CRONISTORIA DELLO SMALTITORE SOLCHEM
(31 luglio 2000-28 febbraio 2003)
- 31 luglio 2000- La Solchem inoltra domanda al Comune di Casei per installare
sull'area della ex-Cerestar, oltre ad altri impianti, uno "Smaltitore di
rifiuti speciali liquidi pericolosi e non"
- Agosto-dicembre- Varie riunioni nel Comune di Casei e inizialmente emerge
un atteggiamento a favore con la speranza di far rientrare così nella
Solchem tutti gli operai ex-Cerestar
- Gennaio-febbraio 2001- Avvio della attività del Comitato intercomunale
e successive assemblee pubbliche e riunioni settimanali
- 25 febbraio 2001- Nel corso di una assemblea tenuta a Casei il responsabile
della Solchem afferma: "Sia pure a malincuore accettiamo l'ipotesi di uno
smaltitore di reflui provenienti esclusivamente dalle attività interne
all'area ex-Cerestar". Tale affermazione viene riportata testualmente e
riferita anche nella delibera della Giunta comunale di Castelnuovo in data 26
aprile 2001.
- 26 febbraio 2001- L'Ufficio Valutazione impatto ambientale della Lombardia
concede l'autorizzazione per le "ATTIVITÀ DI SMALTIMENTO RIFIUTI
SPECIALI LIQUIDI PRESSO..."
- La posizione del Comitato è precisa: SI alle cinque filere per produrre
vari tipi di sostanze chimiche e farmaceutiche; SI alla depurazione di ciò
che rimane nei cicli di lavorazione interna; NO allo smaltimento di 400 m.cubi
di reflui al giorno provenienti da terzi.
- Il Comune di Casei è perfettamente d'accordo e lo ribadisce con due
delibere di Giunta: la n. 208 del 2001 e la 23 del 2002.
- I sindacati lombardi dei chimici attaccano il Comitato accusandolo di irresponsabilità
e di dire falsità. In questo si distingue certo Ardemagni della Cisl,
che ancora sabato 28 settembre 2002 ha perso una buona occasione di fare bella
figura standosene zitto e ha inneggiato alla Regione Lombardia che ha concesso
tutto alla Solchem e ha accusato il Comitato di "falsità e strumentalizzazione".
Sostengono inoltre che la nostra azione impedisce la ripresa di un posto di
lavoro a 120 persone. Il sindaco di Casei, dott. Cucinotta, in data 8 marzo,
afferma che lo Smaltitore darà lavoro a 5-6 operai dell'ex-Cerestar e
a qualche tecnico da assumere ex-novo.
- Quattro Comuni lombardi (Casei, Cornale, Corana , Silvano) e dieci alessandrini
(Tortona, Castelnuovo Scrivia, Molino, Alzano, Isola, Guazzora, Pontecurone,
Piovera, Alluvioni, Viguzzolo) si dichiarano contrari all'opera e sostengono
che "La Regione Lombardia non può scavalcare il parere contrario
deli Comune di Casei , del Comitato dei cittadini e dei tecnici che hanno evidenziato
la pericolosità e la impossibilità di procedere ad una depurazione
di qualsivoglia sostanza e in quantità così enormi". A tale
dichiarazione si associa anche la Provincia di Alessandria.
- 23 luglio 2001- I Comuni sopracitati si associano alla delibera di Casei del
6 febbraio 2001 e invitano la Regione Lombardia a rilasciare l'autorizzazione
all'attività di trattamento dei reflui liquidi solo ed esclusivamente
per il ciclo produttivo interno.
- 27 luglio 2001- la Regione Piemonte, esprimendosi sull'elettrodotto che corre
su territorio alessandrino, afferma anche che, per quanto riguarda lo Smaltitore,
"tale tipologia di impianto non può essere che riconsiderata".
- Settembre 2001- Il Comitato produce, tramite il dott: Scotti, coordinatore
di un gruppo di esperti, una controrelazione tecnica che dimostra l'assoluta
certezza dell'impossibilità di trasformare l'ex depuratore Cerestar nello
Smaltitore descritto dalla Solchem
- Fine 2001- Per alcuni mesi l'attenzione si sposta sulla questione centrali
di Casei-Sannazzaro e Voghera.
- Febbraio 2002- La Regione Lombardia convoca per ben tre volte, e rinvia, la
Conferenza dei servizi al Pirellone.
- 19 febbraio 2002- La Provincia di Pavia approva l'impianto Solchem
- 20 febbraio 2002- La conferenza dei servizi per lo smaltitore di Casei questa
volta non viene rinviata. Non è presente l'ARPA; il rappresentante della
Provincia di Pavia ritiene il rio Calvenzolo in cui dovrebbero essere scaricate
le acque dello Smaltitore, un affluente del Curone e non, come in realtà
è, dello Scrivia. L'ASL di Voghera rimane nel vago per il semplice fatto
che non ha mai analizzato il progetto. Non si tiene in alcun conto le obiezioni
dei Comuni e dei Comitati e quindi la risposta è: Si, si può fare.
- 21 febbraio- I nostri prodotti agricoli verranno abbinati a livello di immagine
con un'azienda di smaltimento di giganteschi quantitativi di rifiuti. Altissimi
redditi ai proprietari della Solchem e grossi rischi di inquinamento dello Scrivia
e delle nostre ricche falde, danni alle attività agricole e forti disagi
alle popolazioni limitrofe.
- 1 marzo 2002- Nuovo documento dei sindaci i quali concludono l'elenco delle
motivazioni del no con questa frase: " I sindaci, in caso di decisione
confermativa da parte della Giunta lombarda, valuteranno nuove ed ulteriori
prese di posizione in altre sedi giurisdizionali e non, oltre che di fronte
ad altri organi costituzionali come previsto dal nostro ordinamento"
- 21 marzo 2002- Il Comitato presenta un esposto alla Procura della Repubblica
indicando rischi, mancanza di idoneità, procedure non corrette, parere
negativo degli Enti locali, ecc.
- Fine marzo- Ci si aspetta la comunicazione che la Giunta regionale lombarda
ha confermato o annullato quanto emerso nella Conferenza dei servizi. Invece
per sette mesi vi sarà il silenzio assoluto e, nonostante i vari incontri
avuti con i rappresentanti della Regione Lombardia, non si riuscirà mai
a capire perchè la delibera è ferma e che cosa sta avvenendo.
Parlamentari e politici vari avevano assicurato che sarebbero state presentate
interpellanze in merito; ma mai la questione smaltitore è arrivata al
dibattito nelle sedi politiche. A Roma ci era stato garantito che lo smaltitore
avrebbe avuto l'onore di una Valutazione di Impatto Ambientale collegata con
gli altri ventilati insediamenti industriali: mai visto nulla! Viene il sospetto
che si lasciasse trascorrere un po' di tempo per far sbollire gli animi, calare
la tensione, diminuire l'attenzione e poi, ecco che... zac... ce l'hai in quel
posto!
- 27 settembre 2002 - Arriva la notizia che la Regione Lombardia ha approvato
lo smaltimento reflui per conto terzi da parte della Solchem di Casei. La delibera
è del 20 settembre: Ha valore per cinque anni. I controlli saranno a
cura dell'ARPA provinciale. La fidejussione è di 348.000 euro da versare
entro 90 giorni. Infine l'avvio dell'attività va preceduto dalla stipula
di un protocollo d'intesa fra Provincia di Pavia, Comune di Casei, ARPA e Solchem
(modalità e procedure di controllo).
- 5 ottobre 2002 - viene inviata una lettera alla Provincia di Alessandria e
a tutti i sindaci che si erano opposti all'impianto Solchem. In essa si chiede
di prendere posizione in merito a quanto deciso dalla Regione Piemonte
- Sabato 5 ottobre - viene notificato a Giovanni Aldegheri, Silvio Marchetti,
Giuseppe Stella e Antonello Brunetti che la Solchem ha inoltrato al tribunale
di Voghera denuncia per danni economici e per calunnia. Nel testo si parla di
danni per milioni di euro. La denuncia è stata consegnata al Tribunale
il 24 settembre, quattro giorni dopo la delibera di Formigoni.
- Sabato sera- Ci si riunisce a casa di Stella. Si decide di consultare a livello
informativo alcuni avvocati amici e poi procedere alla nomina di un paio di
legali. E' evidente che la Solchem cerca di intimidirci e di farci perdere tempo
con questa rogna per non aver ostacoli nel prosieguo della pratica Smaltitore.
Chiederemo la solidarietà del Comitato con una autodenuncia. Passeremo
alla controffensiva facendo di questa chiara intimidazione una minaccia a tutti
coloro che si uniscono in Comitati per difendere territorio, ambiente, salute
e vivibilità.
- Mese di ottobre Lunga serie di riunioni, comunicati e articoli. Viene ufficializzato
un documento di solidarietà con i quattro, firmato dai sette sindaci,
da una ventina di associazioni e Comitati, da forze politiche e dalle associazioni
agricole alessandrine. I sindacati pavesi dei chimici bombardano sindaci e giornali
con dure dichiarazioni pro Solchem (l'occupazione anzitutto) e anti comitato.
Incontri con sindaci, provincia di Alessandria e associazioni agricole. Tutti
concordano sulla necessità del ricorso contro la decisione della Regione
Lombardia, con richiesta di sospensiva. Viene chiesto alla Regione Piemonte
di fare da capofila incentrando il ricorso sul tema della non inclusione del
Piemonte sulla valutazione di impatto ambientale. E' evidente che un territorio
che si trova a 150 metri da un impianto non può essere considerato privo
di conseguenze ambientali.
- Mese di novembre I quattro citati a giudizio hanno nominato i loro avvocati
di fiducia per l'udienza del 15 gennaio al Tribunale di Voghera. Ci si ritrova
tutti i Martedì e Venerdì. Si partecipa a tutte le riunioni nell'Alessandrino
e nel Pavese dedicate ai temi ambientali e si organizza per il 22 novembre,
ore 21, una grande assemblea da tenersi a Castelnuovo Scrivia, incentrata sull'intera
vicenda Smaltitore e tre centrali in sette chilometri, ma soprattutto sull'atto
intimidatorio della Solchem-SIR. Nel corso della riunione l'assessore Cavallera
annuncia che la Regione Piemonte ha presentato ricorso contro la Lombardia.
- Fine novembre Apprendiamo che la Solchem ha chiesto alla Degremont di esaminare
il depuratore costruito nel 1994 per la Cerestar e di verificarne il funzionamento,
per OTTIMIZZARLO. Otteniamo dal Comune di Casei la relazione, assai dura e severa.
I nostri tecnici la esaminano e la commentano in un nostro documento. La Degremont,
nella sua proposta del 6 ottobre 2002, praticamente ci dà ragione: il
depuratore non può funzionare così com'è per tutte le porcherie
che la Solchem vuole immettervi. Ma la Regione Lombardia aveva approvato quell'impianto
e la Solchem aveva detto che non era necessaria alcuna modifica: come la mettiamo?
La Regione Lombardia nel frattempo ha deliberato che ogni nuovo impianto di
smaltimento reflui va deciso e, se approvato, a livello provinciale e quindi,
a partire dal 1° dicembre toccherà alla Provincia di Pavia occuparsi
dei reflui speciali e pericolosi.
- Mese di dicembre Sono state raccolte 950 firme di solidarietà e oltre
2500 euro, il tutto senza alcuna mobilitazione. Su un'interpellanza della minoranza,
la Regione Lombardia sconfessa il decreto Sbloccacentrali, ma la cosa non avrà
alcuna conseguenza. Il presidente della Provincia di Alessandria propone un
incontro con la Provincia di Pavia per discutere sugli impianti inquinanti posti
a confine, ma la cosa non avrà alcun esito. Qualche Comune dichiara solidarietà
con il Comitato denunciato dalla Solchem, ma la cosa non avrà alcun esito.
La CGIL di Castelnuovo esprime solidarietà. Gli avvocati Goglino, Ferrari,
Villani e Zimmaro presentano le controdeduzioni al Tribunale di Voghera.
Il 17 dicembre il TAR del Piemonte respinge la richiesta di sospensiva presentata
dalla Regione Piemonte e sostiene la propria non competenza. La risposta è
secca: "In merito alla realizzazione di attività che producono rilevante
impatto ambientale, tale pregiudizio risulta, da un lato, INSUSSISTENTE e, dall'altro,
indicato in MODO DEL TUTTO GENERICO".
La Giunta regionale, in data 30-12, delibera di incaricare l'avv. Anita Ciavarra
di presentare ricorso alla Regione Lombardia, il che avviene entro il termine
di scadenza che è l'8 gennaio. Il ricorso non è più corredato
dalla richiesta di sospensiva.
Intanto alcuni contattano l'Assessorato ambiente della Regione Piemonte per
dotarlo di documentazione. Altri sentono il Difensore civico della Regione Lombardia,
sia in merito alle centrali che alla Solchem.
- 11 gennaio 2003 La Solchem fa pubblicare sulla "Provincia pavese"
e su "Sette giorni a Tortona" una paginata di comunicato. Dieci giorni
dopo replichiamo con un documento firmato da una cinquantina di persone e pubblicato
sugli stessi giornali che avevano dato spazio alla Solchem.
- 15 gennaio 2003 Prima udienza interlocutoria. Come previsto gli avvocati concordano
con il giudice di Voghera il da farsi e la prima udienza viene fissata per il
20 marzo, ore 9.
- 26 gennaio Inviamo a una ventina di indirizzi la nostra relazione tecnica
ad accompagnamento di quella della Degremont, per dimostrare che l'impianto
di smaltimento, così com'è non può funzionare. Unioca risposta
dal sindaco di Casei che dichiara soddisfazione per la volontà della
Solchem di migliorare l'impianto.
- 6 febbraio 2003 La Solchem presenta una memoria illustrativa per il processo,
allegando 34 documenti dai quali emerge che il Comitato ha fatto opposizione
in vari modi, ma senza dimostrare il rapporto causa-effetto fra l'opposizione
e i tempi (ritenuti lunghi) per la concessione da parte della Regione Lombardia.
E se anche fosse stato, non si capisce perchè ciò possa essere
considerato un delitto.
Fine febbraio Sui giornali vogheresi appare la notizia di una lettera inviata
al cardinale Sodano da cattolici vogheresi preoccupati per le varie forme di
inquinamento derivanti da molti fattori, fra i quali le centrali e lo Smaltitore
Solchem. Riusciamo a capire che è una iniziativa autonoma vogherese.
Abbiamo chiesto alla direzione de "Il punto" notizie in merito e ci
è stata fornita fotocopia di un comunicato pervenuto da Voghera e firmato
con nomi poco credibili, ma concluso con l'indicazione che le firme reali sono
depositate presso lo studio di un avvocato: che cosa strana!
In precedenza, l'8 novembre, una ventina di persone aveva già inviato
una lettera al vescovo di Tortona chiedendogli di prendere posizione.
Incontro con l'avv. Ciavarra della regione Piemonte per capire quanto viene
fatto dalla nostra Regione. L'avvocato ci ha fatto capire che si è sentita
poco spalleggiata e che non ha avuto dall'assessorato all'Ambiente la massa
di documenti da noi inviata. Richiesta di informazioni sul ricorso, sostiene
che ha dubbi sul fatto che possa ottenere effetti importanti e che è
meglio non sollecitare risposte fino a quando non verrà firmato il protocollo
fra le parti per dare il via ai lavori. Se nessuno sollecita, il ricorso non
viene esaminato. Non si ha l'impressione di una forte determinazione nel portare
avanti il ricorso e per di più gli argomenti paiono deboli.
Il sindaco di Casei fa capire che ormai è imminente la firma del protocollo
d'intesa e che, nonostante il parere negativo del Comune, ormai è intenzionato
a firmarlo per poter almeno controllare quanto verrà fatto.
Nell'imminenza dell'udienza del 20 marzo pare che la Solchem abbia chiesto un
rinvio poichè il responsabile è in America. A cosa punta la Solchem?
A tirare per le lunghe al fine di bloccarci con le vicende processuali mentre
la ditta conclude gli ultimi accordi e procede a preparare gli impianti e a
partire con la depurazione per conto terzi.
Ci si incontra ripetutamente per impostare e alla fine decidere di creare un
sito internet denominato comitatiscrivia.
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Uno dei cartelli della "Marcia per la salute"del 18/5/2002 |