22 novembre a Castelnuovo Scrivia
LA REGIONE PIEMONTE CHIEDE LA SOSPENSIVA
PER LO SMALTITORE SOLCHEM IN CONTO TERZI
Lo comunica l'assessore Cavallera durante una affollata assemblea dei Comitati
All''appello alla solidarietà, lanciato dal Comitato intercomunale contro
le tre centrali dell'Oltrepò pavese e contro lo smaltitore, hanno risposto
in molti, soprattutto dalla Provincia di Alessandria.
La sala parrocchiale di Castelnuovo aveva il pienone delle grandi occasione
per testimoniare la totale unità di intenti con i quattro rappresentanti
del Comitato colpiti da una citazione in giudizio voluta dalla ditta Solchem-Sir
che ha ottenuto di recente l'autorizzazione da parte della Regione Lombardia
di installare a Casei Gerola, a 150 metri dal confine piemontese, un enorme
smaltitore di rifiuti liquidi "speciali e pericolosi" (ben 40.000
tonnellate annue).
Molti gli interventi, una volta tanto agili e concreti.
Con la regia di Giuseppe Stella, sono intervenuti in successione il sindaco
di Castelnuovo Gianni Tagliani a ricordare la battaglia che ben dieci Comuni
portano avanti da tempo contro questo insediamento, Antonello Brunetti uno dei
quattro ambientalisti citati a giudizio dalla Solchem con una richiesta di danni
per "alcuni milioni di euro", l'assessore regionale Cavallera.
Il suo era decisamente l'intervento più atteso poichè l'unica
possibilità di bloccare la decisione della Giunta Lombarda, essendo state
vane l'opposizione dei cittadini, dei sindaci, della Provincia di Alessandria
e delle associazioni agricole, era nelle mani della Regione Piemonte.
Poichè la delibera della Lombardia era stata pubblicata sul B.U.R. il
23 settembre, scadevano proprio il 22 novembre i termini di eventuali ricorsi.
L'avvio di Cavallera è stato chiarissimo "Abbiamo valutato attentamente...
Non è stata coinvolta in nulla la nostra Regione... Abbiamo deciso di
impugnare la decisione della Giunta lombarda... Si chiede l'annullamento dell'atto
e anche la sospensiva... Gli atti sono stati notificati alle controparti due
giorni fa".
Da indiscrezioni pare che il ricorso contro la Regione limitrofa discenda dall'art.
11 del D.P.R: 12-4-1996 il quale recita che "Le Regioni assicurano la definizione
delle modalità di partecipazione alla procedura V.I.A. delle Regioni
confinanti nel caso di progetti che possano avere impatti rilevanti anche sul
loro territorio". Poichè la Regione Lombardia non ha chiesto alcun
parere al Piemonte per lo smaltitore Solchem di Casei, la sua decisione del
20 settembre sarebbe proceduralmente scorretta e quindi annullabile. Deciderà
il T.A.R.
Quindi per ora almeno, lo smaltitore per conto terzi non s'ha da fare e tutta
la vicenda si riapre.
Dopo Cavallera sono intervenuti i presidenti e i direttori delle tre associazioni
agricole alessandrine che su questa vicenda hanno sempre marciato compatte e
collegate strettamente con il Comitato promotore.
Mario Villani, uno dei quattro avvocati che costituiscono il collegio di difesa
del Comitato citato a giudizio, ha spiegato i termini di questa causa civile
che ritiene basata su elementi pretestuosi.
Infine gli ultimi tre interventi. Gianni Repetto, presidente del Parco di Capanne
di Marcarolo, denunciato dalla Cementir per "violenza privata" per
aver tutelato in val Lemme il territorio di cui è responsabile, ha espresso
sue valutazioni, applauditissime, sul clima intimidatorio che si sente in giro.
Poi è toccato a Flavio Speranza intervenire a nome dei molti comitati
spontanei territoriali che hanno aderito alla iniziativa e attestato con documenti
la solidarietà verso chi è stato citato a giudizio.
Ha concluso Wanda Bonardo, presidente di Legambiente Piemonte, che ha voluto
venire dalla lontana Ivrea per descrivere il clima intimidatorio che si sta
diffondendo sempre più contro i Comitati spontanei e per dichiarare la
piena disponibilità delle associazioni ambientaliste nazionali di affiancare
chi come Repetto, Brunetti, Stella, Marchetti e Aldegheri vengono presi di mira
per le loro battaglie a difesa della vivibilità di un territorio.
A conclusione di riunione sono state raccolte oltre 250 firme di sostegno ai
citati a giudizio e oltre 2000 euro per finanziare le azioni future del Comitato.
In tal modo si moltiplicano gli attestati di solidarietà che in precedenza
erano stati formulati solo da Enti, quali ben nove Comuni, dodici associazioni
ambientaliste, tredici Comitati territoriali, tre associazioni agricole e due
sedi di partito. Questi i prossimi appuntamenti:
- il prosieguo della raccolta di firme nelle mattinate di domenica 24 e 1°
dicembre sotto il porticato del castello di Castelnuovo
- un'assemblea per venerdì 29 novembre nel salone comunale di Castelnuovo
per la costituzione a giudizio, da parte del Comitato, di tutti coloro che vorranno
essere coinvolti nella vertenza giudiziaria collegata allo Smaltitore Solchem.