24 febbraio 2003
LA SOLCHEM DÀ RAGIONE AL COMITATO DI OPPOSIZIONE
E CHIEDE ALLA DEGREMONT CONSULENZE SULLO SMALTITORE
Nel progetto definitivo della Solchem, datato 21 gennaio 2002, si legge a pag.
53 "La natura dei rifiuti liquidi per i quali si richiede l'autorizzazione
allo smaltimento sono tali (sic!) da non richiedere alcuna modifica impiantistica
di processo a riguardo della linea depurativa esistente nell'impianto di depurazione
biologica".
Ma allora, se l'impianto è perfetto, perchè la Solchem ha di recente
chiesto alla Degremont-Ondeo, che aveva realizzato il vecchio impianto di depurazione
della ex-Cerestar, di "ottimizzare" le lavorazioni future ? L'elaborato
tecnico della Degremont, inviato per conoscenza al sindaco di Casei, è
dettagliatissimo e in esso vengono previste sostanziali varianti impiantistiche
e, in fase di sperimentazione, un impianto pilota di taglia industriale.
- Ma allora la Regione Lombardia ha approvato un impianto che non funziona?
- Ma se l'impianto va modificato sostanzialmente, avevamo ragione noi a preoccuparci!
- Infine, se la Regione Lombardia ha approvato una cosa e se ne fa un'altra,
come la mettiamo?
Riportiamo alcune considerazioni dei tecnici del Comitato che si oppone allo
smaltimento per conto terzi di 40.000 tonnellate annue di rifiuti liquidi speciali
e pericolosi.
"La società Degremont è la costruttrice dell'impianto
ex-Cerestar, produttrice di acido citrico, la cui produzione è cessata
da alcuni anni. Il depuratore è stato costruito nel 1994.
L'impianto di trattamento di reflui interni viene ora trasformato in smaltitore
di rifiuti per conto terzi, senza modificazione alcuna, eccetto l'ampliamento
della capacità di stoccaggio dei reflui in ingresso.
In tutta la documentazione tecnica resa nota dalla Solchem non è mai
stata presa in considerazione l'eventualità di interventi di modifica
della tecnologia presente nell'impianto progettato "ad hoc" per i
reflui Cerestar. Il problema della adattabilità dell'impianto al nuovo
uso non è mai stato prima d'ora sottoposto al processista-costruttore
Degremont.
In sintesi il giudizio negativo tecnico espresso dal Comitato è basato
soprattutto su tre elementi:
- la conoscenza e l'identificazione preliminare della materia da trattare in
ogni suo aspetto tossicologico;
- la trattabilità della suddetta materia prima verificata con prove su
scala pilota industriale;
- la adozione di uno stoccaggio adeguato alla identificazione-separazione dei
diversi reflui.
I tre punti suddetti assumono rilevanza trattandosi di rifiuti provenienti da
processi chimici diversissimi e non, come per la Cerestar, da un prodotto organico
di origine naturale.
La società Solchem sembra aver recepito, pur con notevole e colpevole
ritardo, il suggerimento più volte espresso dal Comitato tecnico circa
la necessità di interpellare in primis il progettista. Nella parte che
segue si dimostra come la proposta Degremont contenga elementi tali da mettere
in dubbio l'idoneità dell'impianto nelle condizioni attuali.
Seguono due capitoli di argomentazioni tecniche assai complesse che risparmiamo
ai lettori, ma che sono disponibili facendone richiesta ai componenti del Comitato.
La Degremont propone, infine, alcuni periodi di sperimentazione e di studio
per complessivi sei mesi, prima di giungere ad una conclusione, il che attesta
la serietà della proposta.
I nostri tecnici concludono che:
"- i reflui attuali sono diversi da quelli di progetto e non è
sperimentata la risposta dell'impianto industriale;
- lo studio può portare a modifiche sostanziali;
- per uno studio completo è necessaria una sperimentazione su scala pilota
di taglia industriale
Si può quindi affermare come finora il Comitato abbia sollevato dei dubbi
sensati e dettati da esperienza di buona tecnica industriale e abbia agito di
coscienza rifiutando come probatori i test di controllo di idoneità dei
reflui contenuti nel Protocollo presentato dalla Solchem.
Lo stesso atteggiamento di cautela non è stato purtroppo adottato dagli
organi istituzionalmente preposti, i quali sono già pervenuti ad una
fase autorizzativa."
Quindi la Solchem ci dà ragione quando decide di chiedere ai progettisti
dell'impianto di provvedere alla "ottimizzazione" e ci dà ragione
la Degremont quando elenca una rilevante serie di variazioni e di prove per
poter eventualmente giungere ad una depurazione che non sia pura diluizione
in acqua.
"Permane ancora l'omissione da parte della Solchem e degli organi di
controllo circa la necessità di valutare gli aspetti tossicologici e
di impatto sull'ambiente derivanti dall'immissione di quantità rilevanti
di composti tossicologicamente non identificati."
Comitato intercomunale