentro una canna.
Scusatemi, in un simile contesto da operetta buffa non si può evitare di usare termini pesanti, né si può essere seri di fronte a certi cartoni animati che ripetono frasi fatte, scontate, enfatizzate dai troppi giornalisti-maggiordomi.
Ma visto che i nostri politicanti (che purtroppo sono quelli che decidono le cose importanti) dal 1990 ad oggi hanno sempre sbagliato clamorosamente ogni previsione di traffico merci del porto di Genova (e non di poco); visto che il loro fantasioso disegno sul futuro dei trasporti si fonda su dati che non stanno né in cielo né in terra, e che non si capisce da dove escano; visto che la loro pretesa saturazione delle linee è un balla fondata su niente; visto che tentano di contaminare di vuoto mentale sempre più settori politici e associativi (se sono già arrivati a scomodare gli Italiani nel Mondo, presto leggeremo dichiarazioni pro terzo valico dei Batonga della Rhodesia o dei Monaci Tibetani di Lhasa); visto tutto questo, noi non ci lasciamo contaminare e preferiamo credere ai tecnici.
Mauro Moretti (neo Amministratore delegato delle FS) infatti, in una recentissima conferenza Italo – Svizzera alla Camera di Commercio di Genova, dichiara, in riferimento al Terzo Valico:
«.. le linee sono sfruttate al 65% e nessuna azienda si lancerebbe in nuovi investimenti senza arrivare prima al 90%»
Il 65% corrisponde all’attuale impegno delle linee di valico appenninico senza alcun intervento migliorativo e corrisponde esattamente a quello che abbiamo sempre dichiarato noi dell’ AFA e dei comitati contrari al Terzo Valico. Non corrisponde per niente a quanto dichiarano i politicanti che stravedono per l’opera.
Ora, siccome il documento "Nodo di Genova - Linee Guida", allegato al "Protocollo di accordo tra il Ministero dei Trasporti, la Regione Liguria, la Provincia e il Comune di Genova, le FS SpA e la TAV SpA per la definizione del nuovo assetto dei trasporti ferroviari del Nodo di Genova" prevede, al termine dei lavori in corso sulle attuali linee di valico, di incrementare le tracce del 25%, e a questo aggiungiamo il 35% di potenzialità residua odierna, ecco che possiamo più che raddoppiare le tracce attuali ed arrivare tranquillamente al 2070 o al 2110 (a seconda degli scenari di ammodernamento scelti per le tre linee di valico su Genova). Tutto ciò, ovviamente, ammesso che i trasporti continuino a crescere, e quindi contro le previsioni di stasi formulate dall’Istat e dall’Eurosat (asini raglianti anche loro, a quanto pare. Se lo ricordi il signor Palenzona, detto anche il “Signor dimissioni immediatamente rientrate”).
Per ultimo, cito alcuni di quegli interventi tecnologici valutati come possibili sulla Torino – Modane che consentirebbero da soli a farci stare circa 4 (quattro) volte i treni che ci stanno adesso:
1) potenziamento delle sottostazioni elettriche
2) riduzione delle sezioni di blocco o l’introduzione del blocco dinamico
3) trazione merci multipla intercalata
4) uso di locomotori politensione.
5) eterotachia, ossia uso di treni con la medesima velocità.
Questi interventi potrebbero interessare anche le nostre linee appenniniche
Perché allora dobbiamo continuare a sentirci dire che queste sono sature ? E soprattutto cosa aspetta qualche politico serio a dire con forza: “Ma smettiamola di fare i lacchè dei potentati economici e di Marcellino Gavio e diciamo con forza, una volta per tutte che questa del Terzo Valico è una colossale bufala!”
Renato Milano
per l’AFA (Amici delle Ferrovie e dell’Ambiente)