COMUNICATO STAMPA dell’AFA – Questione Terzo Valico
PUR DI ESSERE INTERVISTATI DALLE “IENE”
TUTTI VOGLIONO FARSI UNA CANNA


Convegni a destra e a manca si susseguono, ieri uno a Genova di Forza Italia e uno ad Alessandria della Slala (divenuta a quanto pare l’agenzia pubblicitaria del Cociv-Impregilo) con l’assunzione nel Consiglio di amministrazione dei due assessori regionali Borioli e Merlo. E tutto ciò mentre il Corriere della sera inchiodava al muro (con una serie di accuse gravissime) il signor Berneschi, capo della Carige e grande manovratore dei soldi liguri. Quello stesso Berneschi che considera la costruzione del Terzo Valico essere più importante dell’aria che respiriamo. Berneschi sostiene che questa va finanziata dallo Stato e anche con soldi dei privati (non suoi però) e poi conclude sostenendo che con il Terzo valico molte aree genovesi si libereranno o diventeranno interessanti da un punto di vista immobiliare (andatevi a leggere l’articolo del Corriere e capirete tutto!).
Ad Alessandria sono stati presentati una serie di dati relativi alla saturazione delle linee esistenti e alle prospettive del porto di Genova che riteniamo non corrispondenti a verità (invitiamo alla lettura del nostro fascicolo PROPOSTE ALTERNATIVE AL TERZO VALICO). A conclusione dell’incontro si delega un lavoro di lobbie alla Slala di Palenzona affinché il Cociv di Marcellino Gavio inizi al più presto i lavori del Terzo valico. Borioli aggiunge che non è necessario (bontà sua) partire con due canne, ci si può anche limitare a farsi una sola canna (per le merci). Infine si sostiene che le comunità sono tutte concordi (quindi, secondo Borioli, noi dell’AFA o i duemila manifestanti del 22 aprile non siamo comunità, forse solo cose o peggio… dimenticavamo…siamo già stati classificati come asini raglianti dal suo ex capo Palenzona.
In risposta a questa ennesima vetrina per rilanciare un’opera inutile e dannosa, l’associazione AFA, che da quindici anni propone interventi realmente utili alle Ferrovie e agli utenti, e non a chi agisce per conto dei costruttori, fa proprie le valutazioni espresse lo scorso 31 luglio a Torino dall’allora amministratore delegato di RFI SpA e oggi amministratore delegato delle FS SpA Mauro Moretti al quale Borioli ha riservato accenni sarcastici, visto che ha dichiarato cose che noi sosteniamo da tanto tempo.
Moretti, secondo quanto riportato da “La Stampa”, rilevò come: le linee per le merci non sono affatto sature; possono reggere lo sviluppo ipotizzato del porto di Genova; sono disponibili in abbondanza tracce-treno; la Voltri-Ovada è sottoutilizzata e sono da potenziare i cinque valichi già esistenti su tutto l'arco ligure.
L’on Graziano Mazzarello, ex vicepresidente della Liguria, (anche lui, ve lo garantiamo, non iscritto all’AFA) ha dichiarato di recente che occorre provvedere al nodo di Genova, che il trasporto merci su ferrovia è in calo, che la Voltri-Alessandria è sottoutilizzata e che la bretella Voltri – Borzoli, costata nel 2001 200 milioni di euro non trasporta un solo container del porto genovese.
Se davvero vogliamo migliorare i collegamenti con l’Europa si completino il raddoppio della Voltri-Ovada (individuata da anni dalla Commissione Europea come free way prioritaria per le merci) e il potenziamento delle linee storiche dei Giovi.
Invece, da quando questa estate il ministro delle infrastrutture Di Pietro aveva detto chiaramente che il Governo non riteneva il Terzo Valico dei Giovi necessario, assistiamo al riemergere di un fronte bipartisan che vuole rilanciare un’opera inutile dal costo astronomico di 5 miliardi e 186 milioni di euro, di cui è stata dimostrata la non redditività (i costi di gestione, secondo studi di RFI SpA e Infrastrutture SpA dovranno essere coperti per l’85% dallo Stato). Questo fronte è condizionato dalle rendite di posizione, create con soldi pubblici, acquisite dal Consorzio Co.Civ. (di cui Impregilo detiene la quota di maggioranza) e usa strumentalmente argomenti che non hanno alcuna consistenza.

Gli investimenti effettivamente necessari tra Genova e l’Europa.

L’AFA ricorda che per incrementare i traffici sino a ipotetici 10 milioni di Teu (ora sono 1.600.000) gli interventi prioritari sulla rete ferroviaria della nostra regione in collegamento con l’Europa, sono quelli finalizzati a: completare il raddoppio della Voltri-Ovada; potenziare le linee di valico al servizio dei porti di Savona, Genova e La Spezia; costruire una nuova galleria di valico per la Pontremolese (con pendenza al 5 per mille).
Tra le vere priorità per la città di Genova e sulla direttrice Genova-Milano ci sono:
a) l’adeguamento del nodo di Genova (con l’obiettivo di liberare le linee dal traffico merci e dotare la grande Genova di una linea metropolitana da Voltri a Pieve Ligure);
b) il completamento dei lavori sulle due linee dei Giovi fermi dal 1996 (adeguamento delle gallerie, completamento della bretella di Voltri, salto del montone di Arquata);
c) il quadruplicamento del tratto Tortona-Voghera.

Per il Terzo Valico non ci sono finanziamenti –È dal giugno 2004 che si sa che il Terzo Valico dei Giovi non è redditizio e che il canone per il pagamento degli interessi e la restituzione del capitale – che sarà versato da Rfi a Cassa Depositi e Prestiti SpA dal 2012, anno di entrata in esercizio, al 2042 – sarà coperto solo per il 15% dai ricavi di mercato, cioè dalla vendita delle tracce dei treni per gli operatori ferroviari; per il restante 85% dovranno intervenire di anno in anno, le casse del Tesoro. A partire dal 2006 sono stati destinati in Finanziaria al Terzo Valico dei Giovi e alla linea ad AV Milano-Verona complessivamente 15 milioni di euro (7,5 per ognuna, ossia lo 0,6% della cifra complessiva) di impegno quindicennale.
La Commissione Europea concentra le proprie risorse sulle tratte transfrontaliere.
Ora pare che in Finanziaria si decida di utilizzare i Tfr (i soldi delle liquidazioni nelle fabbriche con più di 50 dipendenti) per realizzare le infrastrutture. La cifra necessaria (secondo i programmi del governo Berlusconi) era di circa 140 miliardi di euro. Con i Tfr pare che la disponibilità non superi i 6 miliardi di euro. In poche parole i soldi per produrre ancora tante carte e progetti e magari avviare qualche cantiere inutile e distruttivo del tipo fori pilota.