22 ottobre 2003
I COMITATI PER IL DIRITTO AL DISSENSO
E PER LA DIFESA DELLA QUALITA' DELLA VITA

Per il diritto al dissenso verso il potere politico o economico; per la libertà di avere una opinione propria; per il dovere di ogni cittadino di battersi per quello che ritiene essere il bene della comunità in cui vive.

Questi i diritti-doveri che sono stati alla base delle discussioni avvenute martedì 15 e 22 ottobre nella sala di Palazzo Centurione a Castelnuovo Scrivia. Organizzate dal locale "Gruppo ambiente", alle assemblee hanno partecipato rappresentanti di una ventina di associazioni e comitati spontanei operanti nell'Alessandrino e nel Pavese. All'ordine del giorno le iniziative da assumere tutti insieme a favore dei quattro esponenti del Comitato che opera sul tema dello Smaltitore di Casei, sul ricorso da presentare al T.A.R. contro la verticistica desisione della Regione Lombardia, su come tutelare territorio, qualità della vita, agricoltura e libertà di opinione.
- Sono sette le centrali termoelettriche che incombono sulla nostra zona: Sannazzaro, Voghera, Casei, Spinetta, Novi, Pozzolo, Trino Vercellese, per un totale di 4330 megawatt, ossia un terzo di quanto il ministro Marzano dichiarava necessario per rendere l'Italia autonoma dal nucleare francese e aampiamente autosufficiente nel settore energetico
- Le prime due sono già state approvate e in fase di costruzione, mentre quella di Casei pare prossima alla concessione poichè, essendo proposta da Edison-Italenergie, ossia dalla FIAT, andrebbe agevolata per favorire l'azienda in crisi. Totale 2220 megawatt (le province di Pavia e Alessandria hanno un deficit complessivo - pre decreto "Sblocca centrali" - di 630 megawatt) concentrati in un cerchio di sette chilometri di raggio
- La decisione della Regione Lombardia di dare il via al gigantesco "Smaltitore di reflui speciali e pericolosi", che - accanto alla centrale di Casei - verserà le sue acque nello Scrivia, è stata accolta con stupore dagli Enti locali che si erano chiaramente espressi per un secco NO allo smaltimento per conto terzi. Per ora, al di là degli attestati di solidarietà per il Comitato, non è stata avviata alcuna iniziativa. Alla notizia hanno fatto seguito l'atto di notifica a giudizio da parte della Solchem nei confronti del Comitato a cui sono stati richiesti milioni di euro per "boicottaggio industriale" e le dichiarazioni festose dei sindacalisti pavesi nel settore della chimica per i 5-6 posti (dichiarazione del sindaco di Casei) che la Solchem ha promesso
- E' assurda questa concentrazione di impianti a rischio in una zona così ristretta. La decisione è stata presa senza tener conto delle opinioni della popolazione; senza una Valutazione complessiva di impatto sulla fiorente economia agricola locale e sull'ambiente; senza alcuna remora a mettere in crisi e svalutare totalmente un territorio che comprende una decina di paesi dinamici e produttivi che da "paesi della cuccagna", come venivano chiamati nel Medioevo, diverranno "Terra bruciata"; senza riflettere sul fatto che un qualsiasi incidente avrebbe un "effetto domino" spaventoso coinvolgendo anche altre aziende, autostrade e una popolazione di 60.000 abitanti.
- La citazione della Solchem, ha dichiarato Brunetti, "è un chiaro intervento intimidatorio con l'evidente scopo di farci desistere da ogni azione a tutela del territorio, della salute (a quando una indagine epidemiologica sulle cause di mortalità nella Bassa Valle Scrivia?), della vivibilità, della agricoltura. Alcune aziende hanno individuato la nostra come terra di confine e quindi poco importante per le lontane Milano e Torino. Hanno compreso le potenzialità di alti profitti visto che questo territorio è tra i più ricchi in Italia di falde acquifere, fitto di elettrodotti, di metanodotti, di autostrade e di una importantissima centrale di smistamento elettrico. E' legittimo che Lor signori ricerchino il massimo profitto; ma è altrettatnto legittimo ricordare che questo non è ancora un deserto, ma una terra su cui vivono e pensano migliaia di esseri umani.
Molti, nel corso delle assemblee, gli interventi da parte delle Associazioni agricole, di gruppi ambientalisti, di componenti del Comitato, di coordinatori di Comitati vogheresi, novesi, tortonesi e alessandrini.
Queste le decisioni prese
1°- Richiedere un incontro a tempi brevissimi con sindaci, provincia di Alessandria, associazioni agricole e Regione Piemonte (tutti contrari allo smaltitore per conto terzi) per verificare chi si occupa di fare il prioritario ricorso al TAR contro la decisione della Regione Lombardia (i termini scadono il 20 novembre).
2°- Creare un Coordinamento dei Comitati per la difesa del territorio e la tutela del diritto al dissenso
3°- Fare una battaglia di libertà puntando sui grandi mezzi di informazione. Programmare quindi un'azione di denuncia giornalistica su quanto sta avvenendo nella futura nuova provincia di "Terra bruciata".
4°- Preparare una assemblea pubblica a Castelnuovo Scrivia puntando su due obiettivi: raccolta di adesioni firmate a un documento di solidarietà e avvio di una raccolta di fondi che verranno utilizzati sia per difendersi da ogni tentativo di intimidazione giudiziaria perpetrato nelle province di Pavia e Alessandria; sia per iniziative di studio e di lotta per la tutela della salute di tutta la popolazione.

Il coordinamento dei Comitati