15 febbraio 2003
IL PUNTO SULLA "QUESTIONE SOLCHEM"
In attesa della prima udienza effettiva del processo che si avvierà il 20 marzo, relativamente alla citazione in giudizio presentata dalla Solchem contro quattro esponenti del Comitato di opposizione, vediamo di fare una carrellata sulle ultime novità.
Sui giornali vogheresi appaiono continuamente articoli di denuncia delle emergenze ambientali. Ad esempio il settimanale "Il giornale di Voghera", diretto da Airò, esce con un titolone in prima pagina "La salute dei nostri figli è a rischio", riferendosi a un documenrto redatto da associazioni cattoliche vogheresi e indirizzato ad amministratori pubblici, procure e perfino al cardinale Sodano.
Nel numero successivo, con un titolone a tutta pagina ("Che brutto ambiente c'è in giro!"), analizza le "sckiagure ambientali" vogheresi e dedica parecchio spazio allo smaltitore di rifiuti liquidi, speciali e pericolosi, di Casei Gerola.
L'analisi si conclude con un appello che è da sottoscrivere:
"C'è un po' la sensazione che si proceda per opposizioni di nicchia e battaglie limitate che certo non aiuta i cittadini a capire di trovarsi nel bel mezzo di un assalto che probabilmente non farà prigionieri. Oltre alla sacrosanta necessità di mettere paletti rispetto ai meccanismi di sviluppo e alle loro degenerazioni, sembra urgente l'apertura di un fronte comune, reciprocamente informato e dialogante, attivo e capace di mobilitarsi in modo trasversale, magari riponendo ciascuno i propri vessilli".
Proprio in quest'ottica i Comitati ambientali del Novese, del Tortonese, della Frascheta e della Bassa Valle Scrivia stanno predisponendo un sito internet, denominato COMITATISCRIVIA, che raccoglierà documentazioni da mettere a disposizione altrui e per coagulare e possibilmente coordinare le iniziative ambientaliste in questa parte del territorio alessandrino con agganci al Vogherese.
Intanto si è appreso che la Sospensiva richiesta dalla Regione Piemonte nei confronti dell'avvio dell'impianto di smaltimento rifiuti liquidi per conto terzi (40.000 tonn. annue) non è stata concessa dal TAR di Torino, il quale , però, successivamente ha dichiarato di non essere competente in materia. Di conseguenza il ricorso, presentato il 20 novenbre 2002 dall'Avvocatura della Regione Piemonte (avv. Anita Ciavarra), è stato ripresentato in data 30 dicembre 2002 al TAR della Regione Lombardia.
Per concludere, due elementi nuovi potrebbero ingarbugliare la vicenda.
1°- La ditta Solchem ha chiesto alla Degremont-Ondeo, che aveva realizzato il vecchio impianto di depurazione della Cerestar, di ottimizzare le lavorazioni future, mentre in fase di valutazione aveva dichiarato: "La natura dei rifiuti speciali per i quali si richiede l'autorizzazione allo smaltimento sono tali da NON RICHIEDERE ALCUNA MODIFICA IMPIANTISTICA di processo a riguardo della linea depurativa esistente nell'impianto di depurazione".
L'elaborato tecnico della Degremont, inviato per conoscenza al sindaco di Casei, è dettagliatissimo e in esso vengono previste sostanziali varianti impiantistiche e, in fase di sperimentazione, di un impianto pilota di taglia industriale.
Ma allora, cosa diavolo ha approvato la Regione Lombardia ? Con tutte queste varianti, a nostro avviso, occorre come minimo un nuovo iter autorizzativo che, tra l'altro, deve coinvolgere anche la Regione Piemonte:
2°- La Regione Lombardia, con delibera del 20 novembre 2002, ha deliberato di delegare alle Province tutte le competenze per gli impianti di smaltimento rifiuti speciali pericolosi. Di conseguenza eventuali revisioni dell'impianto richiederebbero, così pare, una procedura con la Provincia di Pavia.

A.B.

La Solchem di Casei Gerola vista dal Piemonte
La linea di confine è segnata dal rio Calvenza che appare in primo piano