RIASSUNTO DELL'ATTO DI CITAZIONE D'APPELLO DELLA SOLMAG (24 pagine)
Solmag, già Solchem, con sede a Mulazzano (Lodi), nella persona dell'Amministratore delegato Paolo Tubertini, presenta atto di citazione d'appello alla Corte d'Appello di Milano avverso la sentenza n.203/2006 resa dal Tribunale di Voghera il 10 aprile 2006.
L'atto di citazione ripercorre tutta la vicenda Solchem Italiana dall'acquisto avvenuto nell'estate 2000 delle aree e degli impianti dismessi in conseguenza della chiusura dello stabilimento Cerestar di Casei Gerola.
Tappa intermedia la citazione del 24 ottobre 2002 nei confronti del Comitato di opposizione alla proposta Solchem di trasformare gli impianti in uno smaltitore di rifiuti liquidi speciali e pericolosi, da utilizzare soprattutto per conto terzi (in realtà anche contro ben tre centrali termoelettriche nel raggio di 15 chilometri).
Il Tribunale di Voghera, infine, respingeva la domanda risarcitoria presentata dalla Solchem e condannava la ditta a pagare al Comitato di opposizione i danni per lite temeraria, liquidati in 10.000 euro per il Comitato e in 5.000 euro per ciascuno dei cinque componenti del Comitato citati a giudizio.
LA SOLMAG IMPUGNA PARTE DELLA SENTENZA
-La Solmag non condivide le motivazioni del Giudice che esclude la diffamazione, la calunnia e il boicottaggio industriale da parte del Comitato, che secondo la ditta, invece, sono stati origine di lesione alla reputazione della azienda e di danni patrimoniali.
-La Solmag contesta il fatto che il Tribunale di Voghera non abbia individuato alcuna relazione tra l'azione del Comitato e il ritardo dell'autorizzazione regionale. Considera opinabile e soggettivo l'aver considerato l'attività di opposizione del Comitato legittima in ogni sua manifestazione.
-In merito alla decisione del Giudice di Voghera di rigettare la domanda Solchem, però, la ditta decide di "dare acquiescenza" e quindi di lasciar perdere. Si appella, invece, contro la successiva condanna per "lite temeraria" e suddivide le argomentazioni in quattro capitoli.
1- MALAFEDE O COLPA GRAVE?
La temerarietà della lite può essere ravvisata nella malafede cioè nella coscienza della infondatezza delle accuse, o nella colpa grave intesa come imprudenza o trascuratezza per mancato impiego della minima diligenza. La sentenza, ricorda la Solmag, recita che Solchem "agì con colpa grave e perseguendo finalità intimidatorie". Il che risulterebbe contradditorio. Se la Solchem avesse commesso un abuso nell'agire in giudizio, con la finalità di intimidire i componenti del Comitato, le si sarebbe dovuto imputare la malafede.
Non è dato comprendere - sostiene la Solmag - se il Giudice abbia voluto porre a supporto della condanna di Solchem a risarcire il danno per lite temeraria l'attribuzione di una condotta di mala fede o di colpa grave.
Dopo un ulteriore lungo elenco di azioni operate dal Comitato di opposizione la Solmag conclude che
le vicende dal 2000 al 2002 portano a comprendere che vi era il convincimento da parte della Solchem di essere oggetto di un continuo, pervicace, gratuito e illecito attacco da parte del Comitato con il dichiarato intento di impedire il progetto aziendale di depurazione per conto terzi.
2- PROVA DEL DANNO
Non vi è alcuna motivazione relativa al danno arrecato dalla citazione della Solchem al Comitato. A parte il tentativo di evidenziare un intento intimidatorio dell'azione Solchem con l'obiettivo di eliminare un fastidioso avversario e un probabile futuro controllore, non esistono elementi probatori per un provvedimento di liquidazione del danno subito. Solo Brunetti e Foco indicano "l'impatto psicologico di una richiesta risarcitoria enorme e la necessità di doversi difendere da una azione chiaramente intimidatoria". Aldegheri accenna al "turbamento arrecato dalla richiesta di risarcimento e dalla pubblicità che la stampa aveva dato alla notizia del giudizio promosso dalla Solchem".
Si contesta, insomma il fatto che il Giudice non abbia in sentenza addotto il benché minimo riferimento agli elementi identificativi del danno liquidato né gli elementi fondanti la sua quantificazione di 5.000 euro.
3- POSIZIONE ALICE FOCO
La dott.ssa Foco è intervenuta spontaneamente nel giudizio pur non essendo stata citata. Il Giudice, in virtù del fatto che la Foco non è stata chiamata in giudizio personalmente dalla Solchem, non poteva considerare l'intervenuta portatrice del diritto a veder risarcito a suo diretto favore il danno originato dalla azione temeraria, ma solo indirettamente quale membro del Comitato.
4- SPESE DI LITE
La Solmag censura la pronuncia del Giudice di primo grado in merito alle spese processuali (tutte addebitate alla Solmag), valutate nella consistente somma di 108.000 euro, oltre il 12,5%, e ciò senza alcuna motivazione espressa.
IN CONCLUSIONE LA SOLMAG CITA
Il Comitato di opposizione e i signori Aldegheri, Brunetti, Foco, Marchetti e Stella a comparire avanti la Corte d'Appello di Milano il 27 novembre 2006
E CHIEDE
- di respingere le avverse domande per risarcimento danni da lite temeraria
- la compensazione totale o parziale delle spese processuali
Questo quanto argomentato dalla Solchem-Solmag.
Entro la fine di ottobre gli avvocati Villani, Zimmaro, Goglino, Ferrari e Bellini depositeranno le loro repliche per la Corte d'Appello.
Il costo di questa seconda fase della vicenda è stato quantificato dalla Solmag in 35.000 euro.
Una sola piccola precisazione da parte del Comitato.
La Solmag fa riferimento ad una raccolta fondi da noi organizzata per le spese processuali.
In realtà nel mese di dicembre 2002, nel corso di tre domeniche, raccogliemmo in un banchetto in piazza a Castelnuovo le firme di solidarietà per le persone citate. Raggiungemmo 970 adesioni, di cui conserviamo la documentazione. Contemporaneamente raccogliemmo fondi (1800 euro) che, sulla base di quanto deciso nell'assemblea del 22 novembre 2002, dovevano essere utilizzati per:
.eventuali spese processuali
-per svolgere studi e azioni a tutela della salute, dell'ambiente e dell'agricoltura nelle zone della Valle Scrivia
-per creare e gestire un sito internet di informazioni sulle vicende ambientali relative alla Valle Scrivia
-per aiutare altre associazioni o comitati impegnati in vertenze su tematiche ambientali.
L'avanzo di quella raccolta è stato depositato con i 10.000 euro del Comitato, in attesa della conclusione della vertenza, in un conto corrente firmato da quattro persone, ossia Aldegheri, Brunetti, Cagnoni e Stella.