Pare proprio che la madre dei furbetti sia sempre incinta

- L’Amministratore delegato delle Ferrovie afferma che il Terzo Valico non serve poiché con una spesa infinitamente inferiore si può trasportare con le linee attuali a Rotterdam o in Baviera (torna di moda la Baviera di cui parlava Palenzona intorno alla metà degli anni Novanta) milionate di teu che in realtà non esistono.
- Le Ferrovie sono allo sbando assoluto e su tutti i giornali di oggi si parla di un passivo che dai 200 milioni di euro annui passerà quest’anno ai due miliardi.
- Dei miliardi promessi dal precedente governo non c’è un lirino e l’attuale governo non è disponibile a una spesa assolutamente non prioritaria (vedi dichiarazioni Di Pietro)
- La TAV Roma - Napoli ha portato a una percorrenza di ben cinque minuti in meno ma non la prende nessuno poiché costa troppo cara.
- La TAV Milano-Torino che è stata inaugurata qualche giorno fa per far risparmiare 15 minuti e portare benefici ai pendolari, impiega lo stesso tempo delle linee normali, non ha portato alcun beneficio alle vecchie linee, i pendolari viaggiano peggio, ma almeno si godono lo spettacolo di risaie e cascine anziché i muraglioni di cemento armato e veduta costante dell’autostrada per i “privilegiati” che, con sovrapprezzo, utilizzano l’Alta Velocità.
- Per quanto riguarda le merci tutte le previsioni degli scorsi anni sull’aumento del traffico merci si stanno rivelando per quello che sono in realtà: grosse balle! Le merci su ferrovia non supereranno mai in Italia il 15% poiché non c’è organizzazione e puntualità (queste servono, non la velocità) e fino a quando non si deciderà a tassare il passaggio dei camion sui vari territori, esattamente come hanno fatto in Svizzera.
- Lo stesso Burlando, governatore della Liguria , ma nello stesso tempo anche il primo politico che capì o ebbe il coraggio di dire nel 1997 (con “soli” 6 anni di ritardo rispetto a noi) che la TAV non aveva e non avrebbe mai ricevuto una lira dai privati, ha dichiarato:” La verità è che non funziona più nulla. Mancano i treni, le carrozze, i locomotori, i macchinisti, i telai abbassati, l'aria condizionata. Bisogna mettere mano alle ferrovie”.

Torniamo alla constatazione iniziale sulla proliferazione di furbetti.
A Genova, con agganci ad Alessandria a cominciare da Mara Scagni e Paolo Filippi (gli stessi a cui dichiarano fiducia e appoggio i partiti della sinistra, verdi compresi), hanno fatto convegni, riunioni, Giunte con unico ordine del giorno per dichiarare che il Terzo Valico lo vogliono i cinesi e Prodi, che il toccasana dei problemi di Genova, della Liguria, del retroterra padano, dell’Italia intera se non addirittura dell’Europa è questo buco nell’Appennino.
Regione, Provincia, Comune, Pericu, Repetto, Camera di commercio, banche, Confindustria, partiti hanno deciso che faranno lobby e ogni giorno studieranno azioni finalizzate ad annullare quanto detto da Di Pietro. Adesso lo dichiarano ufficialmente, ma che cosa hanno fatto dal 1991 ad oggi?
I furbetti, capeggiati ora da certo Berneschi, presidente della banca Carige, tirano fuori una idea geniale: a pagare potrebbero essere gli stessi imprenditori genovesi, le banche, imprecisate istituzioni francesi e imprese svizzere. Non una cifra, non un impegno preciso.
Chissà che il signor Berneschi non si guardi compiaciuto allo specchio complimentandosi con se stesso per la propria furbizia. Non sa il poveretto che questa idea la ebbero già nel 1988 tali Ligato e Signorile e che la perfezionarono pochi anni dopo Pomicino. Bernini e Necci con il risultato di distruggere una delle aziende migliori dell’Italia, ossia le FF.SS, di creare debiti giganteschi allo Stato, di far acquisire profitti altrettanto giganteschi a privati e naturalmente il tutto senza che quest’ultimi scucissero di tasca propria un solo baiocco.
Nonostante la bubbola dei general contractors e del 60% a carico dei privati, i giornali hanno dato risalto alla notizia anziché prenderne spunto di satira e per dimostrare il livello decisamente infimo di chi pretende di amministrare politica ed economia in Italia.
L’ennesima dichiarazione “Il Terzo Valico si farà” non ci turba minimamente, ma piuttosto siamo preoccupati, in quanto Amici delle Ferrovie e dell’Ambiente, dello stato di disfacimento della rete ferroviaria, della incapacità a gestirla, del calo di lavoro (i treni merci spesso vengono soppressi o viaggiano semivuoti), della mancanza di un forte programma di interventi di ammodernamento.
Un dato riassume il tutto: in venti anni i dipendenti delle ferrovie sono passati da 216.000 a 97.000. I ferrovieri sono ulteriormente calati in questi ultimi tre anni, come il materiale rotabile, l’efficienza e soprattutto il trasporto merci. Una sola voce è in aumento: la dirigenza, passata da 865 persone a 1200, il cui costo, secondo l’on. Brutti, ammonta cadauna intorno ai 300.000 euro all’anno.